Eutanasia: L'Inghilterra depenalizza il suicidio assistito PDF Stampa E-mail
Attualità - Giustizia
Lunedì 21 Settembre 2009 08:04

Aiutare malati terminali o con disabilita' totali ed incurabili a morire non sarà più un reato in Gran Bretagna: lo afferma il Sunday Times, annunciando che in settimana la procura generale emetterà linee-guida che stabiliscono che non ci sarà azione legale contro chi assiste queste persone a morire. Nel testo che verrà pubblicato da Keir Starmer, direttore delle procure nazionali, si metteranno però dei paletti: sarà sempre un crimine essere l' 'organizzatore' della morte di una persona "vulnerabile o sensibile a manipolazioni".

Le linee-guida saranno molto chiare su cosa vuol dire "assistere" un suicidio, e cosa "incoraggiare" un suicidio. Dal 1961 assistere una persona che vuole mettere fine alla propria vita è in Gran Bretagna un reato che prevede una pena fino a 14 anni di reclusione. Nell'ultimo decennio circa 100 britannici malati terminali hanno scelto di morire all'estero, in strutture come la clinica Dignitas in Svizzera: nessuno degli 'accompagnatori' è mai stato perseguito legalmente. Le linee-guida riguarderanno anche chi accompagna qualcuno a morire all'estero. Il Crown Prosecution Service ha detto che non sarà necessaria una legge.

 

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