cassazioneLa Corte di Cassazione esprime dubbi di legittimità sul “divorzio imposto” a chi cambia sesso, e ha disposto il rinvio alla Consulta. “Tale univoca previsione”, dice l’ordinanza, ignora “il rilievo primario di formazioni sociali in un contesto costituzionale in cui è largamente condivisa l’esigenza di riconoscere le unioni di fatto”.

CASSAZIONE:’DIVORZIO IMPOSTO’ A TRANS VULNUS VITA FAMILIARE – Lo scioglimento del vincolo matrimoniale imposto alla persona che cambia sesso – scrive la Cassazione, che sollevato la questione alla Corte Costituzionale – “mina alla radice il principio di autodeterminazione del soggetto che intende procedere alla rettificazione del sesso, conseguendo a tale opzione la eliminazione per il futuro del diritto alla vita familiare, realizzato mediante la scelta del vincolo matrimoniale”. Tale “vulnus”, si legge nell’ordinanza firmata dal presidente della Prima Sezione Civile Maria Gabriella Luccioli, appare ancor più accentuato nei confronti dell’altro coniuge, costretto a subire gravi conseguenze sulla sua sfera emotiva e sull’assetto giuridico delle proprie scelte relazionali della rettifica di sesso operata dall’altro coniuge”, con l’effetto di rimanere “totalmente privo di tutela con riguardo all’effetto automatico dello scioglimento del vincolo a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di rettificazione di sesso”. Il divorzio imposto costituisce, quindi, sottolineano i giudici, “un’ingerenza statuale” sulla “volontà individuale nell’esercizio del diritto personalissimo allo scioglimento del matrimonio”.