Legittima difesa, l’ipotesi di non punibilità (oltre alla casa) si estende al negozio
Mentre la Lega presentava il suo “personale”
progetto sulla legittima difesa che, come ha spiegato il ministro Roberto
Castelli, «tiene conto dello stato d’animo dell’aggredito», in commissione
Giustizia del Senato ieri si trovava un accordo di massima sul testo degli
emendamenti al Ddl 1899/S sullo stesso argomento. Il testo presentato dal
Carroccio prevede che si possa invocare la legittima difesa per proteggere la
propria persona e i beni di proprietà e che non puo’ essere punito chi, colto
da panico, eccede nell’autodifesa in un’abitazione privata o in un pubblico
esercizio.
Al di là della posizione “estrema” della Lega, Palazzo Madama ha trovato una
mediazione tra la posizione dell’esponente di An, Luigi Bobbio e quella del
relatore al provvedimento Guido Ziccone (FI). Dopo una lunga discussione,
infatti, è stato stabilito che i due emendamenti verranno votati per parte; la
prima, che riprende sostanzialmente la proposta di Ziccone, propone di
aggiungere all’articolo 52 del Codice penale una parte riguardante i casi
previsti appunto dall’articolo 614 Cp stabilendo che «sussiste il rapporto di
proporzione di cui al comma precedente (dell’articolo 52, ndr) se taluno
legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma o altro mezzo
idoneo, al fine di contrastare dalla minaccia e al fine di difendere: a) la
propria o l’altrui incolumità; b) beni propri o altrui quando non vi è
desistenza ovvero minaccia di aggressione». Oggi, inoltre, se non vi saranno
ulteriori colpi di scena dovrebbe poi essere votata la seconda parte
dell’emendamento Bobbio che stabilisce come «la disposizione di cui al comma
precedente si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno
del domicilio privato o in ogni altro luogo dove venga esercitata un’attività
commerciale, artigianale o industriale». Un punto, questo, sul quale prima di
ieri pomeriggio non convergeva il relatore; secondo Ziccone, infatti, la
giurisprudenza attualmente interpreta l’articolo 614 Cp in senso estensivo. Ma
«lasciare alla giurisprudenza questa interpretazione ” secondo Bobbio ”
significherebbe pero’ rischiare anche una restrinzione», da qui la decisione di
specificare meglio la norma. E’ indubbio, per stessa ammissione dell’esponente
di An, che i recenti fatti di cronaca non hanno lasciato “insensibili” i
senatori della II commissione. (p.a.)


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