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Litis.it - Diritto e Procedura Penale

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Il delitto di maltrattamenti in famiglia si realizza in una serie di atti lesivi dell’integrità fisica o morale, della libertà o del decoro delle persone della famiglia, in modo tale da rendere dolorose e mortificanti le relazioni tra il soggetto attivo e le vittime. Tale reato presuppone l’abitualità della condotta, vale a dire la ripetizione di atti, delittuosi o meno, che determinano sofferenze fisiche o morali. Le azioni del maltrattante non devono necessariamente essere animate dallo scopo di maltrattare la vittima, bensì sono sufficienti, per le configurabilità del reato, la coscienza e la volontà di sottoporre la vittima a dolori fisici o psichici in modo continuativo.

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L’appalto è definito dall’art. 1655 del Codice civile come il contratto con il quale una parte assume con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di una opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro. Per quel che attiene il tema che ci occupa, va sottolineato che, secondo la conforme giurisprudenza di legittimità, è di regola l’appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi ed eventualmente anche dell’inosservanza della legge penale durante l’esecuzione del continua…

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In ordine al rapporto fra gli artt. 640 bis – 640, comma 2, n. 1 – 316 ter c.p., la Corte di Cassazione ha più volte confermato un suo pacifico orientamento giurisprudenziale ed ha affermato che la fattispecie criminosa di cui all’art. 316 ter c.p. ha carattere residuale rispetto alla fattispecie della truffa aggravata e non è con essa in rapporto di specialità, sicché ciascuna delle condotte ivi descritte (utilizzo o presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, e omissioni di informazioni dovute) può concorrere ed continua…

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Il  D.Lgs. 231/01 ha introdotto una forma di responsabilità amministrativa per i reati posti in essere nell’interesse o a vantaggio della società, da soggetti che ricoprono posizioni apicali all’interno della stessa. Tale responsabilità è considerata autonoma e si aggiunge a quella della persona fisica che materialmente ha realizzato la condotta illecita.
Il legislatore,ha introdotto un’esimente, da responsabilità penale, per le aziende che adottano un Modello di Organizzazione, gestione e controllo mediante il quale  l’ente mira a continua…

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Nota a – Cassazione Penale, sez. III, Sentenza n. 8366 del 02/03/2011

Di Samantha Mendicino

1) Il fatto concreto
Alcuni soggetti (tutti identificati) avevano deciso, di comune accordo, di acquistare dell’ecstacy per farne un uso di gruppo, assegnando, a tal fine, l’incarico di acquisto ad uno di essi. Effettuato il rito abbreviato a carico del “mandatario”, la decisione assunta dal Tribunale competente proscioglieva l’imputato 32enne (rectius, il soggetto a cui era stato dato il “mandato di acquisto”) dall’illecito penale ex art. 73, comma 1 bis, D.P.R. 309/90, in quanto “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.
Contro tale decisione, ricorreva in Cassazione il continua…

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Recentemente, nella prima pagina di un quotidiano, risaltava la notizia che riassumo nei suoi tratti salienti: Tizio, dopo aver trovato su un muretto un telefono cellulare (per il cui furto era stata presentata denuncia), a chi lo vide appropriarsene, dichiarava che era sua intenzione recarsi presso le forze dell’ordine per restituirlo, operazione che puntualmente non avveniva. Dopo quindici giorni, questi riaccendeva l’apparecchio e vi inseriva una propria sim sicché, individuato dalle forze dell’ordine, alle quali dichiarava di non aver ancora potuto provvedere alla consegna dell’oggetto essendovi stato impedito da impegni di lavoro, veniva rinviato a giudizio per ricettazione e condannato alla pena di 3 mesi di reclusione ed euro 160 di multa.

Aveva tale persona veramente violato l’art. 648 c.p. oppure la continua…

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La recente sentenza delle Sezioni Unite n. 1963/2011 in tema di concorso tra norme penali incriminatrici e norme amministrative sanzionatorie, offre lo spunto per una riflessione di più ampio respiro sul principio di specialità, sia in generale per quanto riguarda le fattispecie penali, sia con riferimento al concorso tra norme penali e violazioni di natura amministrativa. Questo tema, sotto il primo profilo, si inserisce nel problema più generale del concorso di reati – che può essere materiale (pluralità di condotte) o formale (unicità della condotta) ipotizzabile quando una persona è chiamata a rispondere di più reati. In entrambe le ipotesi il concorso può essere omogeneo o eterogeneo a seconda che vengono violate una sola o più norme continua…

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Con la legge 4 novembre 2010, n. 201 (in Gazz. Uff. n. 283 del 3 dicembre 2010), è stata ratificata la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (Convenzione del Consiglio d’Europa di Strasburgo del 13 novembre 1987) e si è provveduto all’introduzione di alcune norme mirate all’adeguamento dell’ordinamento interno ai suoi contenuti.
In tal senso il legislatore ha provveduto, tra l’altro, a modificare, seppure marginalmente, alcune delle norme del Titolo IX bis del Libro II del codice penale (“Dei delitti contro il sentimento degli animali”), nonchè alla configurazione del nuovo delitto di traffico illecito di animali da compagnia.

La Convenzione menzionata nel suo preambolo riconosce «l’obbligo morale» dell’uomo continua…

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I guadagni derivanti da attività “connesse” al meretricio sono illeciti, di conseguenza anche le spese sostenute, consistenti nella remunerazione delle “dipendenti” sono da considerarsi “costi del reato” e, pertanto indeducibili. In più, senza dichiarazione dei redditi, è un pour parler

Nel confermare il proprio orientamento in materia, la terza sezione penale della Cassazione ha ribadito – nella pronuncia n. 42160 del 29 novembre – l’imponibilità dei proventi derivanti dallo sfruttamento dell’attività di meretricio, senza possibilità di poter dedurre i relativi costi, trattandosi di “costi illeciti”.

Prima di esaminare la sentenza, va ricordato brevemente il quadro normativo continua…

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Con il d.l. 12 novembre 2010, n. 187 l’Esecutivo ha introdotto un coacervo di nuove disposizioni in materia di sicurezza nel corso dello svolgimento di manifestazioni sportive, di destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali e di tracciabilità dei flussi finanziari.

In materia di sicurezza negli stadi, l’art. 1 comma primo del decreto “ripristina” la speciale disciplina relativa al differimento dell’arresto in flagranza e all’applicazione delle misure cautelari prevista dall’art. 8, commi 1-ter e 1-quater, della l. 12 dicembre 1989, n. 401 per i reati elencati nel comma 1-bis dello stesso articolo.

Come si ricorderà tale disciplina prevede la possibilità di procedere all’arresto dell’autore dei suddetti reati entro le quarantotto ore del fatto, qualora non risulti possibile provvedervi nell’immediatezza della sua consumazione per ragioni di continua…

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