Litis.it » Diritto & Attualità a cura dell'Avv. Marco Martini

Pensioni: La Consulta bocciata la norma Fornero

Corte Costituzionale, Sentenza 70 del 30/04/2015

La legge bocciata oggi dalla Corte Costituzionale in materia di perequazione delle pensioni è la cosiddetta norma Fornero contenuto nel ”Salva Italia”.La norma che, per il 2012 e 2013, ha stabilito, “in considerazione della contingente situazione finanziaria”, che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è incostituzionale. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, ‘bocciando’ l’art. 24 del decreto legge 201/2011.

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Legittimo utilizzare informazioni acquisite in violazione del segreto bancario

foto_falcianiCassazione Civile, Sezione Sesta, Ordinanza 8605 e Ordinanza 8606 del 28 aprile 2015

L’Amministrazione finanziaria, nella sua attività di accertamento dell’evasione fiscale può – in linea di principio – avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una disposizione di legge o dal fatto di essere stati acquisiti dall’Amministrazione in violazione di un diritto del contribuente. Sono perciò utilizzabili, nel contraddittorio con il contribuente, i dati bancari acquisiti dal dipendente infedele di un istituto bancario, senza che assuma rilievo l’eventuale reato commesso dal dipendente stesso e la violazione del diritto alla riservatezza dei dati bancari (che non gode di tutela nei confronti del fisco).

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Riforma Legge Vassalli. L’azione di responsabilità non comporta automatica sostituzione del giudice

downloadCassazione Penale, Sezione Sesta, Sentenza 16924/2015

Il magistrato la cui condotta professionale sia stata oggetto di una domanda risarcitoria ex lege n. 117/1988 non assume mai la qualità di debitore di chi tale domanda abbia proposto. Ciò per l’assorbente ragione che la domanda (anche dopo la legge n. 18/2015) può essere proposta solo ed esclusivamente nei confronti dello Stato (salvi i casi di condotta penalmente rilevante, art. 13). Né la eventualità di una successiva rivalsa dello Stato nei confronti del magistrato, nel caso in cui quell’originaria azione si sia conclusa con la condanna dell’Amministrazione, muta la conclusione, perché i presupposti e i contenuti dell’azione di rivalsa sono parzialmente diversi da quelli dell’azione diretta della parte privata nei confronti del solo Stato (art. 7; artt. 2 e 3).

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Come iscrivere telematicamente a ruolo i pignoramenti. Il processo esecutivo telematico obbligatorio

IN DIRETTA DALLA SEDE DI FOROEUROPEO:

Come iscrivere telematicamente a ruolo i pignoramenti (mobiliari, Pignoramenti presso terzi, immobiliari). Il processo esecutivo

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La procura conferita per l’opposizione ad atti esecutivi è valida anche per le fasi successive fasi successive

procuraCassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza 7997 del 20/04/2015

Quando si tratta di processo di opposizione agli atti esecutivi, nei rapporti tra la fase sommaria e la fase eventuale di merito, la presunzione di cui all’ultimo comma dell’art. 83 cod. proc. civ. non ha ragion d’essere e il mandato difensivo rilasciato per la proposizione del ricorso dinanzi al giudice dell’esecuzione (o per resistere al ricorso da altri proposto) è conferito anche per il giudizio di merito iniziato ai sensi del comma secondo dell’art. 618 cod. proc. civ.. Peraltro, il carattere eventuale di quest’ultimo giudizio consente che la procura venga espressamente limitata alla rappresentanza nella fase sommaria.

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Separazioni, il giudice non deve necessariamente “seguire” le decisioni del pm

Divorzio_Fotolia_63224390-khQF--258x258@Quotidiano_Diritto-WebSorpresa: il giudice può non ritenersi vincolato al parere del Pm. E di conseguenza autorizzare l’accordo raggiunto tra i coniugi, sulla base della nuova procedura di negoziazione assistita, sulle condizioni della separazione personale che era stato respinto dal pubblico ministero. A questa conclusione arriva un’ordinanza del presidente del tribunale di Termini Imerese, tra le primissime in materia, che si pone su una linea diversa rispetto a un precedente provvedimento del Tribunale di Torino

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Mediazione, sono sempre dovute le spese di avvio della procedura

mediazionecivileConsiglio di Stato, Ordinanza 1694/2015 –

Sono sempre dovute le spese di avvio del procedimento di mediazione, anche se si arresta al primo incontro. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, Quarta Sezione, nell’ordinana 1694 depositata il 22 Aprile 2015. secondo cui le spese di avvio – le quali comprendono, a loro volta, da un lato le “spese vive documentate” e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione – non appaiono prima facie riconducibili alla nozione di “compenso” di cui all’art. 16 del d.m. 18 ottobre 2010, nr. 180.

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Ok definitivo dal Parlamento. Il divorzio breve è legge

VIA LIBERA SENATO A DIVORZIO BREVE, ORA TORNA ALLA CAMERASi accorciano i tempi per chi vorrà porre fine al proprio matrimonio. La Camera (398 sì, 28 no e 6 astenuti) ha approvato il divorzio breve. Il che significa che non saranno più necessari 3 anni per dirsi addio, come previsto dalla riforma della legge Fortuna-Baslini, ma solo 6 mesi, se la separazione è consensuale, e al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice. “

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Risarcimento danni, terzo trasportato e concorso di colpa

Cassazione Civile, Sezione Terza sentenza 26 7704/2015

motociclista-su-chopper-al-funeraleIn tema di sinistri derivanti dalla circolazione stradale, l’apprezzamento del giudice di merito relativo alla ricostruzione della dinamica dell’incidente, all’accertamento della condotta dei conducenti dei veicoli, alla sussistenza o meno della colpa dei soggetti coinvolti e alla loro eventuale graduazione, al pari dell’accertamento dell’esistenza o dell’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, si concreta in un giudizio di mero fatto, che resta sottratto al sindacato di legittimità, qualora il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico.

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Valido il matrimonio anche se il marito cambia sesso

imagesCassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza 8097 del 21/04/2015.

Rimane valido a tutti gli effetti il matrimonio di una coppia eterosessuale anche nel caso in cui uno dei due coniugi cambi la sua identità sessuale. Lo ha stabilito la Cassazione in attesa che il Parlamento affronti questi casi. Il verdetto però non determina “l’estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive”.

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