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Archivio per settembre 2011
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dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 29, comma 5, in relazione al successivo comma 6, della legge 25 marzo 1993, n. 81 (Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale), sollevata, in riferimento all’articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale di Catania con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Corte Costituzionale, Ordinanza 260 del 30/09/2011

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dichiara la manifesta inammissibilità del ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Corte d’appello di Roma, sezione prima civile, contro il Senato della Repubblica, come specificato in epigrafe.

Corte Costituzionale, Ordinanza n. 259 del 30/09/2011

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dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 9, della legge della Regione Marche 14 aprile 2004, n. 7 (Disciplina della procedura di valutazione di impatto ambientale), sollevata, in riferimento agli artt. 9, 97 e 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale delle Marche con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Corte Costituzionale, Ordinanza n. 258 del 30/09/2011

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a) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 5, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge finanziaria 2010), sollevate, in riferimento agli articoli 38, secondo comma, e 53 della Costituzione, dal Tribunale di Rossano, in funzione di giudice del lavoro, con l’ordinanza indicata in epigrafe;

b) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 5, della detta legge 23 dicembre 2009, n. 191, sollevate, in riferimento agli articoli 3, 111, primo e secondo comma, 117, primo comma, Cost., in continua…

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Dichiara che non spettava allo Stato e, per esso, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare la nomina del Commissario straordinario dell’Ente Parco nazionale del Gargano in quanto avvenuta senza che fosse avviato e proseguito ed effettivamente espletato il procedimento per raggiungere l’intesa con la Regione Puglia per la nomina del Presidente e, per l’effetto, annulla i decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 12 maggio 2010 DEC/DPN 384, 27 ottobre 2010 DEC/DPN 1045 e 3 marzo 2011 DEC/DPN 123, con i quali, continua…

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La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea ed è stata avanzata nell’ambito di una controversia proposta dagli eredi di due cittadini di nazionalità belga, marito e moglie, in merito ai diritti di successione dovuti su azioni nominative di un’impresa la cui sede della direzione effettiva non si trova in Belgio.

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Una Spa proprietaria di alcune villette ubicate all’interno di un villaggio turistico, si è vista notificare due avvisi di accertamento con i quali gli uffici finanziari avevano provveduto a rettificare il minor reddito dichiarato, ai fini delle imposte relative ai redditi di persone giuridiche e dell’imposta locale sui redditi.
La società aveva considerato e dunque dichiarato come reddito fondiario ciò che in realtà era reddito d’impresa.
Contro i due avvisi di accertamento la contribuente ricorre in Commissione provinciale tributaria. La Ctp annulla i due continua…
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In tema di Iva, in caso di operazioni inesistenti, il diritto alla detrazione dell’imposta versata dal committente/cessionario in via di rivalsa al soggetto prestatore/cedente che ha emesso la fattura, non sorge inevitabilmente, per il solo fatto dell’avvenuta corresponsione dell’imposta formalmente indicata nel documento. Il soggetto che invoca la detrazione deve fornire, in ordine all’estraneità dell’illecita fatturazione, riscontri precisi.

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Oltre 250 milioni di euro. Questo l’ammontare del recupero (fra Iva, Irpeg/Ires, Irap e sanzioni), operato dall’Agenzia dell’Entrate nell’ambito di una “frode carosello” nel settore del commercio di telefonini, intercettata e ricostruita dall’ufficio di Aulla (Massa Carrara). Una ricostruzione la cui correttezza è stata ora sancita anche dalla Ctp del capoluogo di provincia toscano, con la sentenza n. 367/01/11, depositata lo scorso 12 settembre.

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Con la sentenza 34399 del 21 settembre, la Corte di cassazione ha stabilito che sussiste responsabilità penale per il cittadino che attesti falsamente con dichiarazione sostitutiva di notorietà di avere un reddito tale da giustificare il gratuito patrocinio. La Corte precisa che l’illecito, in tal caso, sarebbe stato ravvisabile anche se il privato ne avesse avuto realmente diritto.

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