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Litis.it - Minori

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Il fine di accertare la eventuale immaturità del minore infradiciottenne rispetto allo specifico tipo di condotta posta in essere, poiché il problema non inerisce ad incapacità derivante da malattia, l’indagine deve essere volta all’accertamento della maturità psichica raggiunta dal minore e, se si acclara che lo sviluppo intellettuale e morale del giovane gli fa sufficientemente comprendere la portata e le conseguenze del proprio comportamento, allora lo si può ritenere imputabile, ma con la diminuente della pena prevista dall’art. 98 cod. pen.

Poiché nel vigente sistema processuale non sono previste prove continua…

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L’affidamento condiviso di un minore si applica anche se i genitori vivono a distanza e in paesi diversi. Lo ha stabilito la Cassazione sostenendo che la possibilita’ di un affidamento condiviso puo’ essere applicata anche in queste condizioni a patto che da parte di entrambi i genitori vi sia collaborazione. In questo modo la VI Sezione civile ha accolto il ricorso di un papa’ bresciano dalla cui unione con una cittadina romena era nata una bambina che, successivamente, si era trasferita in Romania con la madre. Dopo alterne vicende giudiziarie, la Corte d’Appello di Brescia, nell’ottobre 2009, dando ragione alla madre, le aveva affidato esclusivamente la figlia ritenendo che “l’oggettiva distanza esistente tra i luoghi di rispettiva residenza dei genitori”, precludesse la possibilita’ di un affidamento condiviso. Un affido esclusivo che i giudici stabilivano anche alla luce del continua…

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Una giovane viene allontanata dal nucleo familiare dei genitori adottivi (di cui è stata disposta la sospensione della potestà) e collocata presso una casa famiglia ai sensi della L. n. 184 del 1983, art. 2, per effetto di un provvedimento del Tribunale per i minorenni, adottato in conformità al disposto dell’art. 333 cod. civ., e segg.
Devono in questo caso i genitori continuare a provvedere al mantenimento della minore, consistente nel pagamento della retta dell’Istituto?
Per la Cassazione la risposta è affermativa.
Sottolineano i Supremi giudici che della procreazione sorge in modo necessario un complesso di diritti e di doveri reciproci fra genitore e figlio fra cui appare qui fondamentale il dovere dei genitori sancito dal combinato disposto dell’art. 30 Cost., artt. 147, 148 e 155 cod. civ., di mantenere ed educare i figli. E che, d’altra parte, la L. n. 184 del 1983, art. 27, dispone che “per effetto dell’adozione l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti”, per cui l’art. 48, comma 2, impone all’adottante l’obbligo di mantenere, istruire ed educare l’adottato, conformemente a quanto prescritto dall’art. 147 cod. civ.: perciò equiparando anche sotto questo profilo i suoi doveri a quelli del genitore naturale e correlandoli esclusivamente allo continua…

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Le famiglie italiane sono sempre più in crisi: ogni 1000 matrimoni ci sono 286 separazioni e 178 divorzi, cifre che segnalano un aumento delle rotture dei rapporti coniugali rispetto al passato. Sempre più spesso però le coppie che decidono di dividersi lo fanno di comune accordo e senza battaglie per l’assegnazione dei figli, visto che in oltre 6 casi su 10 di divorzio scelgono l’affidamento condiviso, un dato che sale ulteriormente (8 su 10) se si tratta di separazioni. A fotografare questi cambiamenti è l’annuario dell’Istat. In un anno -dal 2008 al 2007- i divorzi (54.351) sono aumentati del 7% , mentre le separazioni (84.165) sono cresciute del 3,4%; la maggior parte di queste (86,3%, in numeri 72.671) sono state consensuali, mentre quelle giudiziali si sono fermate a quota 11.494 (13,7%). I figli minori di 18 anni coinvolti nelle separazioni sono stati 65.727: per il 78,8% di loro è stato stabilito continua…

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Una vecchia storia di violenza che due sorelle avevano voluto dimenticare. Poi la separazione e la vita che continua in due famiglie diverse. Un giorno la maggiore decide di andare ospite in una trasmissione televisiva per testimoniare gli abusi subiti dallo zio quando era minorenne. Incalzata dalle domande della conduttrice racconta di come anche la sorellina, al tempo di soli due anni, avesse subito gli stessi soprusi.  
Nel corso dell’intervista si susseguono dati e descrizioni tali da consentire l’identificazione della piccola vittima della violenza, ora quattordicenne. Un trattamento di dati giudicato illecito dal Garante per la privacy, il cui intervento è stato sollecitato dai genitori adottivi della giovane. L’Autorità, con un provvedimento di cui è stato relatore Mauro Paissan, ha disposto il divieto di ogni ulteriore diffusione dell’intervista nelle parti in cui si fa riferimento alla sorella minore, obbligando anche a rimuovere gli spezzoni del filmato dal sito internet della trasmissione.
 
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Più tutela per i minori figli di immigrati irregolari a rischio di espulsione. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, hanno stabilito che non si possono mandare via gli stranieri, anche se hanno commesso reati, nel caso in cui il loro allontanamento dall’Italia, tramite il rimpatrio, abbia riflessi negativi sul generale equilibrio psico-fisico dei loro bambini.

Secondo i Supremi giudici, i gravi motivi che, in base alle norme sull’immigrazione, consentono la temporanea autorizzazione del genitore con foglio di via a rimanere in Italia debbono essere interpretati in maniera elastica. Gli stessi non devono essere applicati solo alle situazioni di emergenza o alle circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla salute del minore, ma a un ventaglio molto più ampio di circostanze.

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Più potere di intervento ai giudici di merito nell’adozione dei provvedimenti resi nell’interesse del minore in affido condiviso. Il provvedimento con cui il giudice ammonisce il genitore che viola gli obblighi sull’affidamento del figlio minore non è impugnabile in Cassazione. Lo ha stabilito la Suprema Corte che, con la sentenza n. 21718 ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso di una donna contro l’ammonizione disposta nei suoi confronti dal giudice della separazione.
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(ANSA) – ROMA, 14 OTT – Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca) esprime forte preoccupazione e sconcerto per l’ipotesi di nuovo regolamento di organizzazione del Ministero di Giustizia, che, se approvata, “segnerebbe di fatto lo smantellamento del Dipartimento della Giustizia minorile”, e chiede urgentemente un incontro al ministro Alfano.

Il testo del provvedimento prevede che due Direzioni generali  che attualmente fanno capo al Dipartimento della Giustizia minorile – quella del Personale e quella dei Beni e servizi – siano soppresse, riconducendo tali funzioni al Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria e a quello dell’Amministrazione penitenziaria, che svolgerebbero dunque i loro compiti anche per le strutture competenti per i minorenni imputati di reati. Alla Giustizia minorile resterebbero due sole direzioni: la Direzione generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari e quella per le attività internazionali.

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Nei casi gravi di bullismo a scuola scatta la misura del divieto di frequentare le lezioni ed avvicinarsi all’edificio scolastico per i ragazzi minorenni responsabili di atti di violenza ed intimidazione nei confronti di professori e compagni di classe. Lo sottolinea la Cassazione a proposito del caso di due studenti violenti di un istituto professionale di Potenza, uno dei quali era andato in classe portando una pistola vera. Spetta al giudice – rileva inoltre la Suprema Corte con la sentenza 36659 – stabilire se l’obiettivo di allontanare i violenti dalla scuola, garantendo così l’incolumità degli altri studenti e dei docenti e il tranquillo svolgimento della didattica, si possa ottenere con i soli arresti domiciliari o se è necessario ricorrere alla reclusione dei minori negli Istituti minorili.
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Assume rilevanza penale la condotta del genitore affidatario che ometta di informare circa il luogo di propria dimora quello non affidatario, impedendo cosi a costui di intrattenere un qualsiasi libero e sereno rapporto con i propri figli. Nè può farsi carico al soggetto passivo di non essersi attivato, pur avendone l’astratta possibilità, per individuare, di volta in volta, il luogo di residenza della moglie separata, gravando su quest’ultima l’obbligo di comunicare i suoi spostamenti al padre dei suoi figli minori, onde porlo nella condizione più agevole per esercitare le sue prerogative genitonali 

Cassazione Penale, Sezione VI, Sentenza n. 33719 del 16/09/2010

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