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La competenza a dirimere le questioni in materia di contributo unificato appartiene al giudice tributario. È quanto chiarito dalle sezioni unite della Corte di cassazione con sentenza del 17 aprile, la 5994. Il caso è il seguente: al contribuente veniva notificata una cartella di pagamento, con la quale l’Agente della riscossione chiedeva il rimborso del contributo unificato e degli oneri accessori relativi ad un pregresso giudizio incardinato dinanzi al giudice di pace.

Avverso tale cartella il contribuente proponeva opposizione (ex articolo 617 del codice di procedura civile) al giudice ordinario, eccependo l’inesistenza del credito e la sussistenza di vizi di forma della cartella di pagamento, tra i quali la continua…

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Per l’integrazione della fattispecie delittuosa della dichiarazione infedele – prevista dall’articolo 4 del Dlgs 74/2000 – è richiesta la mera presentazione di una dichiarazione non veritiera, ossia contenente elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo oppure elementi passivi fittizi in misura superiore a una certa soglia, senza necessità di ulteriori elementi fraudolenti.
Questa l’opportuna precisazione contenuta nella sentenza della Cassazione 13926 del 12 aprile, nella quale la Corte suprema pone l’attenzione sui diversi presupposti che sottendono alla tipologia criminosa in esame, residuale e meno continua…

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Con sentenza 109 del 26 aprile, la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, con ordinanza 236 del 24 maggio 2011, dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia in ordine all’articolo 49 del Dlgs 546/1992, con riferimento agli articoli 3, 24, 53, 111 e 113 della Costituzione. Secondo il giudice di merito, l’articolo 49 del Dlgs 546/1992, contrariamente a quanto prospettato dalla Corte costituzionale con sentenza 217/2010, risulterebbe incostituzionale, nella parte in cui non prevede la possibilità di sospensione dell’esecutività della sentenza di appello, impugnata con ricorso per cassazione, qualora continua…

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dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.

Corte Costituzionale, Sentenza n. 78 del 05/04/2012

Banca e istituti di credito – Operazioni bancarie regolate in conto corrente – Diritti nascenti dall’annotazione in conto – continua…

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La dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture materialmente false, o altra documentazione contabile di analoga efficacia probatoria, non può farsi rientrare nella diversa ipotesi della “dichiarazione infedele”, pena la manifesta illogicità delle sanzioni penali in materia tributaria. È quanto ha stabilito la Cassazione con la sentenza 16011 del 27 aprile. A seguito dell’imputazione, nei confronti di un contribuente, del reato di associazione a delinquere (articolo 416 codice penale) e di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture false o altri documenti per operazioni inesistenti (articolo 2, Dlgs 74/2000), il Gip ha emanato un atto di sequestro preventivo continua…

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La sosta forzata dell’auto incidentata in riparazione dal carrozziere deve essere risarcita. Parola di Cassazione, che fa notare come “l’automobile, anche durante la sosta forzata, e’ fonte di spesa (tassa di circolazione, premio di assicurazione) comunque sopportata dal proprietario, ed e’ soggetta a un naturale deprezzamento di valore”. In questo modo, la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un automobilista campano, Salvatore P., che chiedeva i danni da ‘fermo tecnico’ dell’auto a causa di un incidente provocato da un altro automobilista.

Il risarcimento per la sosta forzata dell’auto era stato accordato dal Giudice di pace di Napoli e successivamente negato continua…

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dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 15 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111 (Attuazione della direttiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso»), nella parte in cui, limitatamente alla responsabilità per danni alla persona, pone come limite all’obbligo di ristoro dei danni quello indicato dalla Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio, firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, ratificata con la legge 27 dicembre 1977, n. 1084 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio – CCV).

Corte Costituzionale, Sentenza n. 75 del 30/03/2012

continua…

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dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia.

Corte Costituzionale, Sentenza n. 107 del 26/04/2012

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Il provvedimento di “sgravio” delle somme iscritte a ruolo effettuato dall’Agenzia delle Entrate in conseguenza della sentenza che annulla gli atti di riscossione, non equivale ad acquiescenza alla pronuncia e quindi non preclude la proposizione di un’eventuale impugnazione. Questo il principio di diritto desumibile dall’ordinanza della Corte di cassazione n. 5729, dello scorso 11 aprile.

La vicenda
Il contenzioso è originato dall’impugnazione di diverse cartelle di pagamento recanti il recupero di Iva, Irpef e Irap per gli anni di continua…

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La sentenza 354/2011 del Tar Lombardia aveva suscitato perplessità non di poco momento- per rapporto agli esiti cui era pervenuta – in ordine alla natura giuridica attribuita alla norma costituzionale che assicura il principio di pari opportunità nel nostro ordinamento. L’articolo 51 della Costituzione sarebbe stato – secondo il giudicante – norma cui attribuire un valore programmatico, non un valore precettivo e vincolante. Le norme statutarie (in specie gli articoli 11 e 25 dello Statuto lombardo ) avrebbero avuto esse stesse valenza di misure di retta promozione e non di cogente prescrizione. Tale esito interpretativo è apparso da subito in contrasto con l’orientamento della continua…

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