Civile

La procura conferita per l’opposizione ad atti esecutivi è valida anche per le fasi successive fasi successive

procuraCassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza 7997 del 20/04/2015

Quando si tratta di processo di opposizione agli atti esecutivi, nei rapporti tra la fase sommaria e la fase eventuale di merito, la presunzione di cui all’ultimo comma dell’art. 83 cod. proc. civ. non ha ragion d’essere e il mandato difensivo rilasciato per la proposizione del ricorso dinanzi al giudice dell’esecuzione (o per resistere al ricorso da altri proposto) è conferito anche per il giudizio di merito iniziato ai sensi del comma secondo dell’art. 618 cod. proc. civ.. Peraltro, il carattere eventuale di quest’ultimo giudizio consente che la procura venga espressamente limitata alla rappresentanza nella fase sommaria.

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Separazioni, il giudice non deve necessariamente “seguire” le decisioni del pm

Divorzio_Fotolia_63224390-khQF--258x258@Quotidiano_Diritto-WebSorpresa: il giudice può non ritenersi vincolato al parere del Pm. E di conseguenza autorizzare l’accordo raggiunto tra i coniugi, sulla base della nuova procedura di negoziazione assistita, sulle condizioni della separazione personale che era stato respinto dal pubblico ministero. A questa conclusione arriva un’ordinanza del presidente del tribunale di Termini Imerese, tra le primissime in materia, che si pone su una linea diversa rispetto a un precedente provvedimento del Tribunale di Torino

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Risarcimento danni, terzo trasportato e concorso di colpa

Cassazione Civile, Sezione Terza sentenza 26 7704/2015

motociclista-su-chopper-al-funeraleIn tema di sinistri derivanti dalla circolazione stradale, l’apprezzamento del giudice di merito relativo alla ricostruzione della dinamica dell’incidente, all’accertamento della condotta dei conducenti dei veicoli, alla sussistenza o meno della colpa dei soggetti coinvolti e alla loro eventuale graduazione, al pari dell’accertamento dell’esistenza o dell’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, si concreta in un giudizio di mero fatto, che resta sottratto al sindacato di legittimità, qualora il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico.

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Valido il matrimonio anche se il marito cambia sesso

imagesCassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza 8097 del 21/04/2015.

Rimane valido a tutti gli effetti il matrimonio di una coppia eterosessuale anche nel caso in cui uno dei due coniugi cambi la sua identità sessuale. Lo ha stabilito la Cassazione in attesa che il Parlamento affronti questi casi. Il verdetto però non determina “l’estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive”.

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Donna avrà un figlio dal compagno morto grazie ad embrioni congelati

FECONDAZIONE: LEGGE 40 DI NUOVO DAVANTI ALLA CONSULTAIl Tribunale Reggio Emilia in 2 mesi ha dato via libera ad impianto.

Una sentenza del tribunale di Reggio Emilia ha dato il via libera ad una donna di 35 anni, in tempi rapidissimi, all’impianto di un embrione congelato prima che il compagno morisse, stroncato a 48 anni da un tumore ai polmoni. Lo riferisce il Resto del Carlino, precisando che si tratta del secondo caso in Italia, dopo una prima sentenza circa due mesi fa a Bologna, dove però l’autorizzazione all’impianto di embrioni, congelati 19 anni prima, è arrivato dopo 4 anni.

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Dalla Cassazione stop agli alimenti in caso di convivenza

assegnoCattive notizie per chi conta sull’assegno di mantenimento. La Corte di Cassazione è tornata sul tema del diritto agli alimenti, e ha precisato meglio un concetto già avanzato nel 2011: nei casi in cui uno dei due ex coniugi – e le statistiche dicono che è quasi sempre l’ex marito a versare e la ex moglie a incassare – si sia rifatto una famiglia, anche se è una convivenza di fatto e non è un secondo matrimonio in piena regola, ebbene, il diritto all’assegno di mantenimento decade.

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La ricognizione di un debito è atto di natura patrimoniale

debitoCon la sentenza 24107/2014, la Corte di cassazione affronta il tema inerente la corretta qualificazione, ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, della scrittura privata non autenticata contenente la ricognizione di un debito. A tal uopo, la Corte suprema si è dapprima soffermata sulla necessità che la registrazione di tale atto avvenga in termine fisso oppure in caso d’uso, evidenziando che, a norma dell’articolo 5 del Dpr 131/1986, devono registrarsi in termine fisso gli atti indicati nella prima parte della Tariffa allegata al Dpr di Registro e unicamente in caso d’uso quelli riportati nella parte seconda.
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Le pronunce della Corte di giustizia non condizionano i rapporti esauriti

snoopy-the-endGli effetti delle sentenze interpretative della Corte di giustizia che hanno dichiarato il contrasto di una norma interna con il diritto comunitario, anche se retroagiscono fino alla data di entrata in vigore della norma interpretata, non incidono sul termine di decadenza del diritto al rimborso, la cui decorrenza deve farsi risalire al momento del versamento: ciò in omaggio ai principi di certezza del diritto e dell’intangibilità dei rapporti esauriti che assumono una valenza rafforzata in ambito tributario. È questo il principio che si desume dalla sentenza della Cassazione n. 5014 del 12 marzo 2015, conforme al precedente espresso a sezioni unite con la sentenza 13676/2014, resa in tema di incentivo all’esodo.
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L’equa riparazione non si appica al processo tributario

bored_judgeLa disciplina del “giusto risarcimento”, per mancato rispetto del termine ragionevole, non è applicabile ai giudizi in materia fiscale involgenti la potestà impositiva dello Stato

La Corte di cassazione, con la sentenza 4282 del 3 marzo 2015, ha escluso dalla disciplina dell’equo indennizzo, per violazione del termine ragionevole processuale, le controversie in materia tributaria nelle quali l’esistenza del diritto al rimborso di un tributo già corrisposto dipenda dall’accertamento della fondatezza o meno della correlata pretesa impositiva ovvero riguardi un rapporto obbligatorio interamente regolato da norme di diritto pubblico, che sottraggono la causa alla materia civile di cui all’articolo 6, paragrafo 1, Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu).
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La mamma surrogata e la madre naturale

Nota a Cassazione Civile, Sezione Prima Sentenza 24001 dell’11/12/2014 – di Fabiana Belardi

downloadLa Suprema Corte si è trovata a dover dirimere di recente una questione alquanto delicata e particolare. Una coppia, recatasi in Ucraina, redige un contratto per surrogazione di maternità eterologa. I coniugi, cioè, fanno un accordo per “utero in affitto”, la tecnica di fecondazione assistita in cui la madre portante per conto di una coppia sterile si impegna alla gravidanza, al parto e alla conseguente consegna del nascituro.

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