Disposto il rinvio a giudizio immediato per il 6 febbraio 2019 per il director della lux finance – cosa possono fare i risparmiatori danneggiati? – Articolo dell’Avv. Elena Pompeo e Alessandra Mazzola

La Magistratura capitolina ha disposto il tanto attesissimo rinvio a giudizio che vedrà il prossimo 6 febbraio 2019 il Director della Lux Finance davanti al Tribunale di Roma per rispondere dei reati di associazione a delinquere, truffa, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, abusivismo e ricettazione in danno di numerosi investitori italiani ed esteri che hanno perso i loro risparmi acquistando i Fondi Pegasus dalla Lux Finance, in liquidazione dal 13 giugno 2016, da parte dello Studio Granth Thornton di Londra che non ha rinvenuto alcuna liquidità.

Tutto è partito quando la CONSOB (Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari), con la collaborazione della Guardia di Finanza, ha eseguito un’ispezione nei confronti di alcuni promotori finanziari che offrivano investimenti gestiti dalla società Lux Finance Ltd con sede nel territorio inglese, che ha portato dopo diversi anni di indagini – e solo lo scorso 25 maggio 2018 – all’arresto di chi viene considerato la mente fantasiosa di un sistema criminale, nei cui confronti è stata emessa ordinanza di custodia sia cautelare che reale.

Ed invero il 25 maggio 2018 la Procura di Roma ha inizialmente eseguito un decreto di sequestro preventivo per beni pari a 72 milioni di euro, che sembrerebbe il frutto del tesoro accumulato per organizzare diverse attività imprenditoriali tra Roma, l’Umbria e la Toscana, ricorrendo a conti correnti aperti alle Mauritius, dove decine di malcapitati investitori hanno direttamente eseguito i bonifici per l’acquisto dei presunti fondi di investimento Pegasus.

La notizia della sospensione dei molti Promotori finanziari che hanno proceduto alla vendita di questi fondi, l’arresto del Director della Lux Finance ed il contestuale sequestro dell’ingente patrimonio, ha fatto ben sperare per la miriade dei risparmiatori sul fatto che la Giustizia italiana stesse percorrendo la strada giusta fino ad arrivare alla chiusura delle indagini ed al tanto atteso rinvio a giudizio.

Vi è però da rilevare che le parti offese indicate nel rinvio a giudizio sono solo una minima parte dei risparmiatori e solo a questi sarà notificato il rinvio a giudizio che gli consente legittimamente di costituirsi parte civile nel processo penale entro il termine di decadenza del 6 febbraio 2019.

Agli altri investitori dei Fondi Pegasus cosa resta fare?

E’ indubbio che tutti gli investitori sono parti danneggiate ed hanno il medesimo interesse al recupero del proprio credito ed al risarcimento del danno potendo agire in giudizio dinanzi al Giudice civile contro la banca depositaria e/o al tempo stesso costituirsi parte civile nel processo penale ma entro il termine perentorio del 6 febbraio 2019. Tuttavia se è vero che solo chi è indicato come parte offesa riceverà la relativa notifica, tutti gli altri investitori potranno tentare di costituirsi entro il termine di decadenza del 6 febbraio 2019 quali parti danneggiate o, visti i tempi stretti, sperare in un rinvio del processo allo stato, restando impregiudicato il diritto di intraprendere un’azione giudiziale dinanzi l’Autorità Civile.

Questo Studio Legale sin dal 2015 ha proceduto a piccoli passi insieme agli investitori, partendo inizialmente da una insinuazione nella procedura di liquidazione londinese e per i piccoli risparmiatori si è cercato di accedere al Fondo di Garanzia del Regno Unito che, però, fino ad oggi non ha ancora pagato ritenendo opportuno, prima di incardinare i giudizi civili contro le banche depositarie, attendere la conclusione delle indagini penali sia per depositare in sede civile l’atto di rinvio a giudizio e sia per accedere al fascicolo penale al fine di verificare gli atti utili da depositare nel giudizio civile.

A questo punto non resta che incardinare i giudizi dinanzi i diversi Tribunali Civili competenti nei confronti degli Istituti di credito per le responsabilità in qualità di banche depositarie delle somme investite, le quali avrebbero dovuto in ogni caso tutelare la clientela e vigilare sull’operato e sull’apertura di contratti di conto corrente di deposito, funzionali al deposito di somme di investimento ed al successivo transito verso banche con corso legale nei Paradisi Fiscali, rendendo così i Fondi in poco tempo illiquidi ed irrecuperabili, nonché costituirsi parte civile nel processo penale ma entro il 6 febbraio 2019.

Salerno, 26 gennaio 2019

Avv Elena Pompeo Avv. Alessandra Mazzola

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