Articoli con tag Fallimento

Per l’ammissione al passivo non va notificata la cartella

mfront_cartella_esattoriale_pagamentoIl titolo in base al quale il concessionario è legittimato all’insinuazione è costituito dal solo ruolo, mentre nessun accenno è fatto – nell’articolo 87, comma 2, del Dpr 602/1973 – alla necessità che, preventivamente, debba avvenire la notifica della cartella di pagamento e, tanto meno, che quest’ultima debba essere divenuta definitiva.
La notifica della cartella, infatti, non potendo legittimare l’agente alla riscossione coattiva nei confronti del fallimento (per il principio della par condicio creditorumnon si può dar corso ad alcuna procedura esecutiva individuale), assolverebbe a una mera funzione informativa, nei confronti del curatore, dell’esistenza di crediti erariali, identica a quella svolta attraverso il deposito della domanda di insinuazione al passivo contenente il riferimento al ruolo.

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Preesistente stato di insolvenza e trust liquidatorio

Cassazione Civile Sezione Prima , Sentenza 10105 del 09/05/2014

trust_liquidatorioLa Prima Sezione Civile della Corte si è occupata, per la prima volta, dell’istituto del c.d. trust liquidatorio, affermando che, in presenza di uno stato di preesistente insolvenza, il negozio non è riconoscibile nell’ordinamento italiano ed è, dunque, inefficace, costituendo un ostacolo all’applicazione della disciplina concorsuale, di natura pubblicistica. La mancata produzione dell’effetto di segregazione patrimoniale proprio del trust, conseguente all’accertamento incidentale della sua inefficacia da parte del tribunale fallimentare, determina la nullità del trasferimento dei beni al “trustee” per difetto di causa, cosicché, dichiarato il fallimento, il curatore può materialmente procedere alla loro apprensione.

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Corsia privilegiata al sequestro anche con il fallimento in corsa – Cassazione Penale Ordinanza 12639/2013

hqdefaultLa misura cautelare decisa dal Gip nei confronti dell’imputato è prevalente e “insensibile” agli interessi dei creditori in caso di aziende sottoposte a procedura concorsuale

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Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e inammissibilità della domanda di dichiarazione dello stato di insolvenza – Cassazione Civile Sentenza 6648/2013

Intervenendo in tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la Suprema Corte ha sancito la reclamabilità alla corte di appello del decreto con cui sia ritenuta inammissibile, per difetto dei requisiti indicati dall’art. 2, lettere a) e b), del d. lgs. 8 luglio 1999, n. 270, la domanda di dichiarazione dello stato di insolvenza senza la contestuale dichiarazione di fallimento della stessa impresa, riconoscendo la legittimazione a proporlo a quest’ultima.

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Controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato preventivo – Cassazione Civile Sezioni Unite Sentenza 1521/2013

Risolvendo una questione di particolare importanza, le Sezioni Unite hanno enunciato il seguente principio di diritto: “Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando questo escluso dall’attestazione del professionista, mentre resta riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti; il controllo di legittimità del giudice si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo; il controllo di legittimità si attua verificando l’effettiva realizzabilità della causa concreta della (altro…)

Responsabilità degli Enti. Il fallimento non estingue l’illecito penale – Cassazione Penale Sentenza 44824/2012

l fallimento di una società non costituisce causa estintiva dell’illecito previsto dal d. lgs. n. 231 del 2001, né delle sanzioni irrogate a seguito dell’accertamento della sua responsabilità da reato. In proposito i giudici della quinta Sezione hanno sottolineato come, in assenza di una espressa previsione normativa in tal senso, non sia nemmeno possibile ritenere che tale effetto estintivo si produca ricorrendo all’applicazione analogica dell’art. 150 cod. pen., non essendo equiparabile il fallimento della (altro…)

La società estinta non estingue il debito passato al liquidatore – Ctp Torino Sentenza 124/15/12

 

 

Se considerato responsabile delle imposte non versate dalla compagine è lui a dover versare quanto dovuto o a dover dimostrare l’inconsistenza delle maggiori imposte accertate

L’ipoteca iscritta dal fisco resiste alla revocatoria fallimentare – Cassazione Civile, Sentenza n. 3398 del 05/03/2012

L’ipoteca su un bene iscritta da un Ufficio esattoriale resiste alla revocabilità nel fallimento in quanto non ha natura giudiziale, di genere proprio e non assimilabile alle ipotesi previste dal Codice civile.
Lo afferma la Cassazione nella sentenza n. 3398, depositata il 5 marzo scorso.

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Liquidazione coatta amministrativa e decreto di revoca del commissario liquidatore – Cassazione Civile, Sezioni Unite Sentenza n. 22378/2011

La S.C., pronunziandosi per la prima volta sull’interpretazione del combinato disposto degli art. 199 e 37, terzo comma , della legge fall., il quale ultimo, dopo la riforma di cui al d. lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, ha previsto il reclamo alla corte d’appello contro il decreto di revoca del curatore, ha stabilito che il provvedimento ministeriale di revoca del commissario liquidatore resta impugnabile innanzi al giudice amministrativo.

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Nullità della procedura prefallimentare ed effetti sul successivo giudizio – Cassazione Civile, Ordinanza n. 18762/2011

La nullità della procedura prefallimentare inficia tutto il successivo giudizio. LO afferma la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione, secondo la quale la procedura prefallimentare non può paragonarsi a un processo di cognizione ordinario, a motivo della intrinseca sua natura inquisitoria, volta ad accertare con celerità e senza cognizione piena la sussistenza dei presupposti della dichiarazione di fallimento dell’imprenditore. Di conseguenza, la eventuale sentenza di accertamento dello stato di insolvenza costituisce il presupposto per l’avvio del giudizio di cognizione. (altro…)

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