Articoli con tag Impugnazione Penale

Impugnazione della sentenza penale di primo grado. Il termine decorre dall’ultima notifica – Cassazione Penale, Sentenza n. 23664/2011

Ai sensi dell’art. 585, comma 3, c.p.p., quando la decorrenza del termine di impugnazione della sentenza di primo grado è diversa per l’imputato e per il suo difensore opera per entrambi il termine che scade per ultimo.

(© Litis.it, 17 Giugnoo 2011 – Riproduzione riservata)

Cassazione Penale, Sezione Terza, Sentenza n. 23664 del 13/06/2011
 
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Inammisibile il ricorso presentato a mezzo telegramma dettato per telefono – Cassazione Penale, Sentenza n. 10404/2011

E’ inammissibile l’impugnazone proposta dal difensore mediante telegramma il cui testo sia dettato per telefono, trattandosi di una modalità che non garantisce la certezza in ordine all’autenticità della provenienza ed all’identità dell’impugnante, come invece avverrebbe  attraverso la proposizione mediante spedizione del telegramma dagli uffici postali. La dettatura telefonica del testo non trasforma, infatti, in un atto scritto, corredato dalla sottoscrizione, l’originaria comunicazione orale e dunque non soddisfa i requisiti di forma previsti dalla legge.

(Litis.it, 18 Marzo 2011)

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Utilizzabili nuovi elementi probatori nell’impugnazione incidentale de libertate – Cassazione penale Sezioni Unite, Sentenza n. 7931/2011

Qualora il pubblico ministero, nelle more della decisione su di una impugnazione incidentale de libertate, intenda utilizzare nei confronti dello stesso indagato e per lo stesso fatto, elementi probatori “nuovi”, preesistenti o sopravvenuti, può scegliere se riversarli nel procedimento impugnatorio o porli a base di una nuova richiesta di misura cautelare personale, ma la scelta così operata gli preclude di coltivare l’altra iniziativa cautelare. Lo hanno stabilito le Seziomi Unite Penali della Cassazione nella sentenza n. 7931 depositata lo scorso 1 Marzo 2011 e qui disponibile nel suo testo integrale.

(Litis.it, 2 Marzo 2011)

Allegato pdf: Cassazione Penale Sezioni Unite, Sentenza n. 7931 del 01/03/2011
(Presidente, Lupo – Estensore, Cortese)

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Possibile la rinnovazione del dibattimento per il latitante restituito in termine per l’impugnazione – Cassazione penale, Sentenza n. 1805/2011

Il condannato in contumacia, restituito nel termine per l’impugnazione per non avere avuto conoscenza del procedimento, può ottenere la rinnovazione dell’istruzione in appello senza che l’avvenuta dichiarazione di latitanza sia di per sé elemento che porti ad escludere la mancata incolpevole conoscenza della citazione a giudizio. Lo ha stabilito la Terza Sezione Penale della Cassazione con la sentenza n. 1805 depositata lo scorso 20 gennaio 2011

Il legislatore, afferma il Supremo Collegio, allineandosi al dictum della Corte Europea dei diritti dell’uomo, ha riscritto l’art.175 cpp (novellato dal d.l 17/2005 conv. legge 60/2005) che, rispetto alla pregressa normativa, è più attento alle garanzie difensive inerenti alla partecipazione al processo dell’imputato. Costui ha diritto ad essere rimesso nel termine per (altro…)

OPERATIVITA’ SOSPENSIONE FERIALE E REATI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 37501/2010

TERMINI PROCESSUALI – SOSPENSIONE NEL PERIODO FERIALE – REATI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – MISURE CAUTELARI REALI – IMPUGNAZIONE – OPERATIVITA’ DELLA SOSPENSIONE – ESCLUSIONE

Le Sezioni Unite hanno chiarito che la deroga alla sospensione in periodo feriale dei termini delle indagini preliminari nei procedimenti per reati di criminalità organizzata, prevista dall’art. 2, comma secondo, legge 7 ottobre 1969, n. 742, riguarda anche le procedure incidentali aventi ad oggetto misure cautelari reali. Nell’occasione la Corte ha altresì precisato che, per identificare i procedimenti ai quali si applica la disposizione menzionata, non deve guardarsi alla situazione del singolo indagato, bensì alla sua collocazione nell’ambito di un procedimento di criminalità organizzata, dovendosi ritenere tale quello che ha ad oggetto un reato associativo. In tal senso è dunque irrilevante che lo specifico reato contestato allo stesso indagato sia eventualmente aggravato dal fine di agevolare un sodalizio mafioso, rilevando invece soltanto che la stessa contestazione si inserisca nell’ambito del medesimo procedimento qualificabile, per l’appunto, di criminalità organizzata. 

Sentenza n. 37501 del 15 luglio 2010 – depositata il 20 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore G. Conti)

GIUDIZIO CAMERALE D’APPELLO – IMPUTATO SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE – RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE – Cass. Pen, Sez. Un, Sentenza n. 35399/2010

IMPUGNAZIONI – SENTENZA IN ABBREVIATO – GIUDIZIO CAMERALE D’APPELLO – IMPUTATO SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE – RICHIESTA TEMPESTIVA DI PARTECIPAZIONE – DIRITTO A PRESENZIARE – SUSSISTENZA – CONSEGUENZE

Le Sezioni unite hanno affermato che l’imputato detenuto ha il diritto di presenziare al giudizio camerale d’appello avverso la sentenza pronunciata in sede di giudizio abbreviato, anche se si trovi fuori della circoscrizione del giudice che procede, sempre che ne faccia richiesta, per la quale però non vale la regola della presentazione almeno cinque giorni prima. Hanno poi precisato che l’assenza di un termine rigido di prosposizione della richiesta non esclude che debba essere presentata con modalità tali da consentire la traduzione dell’imputato all’udienza, salvo che questi non possa osservare dette modalità come nel caso in cui sia stato ristretto immediatamente a ridosso dell’udienza. Infine, le Sezioni unite hanno statuito che il giudice d’appello del rito abbreviato, ove l’imputato sottoposto a misure restrittive non si sia rivolto al giudice competente per chiedere l’autorizzazione a recarsi in udienza o l’accompagnamento o la traduzione o questi non abbia dato l’autorizzazione, non può procedere allo svolgimento dell’udienza – sempre che gli sia comunque pervenuta a tempo la manifestazione di volontà dell’imputato di essere presente – e deve disporre la traduzione di quest’ultimo, a pena di nullità assoluta ed insanabile dell’udienza e della successiva pronunzia, ai sensi degli artt. 178, lett. c) e 179 cod. proc. pen. 

Sentenza n. 35399 del 24 giugno 2010 – depositata il 1° ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore A. Franco)

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