Civile

La ricognizione di un debito è atto di natura patrimoniale

debitoCon la sentenza 24107/2014, la Corte di cassazione affronta il tema inerente la corretta qualificazione, ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, della scrittura privata non autenticata contenente la ricognizione di un debito. A tal uopo, la Corte suprema si è dapprima soffermata sulla necessità che la registrazione di tale atto avvenga in termine fisso oppure in caso d’uso, evidenziando che, a norma dell’articolo 5 del Dpr 131/1986, devono registrarsi in termine fisso gli atti indicati nella prima parte della Tariffa allegata al Dpr di Registro e unicamente in caso d’uso quelli riportati nella parte seconda.
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Le pronunce della Corte di giustizia non condizionano i rapporti esauriti

snoopy-the-endGli effetti delle sentenze interpretative della Corte di giustizia che hanno dichiarato il contrasto di una norma interna con il diritto comunitario, anche se retroagiscono fino alla data di entrata in vigore della norma interpretata, non incidono sul termine di decadenza del diritto al rimborso, la cui decorrenza deve farsi risalire al momento del versamento: ciò in omaggio ai principi di certezza del diritto e dell’intangibilità dei rapporti esauriti che assumono una valenza rafforzata in ambito tributario. È questo il principio che si desume dalla sentenza della Cassazione n. 5014 del 12 marzo 2015, conforme al precedente espresso a sezioni unite con la sentenza 13676/2014, resa in tema di incentivo all’esodo.
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L’equa riparazione non si appica al processo tributario

bored_judgeLa disciplina del “giusto risarcimento”, per mancato rispetto del termine ragionevole, non è applicabile ai giudizi in materia fiscale involgenti la potestà impositiva dello Stato

La Corte di cassazione, con la sentenza 4282 del 3 marzo 2015, ha escluso dalla disciplina dell’equo indennizzo, per violazione del termine ragionevole processuale, le controversie in materia tributaria nelle quali l’esistenza del diritto al rimborso di un tributo già corrisposto dipenda dall’accertamento della fondatezza o meno della correlata pretesa impositiva ovvero riguardi un rapporto obbligatorio interamente regolato da norme di diritto pubblico, che sottraggono la causa alla materia civile di cui all’articolo 6, paragrafo 1, Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu).
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La mamma surrogata e la madre naturale

Nota a Cassazione Civile, Sezione Prima Sentenza 24001 dell’11/12/2014 – di Fabiana Belardi

downloadLa Suprema Corte si è trovata a dover dirimere di recente una questione alquanto delicata e particolare. Una coppia, recatasi in Ucraina, redige un contratto per surrogazione di maternità eterologa. I coniugi, cioè, fanno un accordo per “utero in affitto”, la tecnica di fecondazione assistita in cui la madre portante per conto di una coppia sterile si impegna alla gravidanza, al parto e alla conseguente consegna del nascituro.

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I diritti della personalità e le unioni omoaffettive

gay-nozze-qNota a Cassazione Civile Sentenza n. 2400 del 09/02/2015 di Fabiana Belardi

Secondo quanto previsto dal nostro sistema giuridico, il matrimonio tra persone dello stesso sesso non produce effetti, anche se contratto all’estero. Pertanto, ne è impossibile la pubblicazione da parte dell’ufficiale di stato civile. La Corte costituzionale con la sentenza n. 138 del 2010 ha chiarito la legittimità della mancata estensione del regime matrimoniale alle unioni omoaffettive e anche nel 2014, con sentenza n. 170, nel caso di rettificazione legale del sesso, ha statuito che il matrimonio contratto in precedenza cessi di produrre i propri effetti. Le coppie omosessuali, essendo una realtà, vengono collocate dalla Cassazione nell’alveo dell’art. 2 Cost., avendo esse necessità di tutela e protezione al pari di altre situazioni giuridicamente disciplinate, tutte le volte in cui si integrino lesioni dei diritti fondamentali.

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Liquidazione coatta amministrativa e formazione del passivo

Nella liquidazione coatta amministrativa in forza del richiamo che l’art. 201, primo coma, opera all’art. 52 di tale legge, il creditore concorsuale, per divenire concorrente, deve sottoporre la propria pretesa al vaglio commissariale, nell’apposito procedimento di formazione del passivo (disciplinata dall’art. 209 1. fall. con rinvio anche agli artt. 98 e ss.), che riveste carattere di esclusività, sì da impedire la costituzione di un titolo, per la partecipazione al concorso, nella sede ordinaria e fuori del procedimento stesso. Nondimeno, la norma di cui all’art. 95, coma terzo, della legge fallimentare, secondo cui se il credito risulta da sentenza non passata in giudicato necessaria l’impugnazione ove non si voglia ammettere il credito stesso al passivo, è applicabile anche nel procedimento di liquidazione coatta amministrativa (Sez. U, Sentenza n. 2907 del 31/07/1969).

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“Prendi questa mano zingara” non fu plagio di De Gregori – Cass. Civile Sentenza 3340/2015

degregoriIn tema di plagio di un’opera musicale, un frammento poetico-letterario di una canzone che venga ripreso in un’altra non costituisce di per sé plagio, dovendosi accertare, da parte del giudice di merito, se il frammento innestato nel nuovo testo poetico-letterario abbia o meno conservato una identità di significato poetico-letterario ovvero abbia evidenziato, in modo chiaro e netto, uno scarto semantico rispetto a quello che ha avuto nell’opera anteriore.

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Responsabilità dell’intermediario in tema di negoziazione di prodotti derivati

L’art. 5, coma 3, del Reg. Consob 30 settembre 1997, n. 10943 dispone che gli intermediari autorizzati informano prontamente e per iscritto l’investitore appena le operazioni in strumenti derivati da lui disposte per finalità diverse da quelle di copertura abbiano generato una perdita, effettiva o potenziale, superiore al 50% del valore dei mezzi costituiti a titolo di provvista e garanzia per l’esecuzione delle operazioni. Tale obbligazione non può ritenersi adempiuta come ha chiarito anche la Consob – con la comunicazione periodica dell’esito delle operazioni.

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Configurabilità della sospensione cautelare dell’Avvocato

Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 3184 del 18/02/2015

avvocatoL’istituto della sospensione cautelare in danno di un avvocato operata dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza – a differenza della sospensione, sanzione (o pena disciplinare), pur configurata nelle norme del R.D.L. del 1933 – trova le sue ragioni nella esigenza di elidere lo “strepitus fori” che può conseguire alla contestazione di un reato a carico del professionista ed assegna al Coa locale il potere di valutare la sua opportunità, in un’ottica di concreta valutazione dello “strepitus fori” e di bilanciamento tra le ragioni di tutela della immagine di integrità morale della categoria e le ragioni del professionista. Secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la sospensione cautelare (altro…)

Difformità tra la relata sull’originale e quella apposta sulla copia e decorrenza del termine breve per l’appello

Cassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza 3274 del 17/02/2015

 

notificaL’ipotesi di difformità tra la relata di notificazione apposta sull’originale e quella apposta sulla copia è venuta più volte all’esame della Corte di Cassazione. Nel caso di difformità relativa alla data è stata risolta con l’affermazione del principio secondo cui «al fini della individuazione del “dies a quo” per la decorrenza del termine breve per l’impugnazione, quando emerga una difformità di date tra la relata di notifica della sentenza in possesso del notificante e quella consegnata al destinatario, la tempestività della impugnazione deve essere valutata con riguardo alla data risultante dalla relata di notifica redatta sull’atto consegnato a quest’ultimo, il quale non è tenuto a provare l’esattezza delle risultanze dell’atto ricevuto, su cui solo poteva fare affidamento per computare il termine utile per l’impugnazione, (altro…)

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