Lavoro

Va risarcito il medico sottoposto a turni di lavoro massacranti

arton27498Cassazione Lavoro, Sentenza 21262 del 20/10/2015

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Con la sentenza in rassegna, qui leggibile nella sua versione integrale, la Sezione Lavoro della Cassazione ha affermato il principio secondo cui se la disponibilità del Fondo appositamente costituito non è sufficiente a soddisfare le pretese dei medici di compensi integrativi, a fronte di turni di lavoro prestati oltre il consentito, è dovuta comunque una integrazione salariale a favore dei professionisti ed a carico della Struttura sanitaria, dal momento che le norme contrattuali non affermano che il lavoro straordinario possa essere compensato solo nei limiti di capienza del Fondo stesso.

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Lavoro. Diritti quesiti non novellabili in senso sfavorevole in sede di contrattazione collettiva

contratto-lavoro-54_0Cassazione Lavoro, Sentenza n. 22126 del 29/10/2015

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Nell’eventualità venga stipulato un nuovo Contratto Collettivo Nazionale contenente condizioni risultanti penalizzanti per i lavoratori precedentemente contrattualizzati le summenzionate penalizzazioni risultano di fatto inefficaci. Infatti i Diritti Quesiti dai Lavoratori non sono novellabili in senso sfavorevole, costituendo una oggettiva e inalterabile validità giuridica.
Non rientrano comunque le ipotetiche prospettive future di incremento salariale, ma soltanto rigorosamente le situazioni retribuitive già entrate fattivamente e non occasionalmente nel patrimonio del lavoratore subordinato.

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Il lavoro festivo non può essere obbligatorio

Cassazione Lavoro, Sentenza n. 16592/2015

Il lavoro festivo infrasettimanale non può essere imposto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da una società che obbligava i dipendenti a lavorare nelle festività infrasettimanali. Nessun datore di lavoro può obbligare un dipendente a prestare servizio in una giornata festiva infrasettimanale. Lo aveva già sentenziato il Tribunale di Vercelli nel 2008, accogliendo il ricorso di un’addetta alle vendite che aveva contestato la sanzione disciplinare comminata dall’azienda per non essersi presentata al lavoro il 6 gennaio 2004, disattendendo ciò che la stessa azienda aveva richiesto ai propri dipendenti: ovvero prestare servizio durante l’apertura di un punto vendita durante le giornate di S. Stefano, 8 dicembre, 25 aprile e 1 maggio.

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Lecito il controllo del lavoro del dipendente mediante la creazione di un falso profilo Facebook

fbNota a Cassazione Lavoro, sentenza n. 10955 del 29/05/2015 di Paola Romito.

La creazione, da parte di preposto aziendale e per conto del datore di lavoro, di un falso profilo facebook, al fine di effettuare un controllo sull’attività del lavoratore, già in precedenza allontanatosi dalla postazione lavorativa per parlare al cellulare, esula dal divieto di cui all’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, trattandosi di controllo difensivo, volto alla tutela dei beni aziendali, insuscettibile di violare gli obblighi di buona fede e correttezza in quanto mera modalità di accertamento dell’illecito comportamento del dipendente.

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Mobbing, i 7 requisiti necessari per ottenere il risarcimento

mobbingCassazione Lavoro sentenza n. 10037/2015

In Italia si stima ci siano oltre di un milione di persone mobbizzate al lavoro, sottoposte cioè a comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte dei colleghi o dei superiori. La vittima si vede emarginata, calunniata, criticata: gli vengono affidati compiti dequalificanti, o viene spostata da un ufficio all’altro, o viene sistematicamente messa in ridicolo di fronte a clienti o superiori. Ma non tutte le angherie patite in ufficio possono essere “risarcite”. Lo ha detto chiaro e tondo la Corte di Cassazione con una sentenza, la numero 10037/2015, che specifica le condizioni in base alle quali il lavoratore può ritenersi davvero vittima di mobbing.

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Ufficio troppo freddo? Legittimo l’abbandono del posto di lavoro

termometroCassazione Civile, Sezione Lavoro Sentenza 6631 del 01/04/2015

Il datore di lavoro è obbligato ex art. 2087 cod. civ. ad assicurare condizioni di lavoro idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni ed è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. La violazione di tale obbligo legittima i lavoratori a non eseguire la prestazione, eccependo l’inadempimento altrui.

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Abuso di precariato nella Pubblica Amministrazione – Cassazione 27363/2014

precariCon la sentenza  n. 27363 del 23 dicembre 2014 la Suprema Corte di Cassazione ha biasimato, sebbene in via incidentale, l’abuso del precariato nella pubblica amministrazione, allineandosi alla recente giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, con implicito richiamo alla ormai famosa sentenza “Mascolo” del 2014 sulla scuola. Per la Cassazione un precariato pubblico di oltre trentasei mesi costituisce “abuso” di contratti a termine per contrasto con la direttiva 1999/70/CE del 28 giugno 1999. Di qui la necessità di sanzioni idonee ad evitare che si continui come prima, con possibilità di trasformazione a tempo indeterminato.

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Alle Sezioni unite il nodo dell’incidente «in itinere»

downloadSaranno le Sezioni unite a sciogliere i dubbi sulla portata della norma che regola gli incidenti in itinere. Lo ha deciso la Sezione lavoro (con l’ordinanza 25243) in seguito al ricorso di un marito che chiedeva l’indennità per la morte della moglie accoltellata dal suo convivente mentre percorreva la strada per recarsi sul posto di lavoro. I giudici, consapevoli che il verdetto avrebbe potuto essere diametralmente opposto a seconda della tesi più o meno restrittiva seguita, chiedono lumi al Supremo collegio per sciogliere il contrasto sul tema.

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Stress da superlavoro. Datore responsabile se sopravviene l’infarto

Cassazione Lavoro, Sentenza entenza 9945/2014

download (3)La responsabilità del modello organizzativo e della distribuzione del lavoro fa carico alla società – datore di lavoro, ndr -, la quale non può sottrarsi agli addebiti per gli effetti lesivi della integrità fisica e morale dei lavoratori che possano derivare dalla inadeguatezza del modello adducendo l’assenza di doglianze mosse dai dipendenti.

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Cassazione. Malattia professionale da “mouse”: risarcito dall’Inail impiegato

hqdefaultRiconosciuta come malattia professionale la tecnopatia da mouse. Decorsi i termini per il ricorso in Cassazione con conseguente passaggio in giudicato della sentenza della Corte d’appello dell’Aquila che riconosce all’impiegato l’indennizzo Inail per la malattia professionale riportata a causa dell’uso ripetitivo della periferica collegata al personal computer della sua postazione.

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