Litis.it » Diritto & Attualità a cura dell'Avv. Marco Martini

Le nuove regole del rito civilistico valgono anche per i processi fiscali – Cassazione, sezioni unite, sentenza 8053/2014

Il rinvio operato dall’articolo 62 del decreto legislativo 546/1992 alle norme sui ricorsi per cassazione deve ritenersi “formale” e “mobile” e non “materiale” e “fisso”

imagesLe modifiche apportate al ricorso per cassazione dal Dl 83/2012 (“decreto crescita”), sono applicabili anche al processo tributario.
Ciò in considerazione del “valore costituzionale dell’unità della giurisdizione e della limitazione dei margini di specialità ammessi nel nostro ordinamento”, che si palesa nella “riduzione dei margini di specialità del processo tributario destinata ad arrestarsi… alla soglia del giudizio di legittimità”.

È quanto chiarito dalle sezioni unite della Corte di cassazione con sentenza 7 aprile 2014, n. 8053.

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Come consultare il Portale dei servizi telematici

processo_telematicoCome consultare il Portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia, sia in forma “anonima” che in relazione a specifici processi nei quali l’avvocato sia costituito.

I due nuovi video tutorial messi a punti dal gruppo di avvocati della Fondazione per l’innovazione e l’informatica forense, fondazione del CNF, sono pubblicati sul canale YouTube della FIIF per una Guida semplice al processo civile telematico.

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Nuovo Codice deontologico forense: il testo in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

toga_avvIn attesa della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale insieme alla Relazione di accompagnamento definita, è stato reso consultabile sul sito del Consiglio Nazionale Forense il Nuovo Codice deontologico forense.
Il Nuovo Codice deontologico è stato approvato dal CNF il 30 gennaio scorso ed è stato presentato ai Presidenti dei Consigli dell’Ordine il 19 febbraio.
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Il figlio nato da una relazione extraconiugale legittima il disconoscimento di paternità – Cassazione Civile Sentenza 8876/2014

imagesLa Corte costituzionale, sin dal 1994 (Corte cost., 3 febbraio 1994, n. 13) ha osservato che, posto che nella disciplina giuridica del nome confluiscono esigenze di natura sia pubblica che privata, ove si accerti che il cognome già attribuito ad un soggetto non è quello spettantegli per legge in base allo ‘status familiae’, l’interesse pubblico a garantire la fede del registro degli atti dello stato civile è soddisfatto mediante la rettifica dell’atto riconosciuto non veritiero, ma non può condurre a sacrificare l’interesse individuale a conservare il cognome mantenuto fino a quel momento nella vita di relazione e divenuto ormai segno distintivo dell’identità personale, tutelata dall’art. 2 Cost.; tanto più che, nel caso in cui la rettifica riguardi persona in età avanzata con discendenti, la negazione dell’interesse individuale finirebbe col pregiudicare lo stesso interesse generale alla certa e costante identificazione delle persone.

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Condannaro l’Ospedale di Como per test DNA sbagliato

testdnaL’ospedale Sant’Anna di Como e l’allora responsabile del laboratorio di genetica sono stati condannati a risarcire il danno psicologico subito da un ragazzo oggi 14 enne e dalla madre per un test del Dna sbagliato, che nel 2000 aveva erroneamente attribuito la paternità del bambino.

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Accertamento standardizzato: legittimo anche senza verbale Cassazione Sentenza 7960/2014

La condizione essenziale è che l’ufficio fiscale garantisca, nei casi richiesti, il diritto al contradittorio, invitando il contribuente prima dell’emissione dell’atto impositivo

gupshup1L’ufficio può emettere l’avviso di accertamento anche in assenza di un processo verbale che attesti la chiusura dell’attività istruttoria, visto che nessuna norma impone un obbligo di verbalizzazione, specie se in presenza di accertamenti standardizzati, come quelli da studio di settore. Questo il principio di diritto espresso dalla Corte suprema nella sentenza 7960 del 4 aprile.
Difatti, puntualizzano i giudici, il termine dilatorio di 60 giorni previsto dall’articolo 12, comma 7, della legge 212/2000 (Statuto del contribuente), è riferibile, unicamente, alla chiusura della verifica fiscale e non alla fase del contraddittorio che si sviluppa successivamente.

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Trascrizione del matrimonio celebrato all’estero fra persone dello stesso sesso: le decisive aperture della giurisprudenza

di Mariabice Schiavi

nozzegayIl Tribunale di Grosseto, chiamato a decidere sulla ammissibilità della istanza diretta a ottenere la trascrizione, nei registri dello stato civile, dell’atto di matrimonio celebrato all’estero fra due persone del medesimo sesso, afferma (ordinanza 9 aprile 2014) che non sussistono motivi ostativi all’accoglimento di tale istanza e ordina, conseguentemente, all’ufficiale di stato civile competente di procedere alla trascrizione dell’atto in oggetto. L’obiezione secondo la quale la normativa italiana non consentirebbe le nozze fra persone del medesimo sesso per contrarietà all’ordine pubblico, né consentirebbe la trascrizione di un atto di matrimonio fra le medesime perché tale atto non sarebbe qualificabile come unione coniugale in quanto non basato sul requisito indispensabile della diversità di genere tra i componenti la coppia, sarebbe ormai superabile sulla base delle linee guida dettate dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte Europea dei diritti dell’Uomo.

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Lecito il trasferimento di residenza del minore operato dal coniuge collocatario – Cassazione Civile Ordinanza 6208/2014

download (2)Il mutamento di residenza realizzato dal genitore collocatario non è illecito quando la vicinanza dei luoghi non interferisce con il regime di visita, in quanto pienamente esercitabile. Il bilanciamento degli interessi non può fondarsi sulle ragioni soggettive del trasferimento in capo al genitore collocatario, essendo la comparazione fondata sui parametri indicati dal citato art. 155 quater c.c., u.c., consistenti nella oggettiva valutazione della compatibilità della nuova sede con il regime dell’affido condiviso e con la pienezza del diritto di visita da esercitarsi sulla base di tale regime legale della titolarità e dell’esercizio della responsabilità genitoriale.

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Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti – Corte Costituzionale Sentenza 105/2014

cortecostituzionaledichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 648, secondo comma, cod. pen., sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen.

Corte Costituzionale Sentenza n. 105 del 18/04/2014

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Nuova mediazione tributaria promossa dalla Corte costituzionale.

Censurata la sola disposizione sull’inammissibilità dei ricorsi depositati prima della conclusione del procedimento, tra l’altro normativamente già superata con l’ultima legge di stabilità

manoVia libera all’istituto deflativo che risolve le “mini-liti” fiscali senza ricorrere al giudice. Per la Consulta, sono inammissibili le questioni sollevate da alcune Commissioni tributarie provinciali in merito alla legittimità dell’istituto introdotto per prevenire ed evitare il contenzioso e risolvere senza andare in giudizio e applicabile agli atti dell’Agenzia delle Entrate di valore fino a 20mila euro, notificati dal 2 aprile 2012,.
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