Fino a 6 anni di carcere e multa fino 15mila euro

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Sì unanime dell’Aula della Camera all’istituzione del reato di revenge porn. L’emendamento della Commissione al Ddl sul Codice rosso è stato approvato con 461 voti a favore e nessun contrario. L’esito del voto è stato accolto da un applauso, con i deputati di Forza Italia e del Pd tutti in piedi a battere le mani. Il cosiddetto reato di revenge porn è la pratica di diffondere immagini e video privati senza il consenso della persona interessata.

La scorsa settimana l’Aula si era arenata sulla proposta di Forza Italia. La Lega, intanto, ha ritirato l’emendamento per chi compie violenze sessuali. Siamo consapevoli che questa proposta non è condivisa dal M5s e la nostra priorità, in questo momento, è di fare andare avanti in maniera compatta il governo’, spiega la ministra Bongiorno. Fino a 6 anni di carcere e multa fino 15mila euro Il carcere fino a sei anni e multa fino a 15mila euro: è quanto prevede l’emendamento sul revenge porn approvato dall’Aula della Camera. il testo che ha ricevuto l’ok bipartisan prevede che chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5000 a 15000 euro.
Conte: voto unanime, bella testimonianza Camera 
“Nei giorni scorsi avevo auspicato che tutti i parlamentari – donne e uomini, di maggioranza e di opposizione – potessero ritrovarsi uniti nel votare a favore di un testo che punisce il ‘revenge porn’: la diffusione di video e immagini a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso della persona interessata. Si è appena conclusa la votazione alla Camera dei Deputati: 461 voti favorevoli, nessun voto contrario”. Lo ha sottolineato su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha anche postato la foto dell’esito della votazione nell’aula di Montecitorio. “Bella testimonianza da parte di una nostra fondamentale Istituzione!”, ha commentato il capo del Governo.
Giudice Roia: norma che mancava, casi in aumento 
“È una norma che mancava nel nostro ordinamento che copre situazioni in forte aumento e che comportano un grave danno alla vittima”. Lo dice all’Agi il magistrato di Milano Fabio Roia, che, nelle settimane scorse, è stato audito in commissione alla Camera sui progetti di legge che riguardano reati contro le donne, tema di cui è tra i massimi esperti. “Dal punto di vista statistico – spiega – è un fenomeno in grande espansione che riguarda soprattutto donne vittime di separazioni non accettate dagli uomini e molti minori. Le conseguenze che si registrano possono essere drammatiche, abbiamo diversi casi di cronaca che fanno pensare a dei casi di suicidio per la diffusione di materiali di questo tipo”. Per Roia che, nelle vesti di presidente del Tribunale – sezione misure di prevenzione, ha pronunciato provvedimenti innovativi sulla materia, “anche i riferimenti edittali di pena (reclusione da uno a sei anni, ndr) sono adeguati e consentono tutte le misure, dalla custodia cautelare in giù e pure le aggravanti sono ben modulate”. Il magistrato definisce la norma “un intervento molto moderno in relazione alla potenziale pericolosità della diffusione, attraverso internet, di questo materiale e affronta il problema della tecnologia sfruttata per fini di aggressione”. “Da cittadino, prima che da magistrato – conclude – sono felice che su questi temi ci sia condivisione politica”.