Diritto e Procedura Penale

Maltrattamenti in famiglia e precedenti

Nota a Cassazione Penale, Sez. VI, 10 dicembre 2014 n. 51212 di Fabiana Belardi

maltrattamentiLa Cassazione affrontando il caso di maltrattamenti in famiglia, si trova a dover prendere una posizione profonda sul tema dai risvolti civilistici e penalistici. Nel caso specifico, una donna e il figlio sono vittime di maltrattamenti abituali da parte del convivente. All’uomo vengono contestate in appello le condotte lesive punite nei delitti contro la famiglia e la persona, condannandolo per reato continuato ex art. 572 (Maltrattamenti contro familiari e conviventi),582 (Lesione personale), 585,576, 612 (Minaccia) c.p.

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La corruzione e la legge 190/2012. Priorità all’azione di prevenzione

anticorruzioneIl provvedimento si inquadra in una significativa attività normativa che, negli ultimi anni, ha profondamente toccato l’organizzazione e il funzionamento della pubblica amministrazione

La legge 190/2012 risulta un contenitore di interventi, legati dal fil rouge della prevenzione dei fenomeni di corruzione e di maladministration, e rappresenta un fattore di significativa discontinuità nel panorama nazionale.
Approfondiamo il tema con una serie di interventi; nel primo, etimologia e propensione alla corruzione.
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Inefficace il trust simulato per sottrarre imposte al Fisco

È colpevole di frode chi utilizza l’istituto per “alleggerire” il patrimonio, così da non pagare imposte e sanzioni all’Erario e ostacolare la riscossione coattiva dei tributi

como-esconder-dinero-002Con riferimento al reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte di cui all’articolo 11 del Dlgs 74/2000, nella novellata formulazione in esito alle modifiche introdotte con l’articolo 29 del Dl 78/2010, è prevista la punibilità con la reclusione da sei mesi a quattro anni, per chiunque:
– al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte sui redditi, dell’Iva e relativi interessi e provvedimenti sanzionatori per un importo superiore 50mila, distrae fraudolentemente i propri beni in modo da rendere inefficace, in tutto o in parte, il procedimento di riscossione coattiva
– al fine di ottenere per sé o per gli altri un pagamento dei tributi minore di quanto dovuto, nell’ambito della procedura di transazione fiscale disciplinata dalla legge fallimentare come modificata dal Dlgs 169/2008, dal Dl 185/2008 e dal Dl 78/2010, presenta documentazione infedele in quanto riportante elementi passivi fittizi e/o elementi attivi inferiori al reale per un ammontare complessivo superiore a euro 50mila euro.

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Relazione Ufficio del Massimario della Cassazione sulla L. 01/10/2012 n. 172 (Protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale)

Con la legge 1 ottobre 2012, n. 172 è stata ratificata la Convenzione del Consiglio d’Europa di Lanzarote del 25 ottobre 2007 (entrata in vigore il 1° luglio 2010) per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, nonché sono state introdotte norme di adeguamento dell’ordinamento interno al fine di recepirne i contenuti.

La relazione a cura dell’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione è un (altro…)

La sentenza della Cassazione, Sezione Unite Penali, 8 giugno 2012 n. 22225: un cavallo di Troia senza soldati – di Massimiliano Molinari

Qualche giorno fa, imbattendomi in alcune sentenze recenti, è avvenuto che una di queste, proveniente dalla Corte di Cassazione Penale a Sezioni Unite, dopo avermi lasciato eufemisticamente alquanto interdetto, mi ha costretto moralmente ad intervenire.
Dando per scontato che l’abbiate già letta per esteso, comunque per riassumere, questa tratta della valenza giuridica della condotta di colui il quale, consumatore finale, acquista un bene frutto del delitto di contraffazione. (Ndr: Vedi testo integrale della sentenza a fine articolo)

Il caso di partenza era legato ad un soggetto che aveva ordinato, presso un sito straniero, un orologio con marchio (altro…)

Maltrattamenti in famiglia: per la Cassazione la violenza del padre contro la madre è reato anche verso i figli

Il delitto di maltrattamenti in famiglia si realizza in una serie di atti lesivi dell’integrità fisica o morale, della libertà o del decoro delle persone della famiglia, in modo tale da rendere dolorose e mortificanti le relazioni tra il soggetto attivo e le vittime. Tale reato presuppone l’abitualità della condotta, vale a dire la ripetizione di atti, delittuosi o meno, che determinano sofferenze fisiche o morali. Le azioni del maltrattante non devono necessariamente essere animate dallo scopo di maltrattare la vittima, bensì sono sufficienti, per le configurabilità del reato, la coscienza e la volontà di sottoporre la vittima a dolori fisici o psichici in modo continuativo.

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Inosservanza delle norme anti infortunistiche nel contratto di appalto e responsabilità del direttore dei lavori – di Cassiodoro Vicinetti

L’appalto è definito dall’art. 1655 del Codice civile come il contratto con il quale una parte assume con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di una opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro. Per quel che attiene il tema che ci occupa, va sottolineato che, secondo la conforme giurisprudenza di legittimità, è di regola l’appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi ed eventualmente anche dell’inosservanza della legge penale durante l’esecuzione del (altro…)

Rapporto di specialità tra dichiarazioni o documenti falsi (art. 316 ter c.p.) e truffa (art. 640 c.p.) – Di Armando Penne

In ordine al rapporto fra gli artt. 640 bis – 640, comma 2, n. 1 – 316 ter c.p., la Corte di Cassazione ha più volte confermato un suo pacifico orientamento giurisprudenziale ed ha affermato che la fattispecie criminosa di cui all’art. 316 ter c.p. ha carattere residuale rispetto alla fattispecie della truffa aggravata e non è con essa in rapporto di specialità, sicché ciascuna delle condotte ivi descritte (utilizzo o presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, e omissioni di informazioni dovute) può concorrere ed (altro…)

La Responsabilità amministrativa degli Enti – di Angela Spani

Il  D.Lgs. 231/01 ha introdotto una forma di responsabilità amministrativa per i reati posti in essere nell’interesse o a vantaggio della società, da soggetti che ricoprono posizioni apicali all’interno della stessa. Tale responsabilità è considerata autonoma e si aggiunge a quella della persona fisica che materialmente ha realizzato la condotta illecita.
Il legislatore,ha introdotto un’esimente, da responsabilità penale, per le aziende che adottano un Modello di Organizzazione, gestione e controllo mediante il quale  l’ente mira a (altro…)

I guadagni derivanti da attività “connesse” alla prostituzione sono illeciti – Cassazione penale, Sentenza n. 42160/2010

I guadagni derivanti da attività “connesse” al meretricio sono illeciti, di conseguenza anche le spese sostenute, consistenti nella remunerazione delle “dipendenti” sono da considerarsi “costi del reato” e, pertanto indeducibili. In più, senza dichiarazione dei redditi, è un pour parler

Nel confermare il proprio orientamento in materia, la terza sezione penale della Cassazione ha ribadito – nella pronuncia n. 42160 del 29 novembre – l’imponibilità dei proventi derivanti dallo sfruttamento dell’attività di meretricio, senza possibilità di poter dedurre i relativi costi, trattandosi di “costi illeciti”.

Prima di esaminare la sentenza, va ricordato brevemente il quadro normativo (altro…)