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Litis.it - Separazione e Divorzio

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Il figlio di genitori divorziati diventa maggiorenne? L’assegno di mantenimento stabilito in sede di separazione va versato lo stesso, finchè non si dimostra che ormai la prole è autosufficiente. Per non dare piú una lira all’ex coniuge che ha avuto in affidamento il figlio, però, si può chiedere la modifica di ció che è stato stabilito al momento del divorzio. Lo sostiene la Cassazione che, ancora una volta, ribadisce l’obbligo dei genitori a mantenere i figli anche quando sono adulti ma magari non indipendenti.

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La verifica della conoscenza o dell’oggettiva conoscibilità della condizione apposta al matrimonio da parte dell’altro coniuge deve essere condotta con piena autonomia ed assoluto rigore rispetto al giudice ecclesiastico, ancorché sulla base degli atti del processo canonico eventualmente prodotti, non essendovi luogo, in fase delibatoria, ad alcuna integrazione di attività istruttoria. Il rispetto “di un principio di ordine pubblico di speciale valenza e la tutela di interessi della persona riguardanti la costituzione di un continua…

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Il decreto emesso a seguito di reclamo avverso il provvedimento di modifica delle condizioni della separazione dei coniugi, in quanto incidente su diritti soggettivi delle parti, nonché caratterizzato da stabilità temporanea, che lo rende idoneo ad acquistare efficacia di giudicato, sia pure “rebus sic stantibus”, è impugnabile dinanzi alla Corte di Cassazione con il ricorso straordinario ai sensi dell’art. 111 Cost., e, dovendo essere motivato, sia pure sommariamente, può essere censurato anche per carenze continua…

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Il provvedimanto con cui in sede di separazione di coniugi si stabilisca, ai sensi dell’art. 155 secondo comma cod. civ., quale modo di contribuire al mantenimento dei figli, che il genitore non affidatario paghi, sia pure pro quota, le spese mediche e scolastiche ordinarie relative ai figli, costituisce esso stesso titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice, qualora il genitore creditore possa allegare ed opportunamente documentare l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal continua…

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Ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera c) del Tuir, gli assegni periodici corrisposti al coniuge – esclusi quelli destinati al mantenimento dei figli – in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, sono deducibili, ai fini Irpef, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Questo il principio ribadito dalla Cassazione nell’ordinanza 10323 del 10 maggio.

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Il coniuge che ha una nuova convivenza, consolidata nel tempo anche con la procreazione di un figlio,  perde il diritto a vedersi assegnata la casa coniugale. E’ quanto stabilisce la sentenza n. 9942 emessa dalla Prima sezione civile della Corte di Cassazione.

Cassazione Civile, Sentenza n. 9942 del 05/05/2011
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Non è applicabile l’istituto dell’addebito della separazione allorchè  l’acquisizione e la valutazione delle risultanze istruttorie dimostri la reiterata inosservanza da parte di entrambi i coniugi dell’obbligo di reciproca fedeltà nell’ambito di una situazione già stabilizzata di reciproca sostanziale autonomia di vita, non caratterizzata da affectio coniugalis.
E’ questo il principio di diritto espresso dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione nella sentenza n. 9074 del 20 continua…

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L’ordinanza pronunciata dal Presidente del Tribunale ai sensi dell’art. 708 c.p.c., non costituisce titolo per la emanazione di una successiva ingiunzione di pagamento ai sensi dell’art. 633 c.p.c., trattandosi di provvedimento (esaminabile soltanto nel contesto del procedimento cui accede) autonomamente presidiato da efficacia esecutiva, opera in relazione alle somme che in quel provvedimento risultano determinate, ovvero sulla sua base sono determinabili secondo un semplice calcolo aritmetico. Nel caso, quale quello di specie, in cui l’obbligo inadempiuto di contribuzione afferisce anche alle spese straordinarie della minore, genericamente considerate in quel provvedimento, in continua…

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L’allontanamento dalla residenza familiare che, ove attuato unilateralmente dal coniuge, e cioè senza il consenso dell’altro coniuge, e confermato dal rifiuto di tornarvi, di per sé costituisce violazione di un obbligo matrimoniale e conseguentemente causa di addebitamento della separazione poiché porta all’impossibilità della coabitazione, non concreta tale violazione allorché risulti legittimato da una “giusta causa”, tale dovendosi intendere la presenza di situazioni di fatto, ma anche di avvenimenti o comportamenti altrui, di per sé incompatibili con la protrazione di quella convivenza, ossia tali da non rendere esigibile la pretesa di coabitare.
Tale giusta causa è ravvisabile anche nei casi di frequenti litigi domestici della moglie con la suocera convivente e nel conseguente progressivo continua…

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E’ penalmente sanzionabile il genitore che non restituisce i figli alla ex moglie affidataria a seguito di provvedimento del giudice. Il presupposto che la mancata restituzione sia avvenita per salvaguardare i figli da un ambiente ostile non vale come causa di giustificazione.

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Cassazione Penale, Sezione Sesta, Sentenza n. 3663 del 01/02/2011

(il documento, in formato Pdf, viene inviata via email subito dopo l’acquisto su server sicuro)

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