Articoli con tag Locazioni

Il contratto di locazione nullo torna in vita con la registrazione

Articolo di Marcello Cardone

La tardiva registrazione di un contratto di locazione fa venir meno la nullità del contratto stesso prevista dall’articolo 1, comma 346 della legge n. 311/2004.
Questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 34156 del 20 dicembre 2019. (altro…)

Tutto sui contratti d’affitto nella nuova guida delle Entrate

Un vademecum destinato a proprietari e inquilini che definisce passo passo ciascuna regola da seguire per non incorrere in errori nella registrazione degli accordi stipulati

locazioniTutto sulla registrazione dei contratti di locazione, passando dalla scelta del regime della cedolare secca alle detrazioni previste per gli inquilini, siano essi studenti universitari fuori sede, dipendenti trasferiti per motivi di lavoro o titolari di contratti di locazione di alloggi sociali: questi alcuni dei temi contenuti nelle 31 pagine di “Fisco e Casa: le locazioni”, la nuova guida che entra a far parte della collana L’Agenzia informa, disponibile da oggi sul sito delle Entrate.

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Locazione. Dopo la disdetta non c’è rinnovazione se il conduttore permane nell’immobile

Cassazione Civile, Sezione Terza Sentenza 10542 del 14/05/2014

images (4)La rinnovazione tacita del contratto di locazione, ai sensi dell’articolo 1597 cod. civ., postula la continuazione della detenzione della cosa da parte del conduttore e la mancanza di una manifestazione di volontà contraria da parte del locatore, cosicché, qualora questi abbia manifestato con la disdetta la volontà di porre termine al rapporto, la rinnovazione non può desumersi dalla permanenza del locatario nell’immobile locato dopo la scadenza o dal fatto che il locatore abbia continuato a percepire il canone senza proporre tempestivamente azione di rilascio, occorrendo, invece, un comportamento positivo idoneo ad evidenziare una nuova volontà, contraria a quella precedentemente manifestata per la cessazione del rapporto.

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Locazione di stand: il servizio non è riferibile all’immobile – Sentenza Corte di Giustizia Ue

La locazione di stand fieristici, intendendosi per tale la messa a disposizione del cliente di una struttura espositiva dei propri prodotti all’interno di fiere, può assumere ai fini dell’Iva una diversa qualificazione, a seconda della funzione che gli stessi sono destinati a svolgere. Secondo la Corte di Giustizia, infatti, la locazione degli stand fieristici può sottendere, a seconda dei casi, una finalità pubblicitaria ovvero una prestazione connessa a quelle fieristiche; senza ombra di dubbio, è da escludere che si tratti di una prestazione connessa ad immobili. Ciò è dirimente per il trattamento IVA di tale prestazione quando si ha a che fare con prestazioni rese tra soggetti non residenti.

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Il detentore di fatto può concedere un bene in locazione – Cassazione Civile, Sentenza n. 15443/2011

Il rapporto che nasce dal contratto di locazione e che si instaura tra locatore e conduttore ha natura personale, con la conseguenza che chiunque abbia la disponibilità di fatto del bene, in base a titolo non contrario a norme di ordine pubblico, può validamente concederlo in locazione, onde la relativa legittimazione è riconoscibile anche in capo al detentore di fatto, a meno che la detenzione non sia stata acquistata illecitamente e, a maggiore ragione deve considerarsi valido e vincolante anche il contratto (altro…)

Disdetta della locazione di studio professionale. L’originaria intimata necessità può essere modificata – Cassazione Civile Sentenza n. 11014/2011

In tema di contratto di locazione di abitazione adibita ad uso diverso da quello abitativo, la divergenza tra le necessità familiari indicate nella disdetta, ai sensi dello art. 31 della legge 1978 n. 392, e la effettiva utilizzazione del bene rilasciato da parte del figlio nubendo, dopo il fallimento delle nozze, non comporta la nullità della disdetta. La utilizzazione effettiva e stabile dei locali per le necessità abitative del figliolo, considerando la mancanza delle nozze, indicate nella disdetta, deve intendersi come (altro…)

il coniuge separato di fatto succede nella locazione al coniuge che ne sia conduttore – Cassazione Civile, Sentenza n. 1423/2011

Ai sensi della L. n. 392 del 1978, art. 6, comma 3, nella formulazione risultante dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 404 del 1988, il coniuge separato di fatto succede nel contratto di locazione al coniuge che ne sia conduttore se tra i due sia stato così convenuto.
Ed infatti la citata norma, nel disporre che “in caso di separazione personale … nel contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo” non modifica la natura del rapporto e la natura del diritto in base al quale il conduttore detiene la cosa locata, ma solo consente a soggetto diverso dall’originario conduttore di sostituirsi nella titolarità del contratto, con attribuzione dei relativi diritti ed assunzione delle obbligazioni che ne derivano.

(Litis.it, 21 Febbraio 2011)

Cassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza n. 1423 del 21/01/2011
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Locazione uso abitativo ex L. 431/98. Condizioni per il diritto di prelazione e riscatto del conduttore – Cassazione Civile, Sentenza n. 25450/2010

Free TV RadioIn tema di locazione di immobile adibito ad uso abitativo, nel vigore della legge 9 dicembre 1998, n. 431, in capo al conduttore sussiste il diritto di prelazione (e, quindi, di riscatto), nei confronti del terzo acquirente, solo nel caso in cui il locatore abbia intimato disdetta per la prima scadenza manifestando, in tale atto, a giustificazione della propria opposizione alla rinnovazione del contratto, l’intenzione di vendere a terzi l’unità immobiliare. Ne consegue che, in caso di disdetta immotivata per la predetta scadenza, il conduttore ha unicamente il diritto alla rinnovazione del contratto. Lo afferma la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione nella sentenza n. 25450 depositata il 16 dicembre 2010.

Preliminarmente la Cassazione afferma che,  a norma dell’art.363, comma 3, cpc (in tema di “principio di diritto nell’interesse della legge”, nel testo risultante per effetto dell’art.4, d lgs. 2 febbraio 2006, n. 40) il principio di diritto può essere pronunciato dalla Corte anche d’ufficio, quando il ricorso – come nella fattispecie – proposto dalle parti è dichiarato inammisibile, se la Corte ritiene che la questione decisa è di particolare (altro…)

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