Roma, 7 giu. (TMNews) – All’indomani del vertice Bossi-Berlusconi ad Arcore sul governo, sul trasferimento dei ministeri al Nord la Lega passa alle vie di fatto e avvia la procedura per presentare una proposta di legge popolare in parlamento. Il progetto di legge si chiama “Territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali”, ed è stato depositato all’ufficio centrale elettorale della Cassazione. A presentare la richiesta è stato uno dei massimi ufficiali del Carroccio, il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. La raccolta firme partirà da Pontida, il 19 giugno, per presentare la proposta di legge ne servono almeno 50 mila.

L’iniziativa del coordinatore delle segreterie del Carroccio ha riaperto lo scontro nella maggioranza. A guidare il fronte del ‘no’ al trasferimento di alcuni ministerio al Nord si è posta subito dopo l’annuncio di Calderoli la Governatrice Pdl del Lazio Renata Polverini, chiamando a raccolta “tutti i parlamentari del Lazio affinchè facciano sentire la loro voce”. Quasi un preannuncio di quanto, prima del ballottaggio delle amministrative aveva chiesto il sindaco di Roma Gianni Alemanno: un voto bipartisan del Parlamento contro il decentramento da Roma delle sedi del Governo, sulla falsariga di quanto già da lui fatto approvare dal Campidoglio.

“L’iniziativa del ministro Calderoli – ha commentato oggi Polverini- è inaccettabile, un affronto alla Capitale dove i ministeri hanno sede da sempre. Questa ostinazione alimenta solo divisioni nel paese e distrae l’attenzione da questioni più urgenti e serie per i cittadini che devono essere affrontate. Come se non bastasse, questa proposta di legge va contro quel progetto di federalismo che ci vede tutti impegnati, una riforma per cui proprio la Lega si è battuta in tutti questi anni e che oggi, a quanto pare, vuole ridurre al mero trasferimento di uffici ministeriali da Roma al Nord. I parlamentari del Lazio – conclude Polverini – facciano sentire la propria voce e si uniscano contro questa scellerata idea di spostare i ministeri”.

Sulla stessa linea, il Presidente Pd della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. “Ora è ufficiale – ha detto sul deposito della pdl popolare Calderoli in Cassazione- che il Governo Berlusconi vuole portare via da Roma i Ministeri. Il fatto ancora più grave è che inizia una raccolta di firme che avrà, inevitabilmente, un sapore di discriminazione verso i cittadini del nostro territorio. A questo punto chiedo a tutti i parlamentari di Roma e del Lazio di associarsi alla richiesta di dimissioni di questo Governo che a Roma ha promesso tanto e invece ora finisce per togliere quello che abbiamo da sempre come Capitale del Paese”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è il partito di Antonio Di Pietro. “Basta con le buffonate. Se davvero Calderoli ed il governo intendono fare qualcosa di utile – ha detto il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi- cerchino di migliorare la produttività dei ministeri, che è questione più importante della loro collocazione geografica. La campagna elettorale è finita, la smettano con le proposte insulse e pensino ai veri problemi degli italiani”. L’Udc, per parte sua, ironizza, su rilancio e tenuta della maggioranza Pdl-Lega assicurati solo ieri dal centrodestra dopo il vertice di Arcore. “Se la svolta che gli italiani aspettavano dal Governo dopo la batosta delle amministrative si concretizza in un nuovo spreco di denaro pubblico, con l’apertura di uffici di rappresentanza dei ministeri al Nord, c’è veramente da mettersi le mani nei capelli. Evidentemente il Pdl non vuole o non può affrontare seriamente le questioni che stanno a cuore agli italiani”, ha affermato il portavoce del partito di Casini Antonio De Poli.