ESECUZIONE FORZATA


Espropriazione forzata: presso terzi: in genere

 Nell’espropriazione presso terzi, il
provvedimento con cui il giudice dell’esecuzione dichiari l’estinzione del
processo esecutivo per cause diverse dalla rinuncia agli atti, dall’inattività
delle parti, dalla mancata comparizione delle parti a due udienze successive, da
quelle espressamente previste dalla legge, anche speciale, ha carattere atipico,
contenuto di pronuncia di mera improseguibilità dell’azione esecutiva, natura
sostanziale di atto del processo esecutivo, impugnabile, pertanto, con il
rimedio proprio di tali alti (opposizione ex articolo 617 del c.p.c.) e non con
il reclamo, attesa l’inesperibilità di tale rimedio ordinariamente stabilito
per la dichiarazione di estinzione, tipica conseguenza della non sussumibilità
in alcun modello codificato del provvedimento predetto.

 


Cassazione Civile,
Sezione III, Sentenza n. 6321 del 10/04/2004


 

La Corte Suprema
di Cassazione

Sezione III

Composta dagli
Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. Gaetano
NICASTRO – Presidente

Dott. Paolo
VITTORIA – Consigliere

Dott. Roberto
PREDEN – Consigliere

Dott. Giovanni
Battista PETTI – Consigliere

Dott. Giacomo
TRAVAGLINO – rel. Consigliere

ha pronunciato la
seguente:

Sentenza

sul ricorso
proposto da:

GEFO SRL, in
persona del suo legale rappresentante tempore, elettivamente domiciliato in ROMA
CANCELLERIA CORTE CASSAZIONE, difeso dall’avvocato ROBERTO BUONANNO, con studio
in POZZUOLI VIA CELLE 2, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

USL/22 IN
LIQUIDAZIONE, DIRETTORE ASL/2 NAPOLI, REGIONE CAMPANIA, LEONETTI DARIO, BANCA
NAPOLI SPA FILIALE POZZUOLI, BANCA NAPOLI SPA;

– intimati –

e sul 2° ricorso
n. 3485/03 proposto da:

GEFO SRL, in
persona del suo legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in
ROMA presso CANCELLERIA CORTE DI CASSAZIONE, difeso dall’avvocato ROBERTO
BUONANNO, con Studio in POZZUOLI VIA CELLE N.2, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

DIRETTORE ASL/2
NAPOLI, REGIONE CAMPANIA, LEONETTI DARIO, BANCA NAPOLI SPA, GESTIONE LIQ EX
USL/22 POZZUOLI, BANCA NAPOLI SPA FILIALE POZZUOLI, USL/22;

– intimati –

avverso la sent.
n. 975/00 del Tribunale di NAPOLI, SEZIONE DISTACCATA DI POZZUOLI, emessa e
depositata il 26 luglio 2000; RG.656/99;

udita la relazione
della causa svolta nella pubblica udienza del 19 dicembre 2003 dal Consigliere
Dott. Giacomo TRAVAGLINO;

udito il p.m. in
persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. UCCELLA Fulvio che ha concluso
per l’accoglimento del ricorso n. 24731/00, e per il rigetto del ricorso n.
3485/03.

 

Svolgimento del
processo

 

1. Con atto di
pignoramento notificato l’8 febbraio 1994, Dario Leonetti assoggetto’ ad
esecuzione forzata le somme dovute dal Banco di Napoli alla USL 22 (sua
debitrice), invitando debitore e terzo debitor debitoris a comparire dinanzi al
G.E. rispettivamente per assistere e rendere la rituale dichiarazione di
quantità.

2. Iscritto il
procedimento esecutivo al n. 373/1994 del RGE della pretura di Napoli (sezione
distaccata di Pozzuoli) la GEFO srl, odierna ricorrente, spiego’ intervento ex
art. 551 c.p.c. per il recupero di un credito nei confronti della medesima USL,
specificando trattarsi di un intervento non titolato, in quanto non assistito da
titolo esecutivo; all’udienza del 7 marzo 1994, il terzo debitore Banco di
Napoli, nel rendere la dichiarazione ex art. 547 c.p.c., preciso’ che, tra le
somme accantonate, vi era capienza anche per il credito vantato
dall’interveniente.

3. Con ordinanza
del 22 marzo 1994, il GE’ assegno’ le somme accantonate al solo creditore
pignorante Leonetti, dichiarando nel contempo inammissibile l’intervento della
GEFO (perchè fondato su atti in fotocopia mancanti della certificazione di
conformità all’originale).

4. Avverso
l’ordinanza di assegnazione l’odierna ricorrente propose opposizione ex art. 617
c.p.c., opposizione accolta con sentenza dell’1 agosto 1997, pronunciata nella
contumacia di tutti i convenuti (USL, Banco di Napoli, Dario Leonetti), non
impugnata e, pertanto, passata in cosa giudicata, con conseguente revoca
dell’ordinanza di assegnazione del 22 marzo 1994 (supra, sub 3). In particolare,
osservo’ il giudicante nel motivare tale pronuncia, come non si potesse
"procedere, in questa sede, alla pronuncia di altra ordinanza di assegnazione
sostitutiva di quella ritenuta viziata il quanto il giudice dell’opposizione
agli atti è privo di poteri rescissori, attesa la natura cognitiva del relativo
giudizio", sicchè il procedimento esecutivo non avrebbe potuto che "riprendere
il suo corso e ritornare al punto in cui era pervenuto fino alla pronuncia
dell’ordinanza opposta, e cio’ in virtù della riassunzione del procedimento
stesso, ad iniziativa della parte interessata, una volta passata in giudicato la
presente sentenza".

5. Con ricorso del
23 dicembre 1997, la GEFO riassunse il procedimento esecutivo, e, all’udienza
del 4 marzo 1998, comparve il Banco di Napoli confermando la prima dichiarazione
di quantità in ordine alla disponibilità delle somme relative al
soddisfacimento di tutti i crediti dedotti in esecuzione. Per l’effetto, il GE,
con ordinanza 1 luglio 1998, rimessa la causa sul ruolo, invito’ i creditori a
dichiarare se l’ordinanza 22 marzo 1994 (supra, sub 3) fosse stata, nonostante
l’opposizione, già portata ad esecuzione (se, cioè, il creditore procedente
Leonetti avesse o meno riscosso dal terzo le somme spettantegli per effetto
dell’ordinanza di assegnazione de qua): il Leonetti, comparso all’udienza del 27
settembre 1999, dichiaro’ di aver riscosso tali somme, con le maggiorazioni
conseguenti alle successive spese sostenute.

6. Con ordinanza
del 15 ottobre 1999, il GE’ – premesse alcune considerazioni di ordine generale
sulle finalità e gli effetti della procedura di espropriazione presso terzi, e
rilevato che la compiuta riscossione delle somme a lui dovute da parte del
Leonetti aveva determinato ipso facto l’estinzione sia del credito di quest’ultimo,
sia di quello del debitore escusso (la USL) nei confronti del terzo (il Banco di
Napoli), estinzione, quest’ultima, rilevabile anche d’ufficio – dichiaro’
l’estinzione del processo e l’inammissibilità delle istanze dell’odierno
ricorrente per sopravvenuta inesistenza dell’oggetto del procedimento, atteso
che, nel procedimento espropriativo presso terzi, "il vincolo del pignoramento