Va risarcita anche la mancata rimozione del fango in caso di incidenti. Lo rileva la Cassazione che invita gli enti preposti alla manutenzione delle strade pubbliche ad attivarsi tempestivamente in caso di abbondanti piogge in quanto “acquistano rilievo condizionante anche le aspettative degli utenti” della strada. In questo modo, la Terza sezione civile ha reso definitiva una condanna al risarcimento dei danni nei confronti dell’Anas colpevole di non avere rimosso fango e detriti da una strada statale a Catanzaro.

Piazza Cavour – sentenza 21508 – ha bocciato il ricorso dell’Anas e, allineandosi al giudizio di merito, ha evidenziato che quest’ultimo “ha ritenuto che la responsabilita’ dell’ente nella determinazione del sinistro dipendesse dal mancato intervento manutentivo diretto alla rimozione del fango e dei detriti dalla sede stradale, su una arteria importante sulla quale i detriti erano stati trasportati dalle piogge senza che il giorno successivo, in cui si verifico’ l’incidente, fossero stati rimossi o, quantomeno, fosse stata predisposta un’idonea segnalazione del pericolo”.

Non c’e’ dubbio, ha aggiunto la Suprema Corte, che “il custode doveva ritenersi nella specie obbligato a controllare lo stato della strada e a mantenerla in condizioni ottimali d’impiego”.