Contratto di mutuo e titolo esecutivo. Cass. 17194/2015 – Riflessi applicativi

Articolo dell’Avv. Alba Caputo

La Corte di Cassazione- Sezione III Civile- nella sentenza n. 17194/ 2015 ha precisato che “al fine di verificare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, ai sensi dell’articolo 474 c.p.c., occorre verificare, attraverso l’interpretazione di esso integrata con quanto previsto nell’atto di erogazione e quietanza […], se esso contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata, e che entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge”.

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La riforma Orlando sulle impugnazioni non è retroattiva

Cassazione Penale, Sentenza n. 843/2020
Ai fini dell’applicabilità dell’art. 581, lett. d), cod. proc. pen. – inserito dall’art. 1, comma 55 della legge 23 giugno n. 103 del 2017 ed in base al quale “l’impugnazione si propone con atto scritto nel quale sono indicati il provvedimento impugnato, la data del medesimo e il giudice che lo ha emesso, con l’enunciazione specifica, a pena di inammissibilità…. d) dei motivi, con l’indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta” – deve farsi riferimento, in assenza di una disciplina transitoria, alla data di presentazione dell’atto di appello, che costituisce il momento in cui matura l’aspettativa dell’appellante alla valutazione di ammissibilità dell’impugnazione, sicché la nuova disciplina è inapplicabile agli appelli presentati prima della sua entrata in vigore.

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Anche per canoni mai incassati è dovuta l’imposta ai fini Irpef

Cassazione Civile, Ordinanza n. 31426 del 2 dicembre 2019
I redditi fondiari concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo di coloro che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale.
I canoni di locazione concorrono alla formazione del reddito imponibile indipendentemente dalla loro effettiva percezione. Lo ha affermato al Cassazione nell’ordinanza n. 31426 del 2 dicembre 2019.

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Consenso informato. Non basta la firma su modulo generico prestampato

Cassazione Civile Sentenza n. 28995/2019 del 11/11/2019
Commento dell’Avv. Tatiana Parrella

La Corte di Cassazione – sezione III – CIVILE nella sentenza n. 23328/2019, ripercorrendo il proprio iter giurisprudenziale ( vedi Cass. 2854/2015; Cass. 24220/2015; Cass. 24074/2017; Cass. 16503/2017) in tema di “consenso informato” in relazione alle pratiche medico-sanitarie, si esprime nuovamente sul tema, delimitando una particolare tipologia di lesione del diritto di autodeterminazione del paziente.

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Coltivare piccole quantità di Cannabis non è reato – Cassazione Sezioni Unite Sentenza 19/12/2019

Non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.
Questo il principio enunciato dalle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione nella sentenza depositata il 19 dicembre scorso.

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Giuramento decisorio sempre ammissibile – Cassazione Civile Ordinanza 16216/2019

Il  giudice di merito deve sempre disporre il giuramento decisorio, benché deferito in via subordinata, anche se i fatti con esso dedotti siano stati già accertati o esclusi in base alle risultanze probatorie, purché il contenuto del giuramento abbia il carattere della decisorietà in ordine al “thema decidendum” oggetto della controversia.

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Domanda di pagamento di somme non eccedenti cinquantamila euro – Obbligo di esperire il procedimento di negoziazione assistita

Corte Costituzionale, Sentenza n. 266 del 12/12/2019

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi 1, secondo e terzo periodo, e 5, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile), convertito, con modificazioni, nella legge 10 novembre 2014, n. 162, promosso dal Tribunale ordinario di Verona, con ordinanza del 14 dicembre 2018, iscritta al n. 58 del registro ordinanze 2019 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 17, prima serie speciale, dell’anno 2019. (altro…)

A proposito di Fashion Law…

L’Avv. Maria Limotta

Articolo dell’Avv. Maria Limotta

Quando si sente parlare di “MODA” il pensiero corre veloce alle passerelle, agli abiti firmati ed alle ultime tendenze. Ma non è tutto. Il ruolo delle influencer, delle fashion blogger, l’utilizzo dei social finalizzato alla promozione di brand d’abbigliamento, di creme estetiche, alla pubblicizzazione della propria immagine, ci invitano a riflettere su tematiche di più ampia portata, ad affrontare problematiche connesse agli ordinari atti di vita quotidiana e a riconoscere l’importanza di un’adeguata informazione.

Nell’ultimo periodo la forte dinamica creata dalla rete dei social ha consentito agli operatori del settore moda, abbigliamento e spettacolo di diffondere rapidamente la pubblicizzazione della loro immagine e la divulgazione dei loro dati personali.

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L’ubriachezza non derivata da caso fortuito o da forza maggiore non esclude né diminuisce l’imputabilità

Corte Costituzionale, Ordinanza 250/2019 del 04/12/2019

La colpevolezza di una persona in stato di ubriachezza deve essere valutata secondo i normali criteri d’individuazione dell’elemento psicologico del reato, e poiché l’art. 92 cod. pen. nel disciplinarne l’imputabilità nulla dice in ordine alla di lui colpevolezza, questa deve essere apprezzata alla stregua delle regole dettate dagli artt. 42 e 43 cod. pen.

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Registro INI-PEC La Cassazione corregge l’errore materiale

Con ordinanza n. 29749/2019 pubblicata in data 15 novembre 2019 a seguito di procedimento per correzione di errore materiale, la Corte di Cassazione ha emendato l’ordinanza 24160/2019 che aveva affermato con un obiter dictum la inidoneità dell’Indice Nazionale degli Indirizzi di posta certificata INI-PEC -ritenuto non attendibile- dal quale estrarre gli indirizzi PEC per le notifiche in proprio da parte degli Avvocati. (altro…)

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