Diritto Costituzionale

La supplenza dei giudici e l’assenza del legislatore

Nota di Mariabice Schiavi sul provvedimento della Ia Sezione Civile del Tribunale di Roma che ha deciso sul noto caso di scambio di embrioni fra coppie sottoposte alla pratica della PMA di tipo eterologo.

embLa I sezione civile del Tribunale di Roma (decisione 8 agosto 2014) ha dato soluzione, in mancanza di una specifica disciplina normativa, a un complesso caso che solleva non solo interrogativi giuridici, ma anche sollecita a una riflessione tesa a stabilire il ruolo di pertinenza di ciascun potere dello Stato. Il caso concreto è reso tristemente noto dalla cronaca: a causa di un errore umano si è assistito a uno scambio di embrioni fra coppie sottoposte alla pratica della PMA di tipo eterologo, scambio avvenuto nella fase di impianto in utero dei medesimi, determinandosi così la inevitabile commistione di patrimoni genetici fra i soggetti coinvolti.

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Diritto all’obiezione di coscienza nell’ambito della procedura interruttiva di gravidanza il monito del Comitato Europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa all’Italia

imagesL’Organizzazione Internazionale International Planned Parenthood Federation European Network propone reclamo al Comitato Europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa e chiede all’Organismo Internazionale di rilevare che l’art.9 della legge n° 194/1978 garantendo, nell’ambito del procedimento diretto a stabilire le condizioni e i limiti di accesso alla pratica interruttiva di gravidanza, il diritto all’obiezione di coscienza del personale sanitario, si pone in contrasto con l’art. 11( protezione della salute) e E ( Non discriminazione) della Carta Sociale Europea.

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La violazione del giudicato costituzionale – di Marco Martini

In diritto il termine “giudicato” sta ad indicare la definitività ed incontestabilità di una pronuncia giurisdizionale. Si è molto discusso, relativamente alle decisioni della Corte Costituzionale, se i provvedimenti decisori del Giudice delle leggi possano avere efficacia di “cosa giudicata” e si è finanche contestato alla Corte Costituzionale la natura di organo giurisdizionale (F. Casamassima, La giurisdizione costituzionale, in La Corte costituzionale, Rassegna di studi promossa dall’Avvocatura dello Stato, cit., pp. 102-103). Del pari, v’è chi ritiene che sulle pronunce della Corte non si formi alcun giudicato bensì solo una serie di preclusioni.

A prescinere dalla qualificazione giuridica delle pronunce costituzionali, non vi può essere dubbio, quanto agli effetti, sull’equiparazione con il giudicato proprio delle pronunce giurisdizionali.

Recentemente la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 350 del 3 dicembre 2010 è intervenuta per chiarire – e ribadire – l’interpretazione dell’art. (altro…)