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I medici di base non possono prorogare i certificati medici di malattia per telefono anche nel caso in cui abbiano visitato il paziente da loro assistito pochi giorni prima attestandone il reale stato di malattia. Lo sottolinea la Cassazione. Con la sentenza 18.687 della V Sezione Penale è stato, infatti, condannato un medico di famiglia di Milano con l’accusa di aver compilato un falso certificato medico con il quale prorogava la prognosi di decorso di una malattia di una sua paziente. L’uomo non aveva visitato la signora ma si era limitato a scrivere il certificato sulla sola base dei sintomi di persistenza del male riferiti per telefono. Senza successo, in Cassazione, il medico ha fatto presente di aver visitato la paziente di continua…

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Alta tensione tra Pd e Pdl in commissione Giustizia della Camera, dove e’ iniziato il confronto sul disegno di legge anticorruzione, che ha avuto una prima stesura addirittura nel 2010 e fu licenziato da un Consiglio dei ministri presieduto da Silvio Berlusconi. Il clima e’ tale che Giulia Bongiorno, Fli, presidente della commissione, torna a dirsi molto preoccupata, come aveva fatto pochi giorni fa: ”Avevo chiesto una dilatazione delle sedute. Oggi, in un’ora e mezzo, si e’ votato solo un subemendamento”. La commissione ha deciso di riaggiornarsi a giovedi’, quando ai lavori partecipera’ anche il guardasigilli Paola Severino.

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Gli eurogiudici intervengono su una questione che coinvolge la normativa estone considerata incompatibile con le regole sulla libera circolazione dei lavoratori: la legge relativa all’imposta sul reddito per la quale non si applica ai non residenti l’abbattimento fiscale individuale come invece previsto per i soggetti residenti. Tale disposizione sarebbe contraria a taluni principi dell’Unione, in particolare contenuti nel TFUE e nell’accordo SEE.

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L’evento che mi ha spinto a scrivere questo articolo, è stato lo stesso di cui ho accennato in sede di esame del reato di ingiuria, ossia un processo nel quale era parte un giovane di bell’aspetto, Tizio, il quale, convinto da Caia ad addivenire ad un coito non protetto,  a fronte della dichiarazione della stessa di non poter avere figli, aveva a breve ad essere messo a conoscenza dall’interessata, sia della di lei gravidanza sia dell’aggiunta volontà di non interromperla: Tizio, tale volontà, non si sentiva di condividerla, ma la di lui volontà non trovò tutela e nolente, divenne padre, rifiutò la convivenza con la donna ed adempì ai suoi doveri di padre, quid juris?

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dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 3, comma 1, della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell’articolo 375 del codice di procedura civile), sollevata, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 24, 25, primo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dalla Corte di appello di Caltanissetta

Corte Costituzionale, Sentenza n. 117 del 10/05/2012

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La competenza a dirimere le questioni in materia di contributo unificato appartiene al giudice tributario. È quanto chiarito dalle sezioni unite della Corte di cassazione con sentenza del 17 aprile, la 5994. Il caso è il seguente: al contribuente veniva notificata una cartella di pagamento, con la quale l’Agente della riscossione chiedeva il rimborso del contributo unificato e degli oneri accessori relativi ad un pregresso giudizio incardinato dinanzi al giudice di pace.

Avverso tale cartella il contribuente proponeva opposizione (ex articolo 617 del codice di procedura civile) al giudice ordinario, eccependo l’inesistenza del credito e la sussistenza di vizi di forma della cartella di pagamento, tra i quali la continua…

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Per l’integrazione della fattispecie delittuosa della dichiarazione infedele – prevista dall’articolo 4 del Dlgs 74/2000 – è richiesta la mera presentazione di una dichiarazione non veritiera, ossia contenente elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo oppure elementi passivi fittizi in misura superiore a una certa soglia, senza necessità di ulteriori elementi fraudolenti.
Questa l’opportuna precisazione contenuta nella sentenza della Cassazione 13926 del 12 aprile, nella quale la Corte suprema pone l’attenzione sui diversi presupposti che sottendono alla tipologia criminosa in esame, residuale e meno continua…

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Con sentenza 109 del 26 aprile, la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, con ordinanza 236 del 24 maggio 2011, dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia in ordine all’articolo 49 del Dlgs 546/1992, con riferimento agli articoli 3, 24, 53, 111 e 113 della Costituzione. Secondo il giudice di merito, l’articolo 49 del Dlgs 546/1992, contrariamente a quanto prospettato dalla Corte costituzionale con sentenza 217/2010, risulterebbe incostituzionale, nella parte in cui non prevede la possibilità di sospensione dell’esecutività della sentenza di appello, impugnata con ricorso per cassazione, qualora continua…

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Roma, 9 mag – I senatori della Commissione Diritti Umani annunciano una iniziativa volta ad introdurre nel Codice Penale italiano il reato di tortura anche attraverso emendamenti ai disegni di legge di adeguamento alle disposizioni dello statuto istitutivo della Corte Penale internazionale (ddl 2769) e alla legge comunitaria (ddl 3129).
La Commissione auspica che il Ministro della Giustizia, che in occasione di una audizione si era riservata di riflettere sul problema, esprima su questi emendamenti un parere positivo.

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dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.

Corte Costituzionale, Sentenza n. 78 del 05/04/2012

Banca e istituti di credito – Operazioni bancarie regolate in conto corrente – Diritti nascenti dall’annotazione in conto – continua…

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