Diritto del Lavoro

Il lavoro straordinario non autorizzato – Cassazione Lavoro, Sentenza 3194/2009

I problemi pratici dettati dalle prestazioni di lavoro straordinario non richiesto dal lavoratore al prestatore, la recente giurisprudenza ha ritenuto di onerare il lavoratore della relativa prova in ordine alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato.

Contestazioni si pongono tutte le volte in cui il datore non abbia mai richiesto della prestazione il lavoratore, ma questa sia prospettata, a parte prestatoris, come realizzata in favore dell’impresa.
Ebbene, in difetto di prova di prestazione di lavoro straordinario in misura maggiore a (altro…)

Pagamento dell’Inps tramite Fondo di garanzia di cui alla legge n. 29 maggio 1982 n. 297 e di cui al d. lgs. 27 gennaio 1992

BREVI NOTE SULLA CIRCOLARE INPS N. 53 DEL 7 MARZO 2007 IN MERITO AI CREDITI DI LAVORO DIVERSI DAL T.F.R. (IN PARTICOLARE, ULTIME TRE RETRIBUZIONI) A CARICO DEL FONDO DI GARANZIA PRESSO L’INPS ED IN FAVORE DELL’EX DIPENDENTE DI SOCIETA’ FALLITA – Avv. Giorgio Vanacore

Il tema del pagamento da parte dell’Inps, per il tramite del Fondo di garanzia di cui alla legge n. 29 maggio 1982 n. 297 e di cui al d. lgs. 27 gennaio 1992, n. 80 (di seguito, indicato quale il “Fondo”), ha assunto particolare attualità con riferimento al testo della circolare Inps n. 53 del 7 marzo 2007 (leggibile in http://www.inps.it/circolari/Circolare%20numero%2053%20del%207-3-2007.htm).

Nelle osservazioni seguenti si (altro…)

Libertà d’impresa e repechage del lavoratore – di Giorgio Vanacore

La sentenza della Cassazione, sezione lavoro, 15 maggio 2012, n. 7512: libertà d’impresa e repechage del lavoratore. Contra, Cass., sez. lav., 21 maggio 2012, n. 7989: tutela delle posizioni del lavoratore

1. La S.C. sul licenziamento individuale per cd. crisi aziendale
Due sentenze del maggio 2012 della sezione lavoro della S.C. in punto di licenziamento individuale per supposta crisi aziendale, hanno contrassegnato altrettante opzioni in ordine alla libertà imprenditoriale di licenziare per cd. crisi aziendale.
Una prima opzione tesa a rafforzare l’insindacabilità giudiziale delle (altro…)

Legittimo il rifiuto di lavorare se manca la tutela della salute – Cassazione Lavoro Sentenza 18921/2012

Il datore che non adotta le misure necessarie di tutela della salute sul lavoro è da considerare inadempiente rispetto al lavoratore. Questa condotta giustifica dunque, in base all’articolo 1460 del Codice civile, il rifiuto di lavorarein ambienti non sicuri e fa permanere, a carico del primo, l’obbligo di retribuire chi si sia astenuto in ragione di (altro…)

Utilizzo di Facebook come giusta causa di licenziamento. Tra provvedimenti del Garante Privacy e giudizio di merito – Avv. Samantha Mendicino

Risale a qualche anno fa il provvedimento del Garante della Privacy col quale veniva sancita l’illegittimità del monitoraggio costante e continuo effettuato dal datore di lavoro, mediante installazione di appositi software, degli accessi ad Internet da parte dei propri dipendenti. Il provvedimento all’epoca fece molto discutere e, per la dottrina più attenta, ciò non significa che sia vietata ogni forma di monitoraggio o di sorveglianza, ma che l’utilizzo di strumenti di controllo relativi all’uso illegittimo di internet da parte dei dipendenti deve essere rapportato alle (altro…)

Mobbing. Molteplicità dei comportamenti e prova dell’intento persecutorio – di Ugo Strappi

Secondo la ricostruzione della giurispridenza della Corte di Cassazione, per mobbing si intende una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta bel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisio-psichico e del (altro…)

È legittimo l’allontanamento dal luogo di lavoro se viene comunicato ai colleghi, in caso di problema di salute.

Non può applicarsi il licenziamento ai danni del dipendente che, per motivi di salute, si allontana dal posto di lavoro, sebbene abbia comunicato il proprio allontanamento solo ai colleghi e non anche al proprio diretto superiore.

Difatti, “…per stabilire l’esistenza di una giusta causa di licenziamento, occorre valutare da un lato la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, dall’altro la proporzionalità tra tali fatti e la sanzione inflitta, stabilendo se la lesione dell’elemento fiduciario su cui si basa il rapporto di lavoro, sia in concreto tale da giustificare o meno la massima sanzione disciplinare.”

(altro…)