Intervista a Ester Ricciardelli, psicologa clinica e operatrice degli sportelli antiviolenza dell’azienda sanitaria Napoli centro

ROMA – “Avverto una colpevolizzazione delle madri, una strisciante accusa del femminile”. Lo dichiara alla Dire Ester Ricciardelli, psicologa clinica e operatrice degli sportelli antiviolenza dell’azienda sanitaria Napoli centro, intervistata sulla vicenda dei due fratellini di Cardito, picchiati con una scopa e a mani nude, fino alla morte del fratellino più grande e al ricovero in gravi condizioni della sorellina, che vede in queste ore fermato per omicidio volontario il compagno della madre.

LA DONNA VISTA COME UN OGGETTO DA POSSEDERE

“I commenti che inizio a vedere mettono sotto accusa la mamma che non è stata in grado di proteggere i suoi figli, ma- secondo la psicologa- bisogna capovolgere questa logica che è frutto di un modello culturale in cui siamo tutti immersi. Una donna vittima di violenza è una persona fiaccata in autostima e identità. La minaccia che subisce ogni giorno l’indebolisce e la rende insicura e la fa vivere in una sorta di imbambolamento. Partiamo piuttosto dall’uomo che ha un’idea di relazione con la donna come qualcosa da possedere”.

E’ proprio a questo proposito che i figli, i minori, diventano oggetto di una sorta di “vendetta incrociata. Si colpiscono i figli per colpire la donna e questo, come la vicenda di Latina insegna, riguarda anche i padri biologici che anzi rappresentano spesso un rischio in tal senso. La violenza che subiscono i minori- puntualizza la psicologa- puo’ esplicitarsi o come assistita, o diretta, come agguato vero e proprio per colpire la donna”.

In queste situazioni “è la dimensione della violenza che deve uscire chiaramente”. La stessa ragione per cui, secondo Ricciardelli “non si puo’ scindere la funzione paterna con quella di partner per cui spesso si sente dire dalle donne vittime che questi uomini pur violenti sono buoni padri. Non è cosi” secondo la psicologa per la quale, aldilà degli aspetti giudiziari in corso sulla vicenda Cardito, “non sposta di molto il fatto che l’uomo non fosse il padre biologico dei bambini”.

LE FAMIGLIE ALLARGATE

Quanto alle famiglie allargate, alle nuove relazioni dei genitori si puo’ ragionare dei nuovi modi di stringere questi rapporti. “Non ci sono regole generali univoche su come introdurre dei nuovi partner nelle famiglie. Possiamo ragionare dell’impatto dei social che hanno cambiato tutto, dei nuovi processi di relazione e della velocità. Non dobbiamo scandalizzarci, ma capirli e governarli. Puo’ esserci un affidarsi piu’ incauto, ma non lo legherei al caso”

L’esperienza di Ricciardelli racconta di una Regione molto sensibile e di grande impegno sul tema della violenza sulle donne: “La Campania ha varato la prima legge regionale per il contrasto alla violenza nel febbraio 2011 e il primo sportello nel 2009, due anni prima della convenzione di Instanbul e ora stiamo partecipando ad un progetto europeo con l’Università capofila proprio sui minori vittima di violenze”.

 

Agenzia DIRE www.dire.it