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Archivio per novembre 2011
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BRUXELLES – Sentenza della Corte Ue pro-pirateria: i giudici nazionali non possono imporre alle societa’ che forniscono accesso ad internet di applicare filtri per prevenire il download di contenuti illegali. ”Il diritto dell’Unione vieta un’ingiunzione di un giudice nazionale diretta ad imporre ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre un sistema di filtraggio per prevenire gli scaricamenti illegali di file”, si legge nella sentenza della Corte di giustizia Ue pubblicata oggi.

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In tema di giudizio per cassazione, l’onere del ricorrente, di cui all’art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., di produrre, a pena di improcedibilità del ricorso, “gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda” è soddisfatto, quanto agli atti e ai documenti contenuti nel fascicolo di parte, anche mediante la produzione del fascicolo nel quale essi siano contenuti e, quanto agli atti e ai documenti contenuti nel fascicolo d’ufficio, mediante il deposito della richiesta di trasmissione di detto fascicolo presentata alla cancelleria del giudice che ha continua…

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La S.C., pronunziandosi per la prima volta sull’interpretazione del combinato disposto degli art. 199 e 37, terzo comma , della legge fall., il quale ultimo, dopo la riforma di cui al d. lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, ha previsto il reclamo alla corte d’appello contro il decreto di revoca del curatore, ha stabilito che il provvedimento ministeriale di revoca del commissario liquidatore resta impugnabile innanzi al giudice amministrativo.

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Due società slovacche hanno depositato presso l’ufficio brevetti competente una domanda di brevetto sul metodo di preparazione di un prodotto di talco che presenta un elevato livello di purezza. Le società hanno concluso un contratto di cessione di comproprietà industriale: in base a tale contratto una delle due società cedeva all’altra il 50% della propria quota di comproprietà sul brevetto non ancora registrato.
Ciò premesso, una delle società presentava una dichiarazione Iva, in cui era indicato un importo a titolo di IVA detraibile sulla fattura emessa dall’altra società per la cessione della quota di comproprietà.

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Con la recente sentenza 21103, depositata il 14 ottobre, la Suprema corte ha “rivisto” il proprio orientamento in materia di legittimità dell’accertamento emesso prima dello spirare del termine dilatorio previsto dallo Statuto del contribuente, superando, così, le conclusioni cui era giunta non più tardi di un mese prima con la sentenza 18906 del 16 settembre. In entrambe le pronunce, il casus belli sottoposto al vaglio del giudice di legittimità ha, infatti, riguardato la questione relativa alla validità di un atto impositivo emesso dall’ufficio prima dei sessanta giorni dalla notifica del precedente processo verbale di constatazione, termine previsto dall’articolo 12, comma 7, legge continua…

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Una società di diritto tedesco, società madre di gruppo di imprese, nell’ambito di un operazione finanziaria acquistava da un soggetto bancario diritti di ipoteca e crediti relativi a contratti di mutuo poi dichiarati disdetti e risolti. Il relativo contratto di cessione prevedeva che i crediti erano detenuti per conto e a rischio del cessionario. Era esclusa per il cedente la responsabilità sul recupero dei crediti. In una comunicazione l’Amministrazione finanziaria tedesca sottolineava che l’ammontare dei crediti recuperabili era di misura inferiore al valore nominale. Essendo stabilito il periodo di recupero in circa tre anni, le parti avevano pattuito che con la descritta operazione si dava luogo a una continua…

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Con l’ordinanza 22084 del 25 ottobre, la Corte di cassazione ha stabilito che l’atto notarile in cui si certifica che il prezzo della compravendita immobiliare è stato corrisposto per intero, non dimostra anche l’effettivo versamento dell’imposta sul valore aggiunto da parte dell’acquirente al venditore.

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Il dirigente che copre e difende il lavoratore assenteista commette il reato di truffa aggravata. Lo hanno stabilito i giudici della suprema corte con sentenza n.35344 del 29 Settembre 2011. Gli ermellini , infatti, hanno rigettato il ricorso del direttore delle relazioni esterne di un comune, condannato sia in primo grado, sia dalla Corte di Appello perché, di fronte alla falsità delle attestazioni concernenti la presenza in ufficio di alcuni dipendenti, non solo non li aveva sanzionati, ma li aveva addirittura difesi ostentando un atteggiamento di favore nei loro confronti.

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Nell’ambito dell’iscrizione dei crediti professionali dell’avvocato al passivo della società in liquidazione coatta amministrativa, la Corte di Cassazione (sentenza n. 22516, depositata il 28 ottobre 2011) ha stabilito che trova applicazione il principio secondo il quale devono considerarsi crediti privilegiati i diritti su prestazioni rese più di due anni prima della liquidazione coatta.

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Il giorno 26 Novembre 2011 avrà inizio il Corso Annuale di Alta Specializzazione in “Criminologia” organizzato da Alfa RI.FOR.MA. S.r.l., società specializzata in Ricerca Scientifica, Formazione & Marketing.

Il corso di 140 ore è realizzato con il patrocinio del Comune di Salerno e della Polizia di Stato ed è accreditato presso l’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Salerno per il rilascio di crediti formativi per gli avvocati.

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