Il Presidente del Consiglio non ha violato la
normativa sul ”conflitto di interessi”

che prevede contributi statali destinati all’acquisto di decoder televisivi. E’
quanto si legge in una nota dell’Antitrust, che sottolinea la non sanzionabilità
delle società Mediaset, RTI e Solari.com
. Il procedimento
era stato aperto il 22 dicembre 2005, dopo la segnalazione di alcuni
parlamentari.

L’Antitrust, pur ritenendo che il contributo per l’acquisto dei decoder ”è
riconducibile alla responsabilità del Presidente del Consiglio, poichè sul
maxi-emendamento al disegno di legge finanziaria 2006, è stata posta questione
di fiducia, con delibera del Consiglio dei Ministri (intervenuta il 14 dicembre
2005)”, sottolinea che ”deve escludersi, per difetto di un vantaggio
patrimoniale specifico e preferenziale e per assenza di un danno all’interesse
pubblico, la sussistenza, nei confronti del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di una situazione di conflitto d’interessi”. E che deve
conseguentemente escludersi la violazione dell’art. 6, comma 8, della legge
n. 215/04
da parte delle imprese facenti capo al
Presidente del Consiglio dei Ministri o a suoi parenti entro il secondo grado.
Nel corso dell’istruttoria l’Autorità, si legge nella nota, ha dovuto valutare
se la concessione del contributo in esame, derivante da un preciso atto di
governo riconducibile direttamente al Presidente del Consiglio, fosse idonea a
determinare un privilegio specifico a favore delle predette società sul
mercato della TV a pagamento e su quello dei decoder digitali, con danno per
l’interesse pubblico.

Immediato il commento del ministro uscente delle Comunicazioni,
Mario Landolfi
: ”Sui decoder l’Antitrust ha accertato che
non è stata violata la legge sul conflitto d’interesse. Mi permetto di dire
che era scontato”. Landolfi aggiunge
quindi che ”ora ci vorrebbe un organismo che regolasse e sanzionasse
l’interesse al conflitto di una parte della sinistrà’.

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