Il delitto di maltrattamenti in famiglia si realizza in una serie di atti lesivi dell’integrità fisica o morale, della libertà o del decoro delle persone della famiglia, in modo tale da rendere dolorose e mortificanti le relazioni tra il soggetto attivo e le vittime. Tale reato presuppone l’abitualità della condotta, vale a dire la ripetizione di atti, delittuosi o meno, che determinano sofferenze fisiche o morali. Le azioni del maltrattante non devono necessariamente essere animate dallo scopo di maltrattare la vittima, bensì sono sufficienti, per le configurabilità del reato, la coscienza e la volontà di sottoporre la vittima a dolori fisici o psichici in modo continuativo.


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