Litis.it » Diritto & Attualità a cura dell'Avv. Marco Martini

Competenza e giurisdizione. Distinzione tra atti pubblici e privati

Cassazione Civile, Sezioni Unite, Ordinanza 15304 del 04/07/2014

Poiché /provvedimenti amministrativi non sono mai di diritto privato ma sono per definizione atti di diritto pubblico (e, di converso, un atto di diritto privato non è mai e non puo essere un provvedimento amministrativo) ne consegue che la definizione legislativa di determinati atti come atti di diritto privato esclude la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine ad essi’ (cfr, Cass., SU, n. 2031/2008,)

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Servizio sanitario Nazionale. Competenza e giurisdizione

Cassazione Civile, Sezioni Unite, Ordinanza 15304 del 04/07/2014

Con riferimento al servizio sanitario nazionale, l’individuazione con atto del direttore generale della struttura operativa dell’azienda sanitaria locale è atto di macro-organizzazione disciplinato dal diritto privato, a norma del già ricordato art. 3 dl.vo n. 502/92, diversamente da quanto previsto per le amministrazioni pubbliche in genere, in coerenza con il suo carattere imprenditoriale, strumentale al raggiungimento del fine pubblico dell’azienda, con la conseguenza che la giurisdizione a conoscere di tali atti appartiene al giudice ordinario (Cfr, Cass., SU, nn. 2031/2008; 17783/2013)

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Riforma della giustizia. Rispunta il divorzio diretto

download (1)Il divorzio breve non si arrende. E riprende il suo inter con l’obiettivo di inglobare anche la proposta di divorzio diretto, ovvero la possibilità di far cessare gli effetti del matrimonio senza l’intermezzo della separazione. Il tutto, purché ci sia accordo tra i coniugi e non ci siano figli minori o maggiorenni affetti da disabilità. Luogo dello scontro, la Commissione giustizia del senato presso la quale, ieri, sono iniziate le votazioni agli emendamenti presentati al ddl 1504 il cui iter si era interrotto a causa del tentativo di fondere le norme con il testo del dl sull’arretrato civile che ha introdotto la negoziazione assistita.

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Carceri disumane, l`Ue boccia i ricorsi

cellaL`Italia perde il primato negativo di primo Paese per numero di fascicoli aperti davanti alla Corte europea dei diritti umani per il sovraffollamento delle carceri. La Corte di Strasburgo ha infatti respinto ieri tutti i ricorsi presentati negli ultimi anni dai detenuti italiani per aver subito un trattamento inumano, a causa delle condizioni di reclusione.

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Previdenza. La Cassazione salva le modifiche delle Casse, peggiorative per gli iscritti, adottate per assicurare l’equilibrio finanziario di lungo periodo

downloadUn conto sono le pensioni ai professionisti liquidate prima del 2007, un conto quelle successive. Per le prime, la garanzia costituita dal principio del «pro rata» (in base al quale non possono essere disattese le aspettative dell’iscritto a un ente previdenziale in relazione alle anzianità maturate prima delle modifiche peggiorative) deve essere applicata in modo rigoroso; per le seconde, invece, lo stesso principio del «pro rata» può essere attenuato, come previsto dalla Finanziaria del 2007 (legge 296/2006), per motivi di interesse generale costituzionalmente rilevanti, qual è, nel caso delle Casse dei professionisti, l’esigenza di assicurare l’equilibrio finanziario di lungo periodo. E così – ha deciso la Corte di cassazione nella sentenza 24221 depositata ieri – sono legittime, ma solo per le pensioni liquidate dal 2007 in poi, le vecchie delibere degli enti privatizzati che hanno tagliato le pensioni attese dagli iscritti senza rispettare in modo rigido il principio del «pro rata» previsto all’articolo 3, comma 12 della legge 335/95.

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Danno morale senza penalizzazioni in base al Paese di residenza dei familiari – Cassazione 24201/2014

cassazione_giudicerIl giudice che liquida il danno morale agli eredi di uno straniero non può decurtarlo giustificando il taglio con il maggior potere d’acquisto che quel denaro ha nel paese di residenza dei familiari della vittima. La Cassazione, con la sentenza 24201/2014, ribalta il doppio verdetto con il quale sia la Corte d’appello sia il Tribunale avevano considerato giusto un minor indennizzo in favore della moglie e delle figlie di un lavoratore tunisino, investito e ucciso mentre era in bicicletta.

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Anche il pedone investito può avere colpa – Cassazione 24204/2014

imagesIl pedone non ha sempre ragione: anche lui può avere colpa (in tutto in parte) in un incidente stradale nel quale viene investito e tutto dipende da dove e come attraversa la strada. Lo ha confermato la Terza sezione civile della Cassazione, con la sentenza 24204/2014, depositata ieri.

La pronuncia riguarda la complessa vicenda di un pedone investito nel 1992, mentre era malato di Alzheimer in fase iniziale e morto per questo morbo nel 1997; un esito accelerato dal trauma dell’incidente.

Oltre a confermare la decurtazione del risarcimento

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Iva accertata: scatta la sanzione, se non si paga la quota dovuta

Legittima l’applicazione della pena pecuniaria nella misura del 30% in caso di mancato versamento di metà dell’imposta richiesta in caso di impugnazione dell’atto impositivo

accertamento_ivaCon la sentenza n. 15030/2014, la Suprema corte torna a occuparsi del tema inerente l’operatività del principio di legalità, di cui al comma 2 dell’articolo 3 del Dlgs n. 472/1997, all’abrogazione dei commi da 2 a 5 dell’articolo 60 del Dpr 633/1972, operata in occasione delle modifiche normative intervenute in tema di riscossione a titolo provvisorio della maggiore Iva accertata, e si pone in linea con il suo precedente orientamento.

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Frode carosello: per le fatture false è corretto accertare il committente

Sono sufficienti, da parte dell’ufficio, elementi obiettivi sull’inesistenza del contraente, tali da porre sull’avviso qualsiasi imprenditore “onesto” e “mediamente esperto”

giostramontmatreL’apparente regolarità contabile delle fatture d’acquisto, emesse da una società cartiera, non impedisce all’Amministrazione finanziaria di contestare il coinvolgimento del contribuente nella “frode carosello”. A tal fine, vengono reputati “decisivi” a provare la frode gli elementi offerti dall’ufficio.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza 23324 del 31 ottobre.

Il fatto
A seguito dell’annullamento di un avviso di accertamento Irpef, emesso nei confronti di una Snc e dei relativi soci, per l’acquisto di un’autovettura da una società inesistente, veniva anche respinto l’appello dell’ente impositore, ritenendo la Commissione tributaria regionale che, siccome la fattura di acquisto dell’autovettura risultava essere stata regolarmente contabilizzata ai fini dell’Iva, l’ufficio non avesse dimostrato l’inclusione dell’operazione soggettivamente inesistente nella più ampia attività fraudolenta effettuata dalla società cartiera.

Nel conseguente ricorso per cassazione, l’ente impositore ha dedotto violazione di legge (articoli 21, comma 7, e 23, Dpr 633/1972) e insufficiente motivazione, in quanto la sentenza impugnata ha tralasciato di considerare i plurimi elementi offerti dall’ufficio a sostegno del carattere fittizio della società cedente il mezzo in questione.

La decisione
Ed è proprio la censura di insufficiente motivazione che viene ritenuta meritevole di accoglimento dalla suprema Corte, atteso che l’apparente regolarità contabile delle fatture di acquisto, emesse dalla società cartiera, non impedisce all’Amministrazione finanziaria di contestare il coinvolgimento del contribuente nella “frode carosello”.
Sicché l’ufficio, provati gli elementi di fatto della frode, attinenti al cedente, dovrà dimostrare la connivenza del cessionario non necessariamente con prova certa e incontrovertibile, bensì con presunzioni semplici. Ovvero basterà esporre nella motivazione dell’accertamento elementi obiettivi sull’inesistenza del contraente, tali da porre sull’avviso qualsiasi imprenditore “onesto” e “mediamente esperto”.

Al riguardo, si ricorda che la fattura è documento idoneo a rappresentare un costo dell’impresa (articolo 21 del Dpr 633/1972 e articolo 226 della direttiva 2006/112/Ce), purché sia redatta in conformità ai requisiti di forma e di contenuto prescritti, tra i quali l’indicazione dell’oggetto e del corrispettivo dell’operazione (cfr Cassazione 15395/2008).
A fronte dell’esibizione della fattura, spetta all’ufficio dimostrare il difetto delle condizioni per la detrazione dell’Iva (articolo 19, Dpr 633/1972).
Trattandosi di principi generali in tema di prova, questa può consistere in presunzioni semplici, exarticolo 39, Dpr 600/1973, poiché la prova presuntiva non è collocata su un piano gerarchicamente subordinato rispetto alle altre fonti di prova e costituisce una prova completa, alla quale il giudice di merito può attribuire rilevanza anche in via esclusiva, ai fini della formazione del proprio convincimento (cfr Cassazione 9108/2012).

In relazione al caso in cui l’Amministrazione finanziaria contesti che la fatturazione attenga a operazioni (solo) soggettivamente inesistenti, cioè che la fattura sia stata emessa da soggetto diverso da quello che ha effettuato la cessione o la prestazione in essa rappresentata (e della quale il cessionario o il committente è stato realmente destinatario), l’Iva, in linea di principio, non è detraibile.
L’imposta è stata, infatti, versata a un soggetto non legittimato alla rivalsa, né assoggettato all’obbligo di pagamento del tributo: non entrano, cioè, nel conteggio del dare e avere, ai fini Iva, le fatture emesse da chi non è stato controparte nel rapporto relativo alle operazioni fatturate, che, per quanto lo riguarda, risultano inesistenti, e a nulla rileva che le medesime fatture costituiscano la “copertura” di prestazioni acquisite da altri soggetti.
Il versamento dell’Iva a un soggetto che non sia la genuina controparte – aprendo la strada a un indebito recupero dell’imposta – è, quindi, evento dirompente, nell’ambito del complessivo sistema Iva, essendo questo finalizzato a che l’imposta sia versata a chi ha eseguito prestazioni imponibili, perché la compensi con l’imposta, a sua volta, corrisposta per l’acquisto di beni e di servizi (cfrCassazione 5719/2007, 29467/2008, 23987/2009, 73582010, 4750/2010, 8132/2011, 7672/2012, 15741/2012, 24430/2013 e 4614/2014).

È poi evidente che, in caso di accertata assenza dell’operazione, è escluso che possa configurarsi la buona fede del cessionario o committente, il quale sa bene se una determinata fornitura di beni o prestazione di servizi l’ha effettivamente ricevuta o meno (cfr Cassazione 24430/2013).
Così, nel caso di specie, constatato che la sentenza impugnata non è in linea con i principi espressi (cfr Cassazione 23560/2012), il giudice di legittimità reputa “decisivi”, a provare la frode, gli elementi offerti dall’ufficio:

  • l’inesistenza di locali idonei a commerciare autovetture da parte della società fatturante
  • l’assenza di una struttura commerciale
  • l’omissione di versamenti Iva

la vendita operata dalla cedente a prezzo inferiore a quello di acquisto dello stesso bene da fornitore comunitario.

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Welfare: Isee; arriva nuovo modello, al via da gennaio

downloadArriva il nuovo modello per la dichiarazione Isee. Sarà pubblicato il 17 novembre in Gazzetta Ufficiale per rendere pienamente operativa la riforma di questo ”indicatore della capacità economica equivalente” a partire dal primo gennaio. Ad annunciarlo e’ il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un comunicato nel quale annuncia l’avvio definitivo per questo strumento utilizzato per misurare la capacità economica delle famiglie per l’accesso ai servizi pubblici.

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