Roma, 5 ott. – (Adnkronos) – Gli interventi in materia di giustizia contenuti nella manovra economica, con i tagli ai tribunali minori e l’attacco’ alle professioni. E ancora, la revisione del processo civile, la riforma forense, e la mediazione civile obbligatoria, gia’ oggetto di contestazioni, in attesa del pronunciamento della Consulta sull’eccezione di incostituzionalita’.
L’Organismo unitario dell’Avvocatura torna a dare battaglia su alcune questioni fondamentali per il funzionamento del sistema giustizia, e organizza, domani e venerdi’, manifestazioni e iniziative in 100 citta’. Da Nord a Sud, da Aosta a Caltanissetta, da Cremona a Foggia, istituzioni locali Ordini professionali, mobilitati in nome di un ‘new deal’ della giustizia.
Una serie di proposte che saranno illustrate domani a Roma e portate avanti nelle varie iniziative a livello locale. E sono gia’ 9 i dossier presentati al ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, al quale l’Oua ha chiesto da tempo un incontro. Disponibilita’ al dialogo o al confronto, dunque, ma con un calendario di proposte giudicato imprescindibile. E per portarlo avanti, non si escludono ulteriori forme di protesta.
Al primo punto dei ‘cahiers de doleances’ dell’Avvocatura la revisione della geografia giudiziaria, inserita come delega al governo all’interno della manovra, diventata legge il 15 settembre scorso, sulla quale l’Oua ribadisce la sua contrarieta’. ‘Chiediamo una ripensamento sull’abolizione dei tribunali minori e contestiamo l’inserimento delle norme nella manovra. Cosi’ come e’ stata concepita – spiega il presidente dell’Oua, Maurizio De Tilla, all’Adnkronos – si basa su criteri generici e arbitrari’. Per rivedere le circoscrizioni giudiziarie, e’ la proposta dell’Oua, ‘serve una gestione manageriale dei vertici degli uffici giudiziari, un migliore impiego delle risorse,la valutazione delle prassi virtuose’.
Sempre nella manovra economica e’ contenuto quello che De Tilla definisce un ‘attacco alle professioni, non solo quella dell’avvocato, ormai equiparate a imprese’. E l’aumento del contributo unificato. Tutte iniziative ‘pensate al solo scopo di fare ‘cassa’ in nome di una giustizia intesa come semplice voce di spesa’.
Al centro da tempo delle contestazioni dell’Oua e di gran parte degli Ordini degli avvocati, la mediazione civile, sulla quale, ricorda de Tilla, ‘pendono 4 ordini di remissione alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia Europea’. Il primo punto su cui l’Oua ha sollevato l’eccezione di l’incostituzionalita’, riguarda l’obbligatorieta’, entrata in vigore il 21 marzo scorso. In molti casi, infatti, il mancato ricorso alla mediazione e’ condizione di improcedibilita’. Altra questione controversa, i costi elevati che i cittadini, costretti a ricorrervi, devono sostenere. Contro la mediazione, tra aprile e giugno sono gia’ stati proclamati 4 giorni di sciopero.
Un altro punto nodale di una sorta di ‘decalogo’ presentato dall’Oua per dare risposte concrete al bisognio di efficienza del sistema, la riforma forense, che e’ all’esame della Camera, la riforma della magistratura onoraria, che consenta un maggiore ricorso ai ‘giudici laici’, e la diffusione sul territorio del processo telematico.



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