Tribunale di Salerno, Sezione I, Sentenza 16/02/2017 – Commento dell’Avv. Francesco Cozzi.

La Banca è responsabile se paga a persona diversa dal prenditore un assegno bancario contraffatto (nella cifra, nel nominativo del beneficiario e nella sottoscrizione sul retro). E’ quanto affermato nella sentenza, qui leggibile per esteso, dalla Prima Sezione Civile del Tribunale di Salerno che ha condannato una Banca che aveva pagato un assegno contraffatto ed il cassiere non aveva adottato tutte le cautele necessarie.

A questo proposito si deve sottolineare che l’obbligo di diligenza cui è tenuta una Banca nell’identificazione del prenditore del titolo non può essere definito sulla base di parametri rigidi e predeterminati, ma va considerato in relazione al caso concreto, verificando se la Banca ha usato gli accorgimenti e le cautele che le circostanze di specie richiedono, con riferimento al luogo del pagamento, alla persona del presentatore, all’importo del titolo e, soprattutto, alla natura del documento di identificazione esibito.

Ora nella pratica bancaria è noto che gli Istituti di credito, al momento dell’apertura di un conto, si fanno rilasciare dal cliente una firma, contenuta nel c.d. specimen, che diventa un modello per confrontare tutti i documenti con la sottoscrizione degli atti provenienti dal cliente stesso.

Il “deposito” della firma del correntista riduce ad un comportamento tipico l’impegno di diligenza del banchiere nell’indagine sulla provenienza dell’ordine contenuto nell’assegno. Perché prima di procedere al pagamento del titolo, la Banca trattaria è tenuta a controllare la conformità della firma di traenza al modello depositato.

Il controllo da parte della Banca riguarda anche l’esistenza o meno di alterazioni del testo del titolo e falsificazioni del medesimo, nonché gli estremi identificativi del portatore-presentatore del titolo.
Sicuramente nel pagamento dell’assegno la Banca deve impiegare la normale diligenza inerente all’attività bancaria ma deve anche controllare, nei dettagli e diligentemente, eventuali alterazioni che il titolo riporta, oltre a non limitarsi ad un superficiale riconoscimento del prenditore.

Da ultimo, secondo una recente pronuncia della Corte di Cassazione, la Banca risponde se paga l’assegno a persona diversa dal beneficiario anche se chi era andato ad incassare aveva messo un firma falsa e aveva un falso documento di identità, come nel caso della sentenza che segue.

Avv. Francesco Cozzi

Allegato Pdf:
Tribunale di Salerno, Sezione I, Sentenza 16/02/2017