Guido Alpa alla testa del Cnf. di Maurizio de Tilla

Tre anni per
Guido Alpa. Il Consiglio nazionale forense ha eletto ieri il nuovo presidente
per la consiliatura 2004-2007. Dopo un testa a testa con il presidente uscente,
Remo Danovi, alla seconda votazione e per 14 voti a 12, è uscito vincente il
nome dell’avvocato e docente nato a Ovada (Al) 56 anni fa, ma genovese
d’adozione. Professionista di successo, Alpa è oggi, tra l’altro, professore di
Diritto privato nella facoltà di Giurisprudenza alla «Sapienza» di Roma e nella
facoltà di Economia della Luiss «Guido Carli». Più volte componente di
commissioni ministeriali o promosse da organi costituzionali, una per tutte
quella sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura, Alpa dal 1996
è consigliere forense e nella precedente consiliatura era stato vicepresidente
assieme a Danovi (poi eletto alla presidenza quando Emilio Nicola Buccico passo’
al Csm). Assieme ad Alpa sono stati poi eletti i componenti del nuovo ufficio di
presidenza: i due vicepresidenti, Eugenio Cricri’ e Pierluigi Tirale, il
tesoriere Lucio Del Paggio e il segretario Giuseppe Bassu. Nessuna dichiarazione
ieri da parte del neopresidente. Ma un denso programma che rappresenta per
l’avvocatura e lo stesso Consiglio una sfida e un banco di prova. A partire da
una considerazione di fondo sulla capacità del Cnf di seguire i grandi temi che
investono l’avvocatura non solo in seconda battuta. Ma di essere in grado di
proporre iniziative in grado di prevenire l’insorgere dei problemi. A titolo di
esempio, presi dall’esperienza recente, Alpa ricorda l’assimilazione
dell’avvocato all’imprenditore, i rapporti con i ocnsumatori e la valutazione
della qualità dell’attività e della organizzazione degli studi. In questa
prospettiva da ridefinire ci sarà anche il rapporto con le altre rappresentanze
del’avvocatura. Una relazione che Alpa vede modulata sugli obiettivi, assegnando
a ciascuna componente le iniziative da assumere. Delicato il fronte dei
procedimenti disciplinari e della deontologia. Sul primo, Alpa suggerisce un
seminario interno per introdurre, se opportuno, la delibazione in via
preliminare dei ricorsi inammissibili; per prevenire i casi di riforma delle
pronunce del Cnf da parte della Cassazione, applicando le regole
giurisprudenziali della stessa Suprema corte; per uniformare la tecnica di
motivazione della sentenza. Nel codice deontologico andrà poi prevista
un’integrazione in linea con la nuova disciplina della privacy, come pure
andranno presi in considerazione i problemi posti dall’uso di siti Internet di
informazione sugli studi professionali e dall’attività di consulenza sulla
rete. In una prospettiva di assestamento della deontologia professionale, sarà
inevitabile per Alpa un confronto con la riforma delle professioni e le sue
ricadute sull’organizzazione degli studi, sull’impiego di mezzi telematici,
sull’applicazione di tariffe. Fari puntati poi sulla formazione e
l’aggiornamento che costituiranno uno dei pilastri sui quali si concentrerà l’attività
del Consiglio. Con una considerazione di fondo: «L’attuale sistema
schizofrenico, sorto su di un disegno di formazione comune alle professioni
legali tradizionali, ha mostrato molte crepe e segni di gravi insufficienze». Le
stesse scuole di specializzazione, ma anche quelle forensi, si sono dimostrate
carenti per la qualità dell’insegnamento e la preparazione degli stessi
partecipanti. Un possibile rimedio puo’ arrivare per Alpa, che scarta comunque
una riforma radicale, dalla riorganizzazione delle scuole gestite dagli Ordini,
in collaborazione con la Fondazione. La stessa Fondazione dovrebbe poi avere un
ruolo chiave nell’aggiornamento, con la proposta di lezioni, seminari,
relazioni, ma anche con l’assegnazione di punteggi di qualificazione, in tandem
con il Cnf. Sull’aggiornamento potrebbe poi scendere in campo anche una
costituenda Scuola superiore dell’avvocatura, a numero chiuso e con docenti di
prestigio selezionati tra gli stessi avvocati. Semaforo verde poi alle soluzioni
alternative delle controversie, come conciliazioni e arbitrati, da agevolare e
diffondere, ma sulle quali i legali devono ancora compiere uno sforzo di
formazione.


 


         di

 Maurizio de
Tilla  – presidente Cassa forense e Adepp (italia oggi)

Fomte: Il Sole 24 Ore


 

 

http://www.litis.it

Litis offre un servizio gratuito. Aiutaci con una donazione libera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *