Penale

La competenza territoriale nei casi di truffa con postepay oppure con bonifico

1394625-postepay2Nota a Cass. Pen. sent. n. 37400/2016

Secondo il costante insegnamento della giurisprudenza di legittimità, il momento consumativo del delitto di truffa, anche agli effetti della competenza territoriale, è quello dell’effettivo conseguimento dell’ingiusto profitto con correlativo danno alla persona offesa.

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‘TI Segu Sa Conca!’ (‘TI Taglio La Testa!’). Ed Il minacciato se la cava nel giudizio di falsa testimonianza

Nota a Cass. Pen. sent. n. 21092/2013

Certo non era una dichiarazione d’amore. Né di buoni intenti, in senso lato, ciò che veniva comunicato dall’imputato ad un testimone trovatosi accusato, successivamente ed a causa di ciò, di falsa testimonianza.

falsa-testimonianzaIl primo, infatti, minacciava il testimone del proprio processo di ‘tagliargli la testa’ se non avesse reso una dichiarazione, dinanzi al giudice, a lui favorevole. E così si verificava. Ma la sorte, spesso benigna nei confronti di chi non la merita e maligna contro gli ‘sfortunati’, riservava al testimone una citazione a giudizio per falsa testimonianza. In dipendenza di quanto subìto.

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Legittimo il sequestro preventivo per importi non ancora corrisposti

debiti_0Il vincolo cautelare è posto a garanzia delle somme residue di un piano di rateizzazione del debito erariale contratto, qualora il versamento “promesso” non abbia luogo

n tema di reati tributari, l’articolo 12-bis del Dlgs 74/2000, nel disporre che la confisca diretta o per equivalente dei beni costituenti profitto o prodotto del reato “non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all’Erario anche in presenza di sequestro” e che “nel caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta”, non preclude l’adozione del sequestro preventivo ad essa finalizzato, relativamente agli importi non ancora corrisposti.

Sequestro beni per equivalente: consentito per il debito residuo

debito_residuoAnche alla luce delle nuove regole sulla confisca, l’esistenza di un piano rateale non esclude la misura cautelare, finalizzata a garantire l’intero pagamento delle somme dovute

Il generico impegno a versare all’Erario le imposte arretrate non basta a neutralizzare la confisca né il sequestro sui beni del contribuente; la confisca può essere disposta sui debiti rateizzati con l’Amministrazione finanziaria per la parte non ancora versata, risultando, al contrario, inefficace in relazione alla quota già pagata.  È quanto ribadito dalla sentenza della Cassazione n. 5728, dell’11 febbraio 2016.

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Legittimo il sequestro della moglie dell’indagato quando la separazione è fittizia

dita_incrociate_sulla_schienaResidenza presso la casa coniugale, dubbi sui conti bancari: gli indizi parlano chiaro, l’intestazione del bene sequestrato alla “ex” è formale, la disponibilità è dell’indagato

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I beni che si trovino nell’effettiva disponibilità dell’indagato e che rientrino nella sfera dei propri interessi economici possono essere oggetto di sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, anche se formalmente intestati a terze persone estranee al reato.
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Il diritto alla salute prevale sulle esigenze di giustizia

1223157-medici_sgattoniAnnullate le condanne per favoreggiamento nei confronti dei due medici che operarono un camorrista in casa senza denunciarlo

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Secondo la Suprema Corte di Cassazione “in tema di favoreggiamento ascritto ad un soggetto esercente la professione sanitaria, la situazione di illegalità in cui versa il soggetto che necessita di cure non può costituire in nessun caso ostacolo alla tutela della salute”. Per questa ragione, la Cassazione ha annullato senza rinvio le condanne per favoreggiamento emesse – in primo grado dal Tribunale di Torre Annunziata e confermate dalla Corte di Appello di Napoli – nei confronti dei due medici, Luigi A. e Mario T.

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Quando la donazione è considerata sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

pulcinella-su-piattoIn tema di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, la Corte di cassazione ha stabilito, con la sentenza n. 36378 del 9 settembre 2015, che deve ritenersi legittimo il provvedimento di sequestro preventivo disposto sui beni donati dall’indagato alla propria figlia – nella specie, soggetto estraneo alle indagini – quando l’atto di liberalità è avvenuto dopo la notifica dell’accertamento fiscale.
E non solo: la presenza di molti altri beni nel patrimonio del contribuente e la possibilità della revocatoria non fanno venir meno la punibilità.
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