Disastro di Linate, Gualano ricorre in Cassazione


Sandro Gualano (Ansa)

L’ex presidente dell’Enav,
Sandro Gualano ha fatto
ricorso in Cassazione
contro l’ordinanza di correzione di «errore
materiale» emessa dal Tribunale di Milano in relazione alla sentenza per la
sciagura aerea di Linate.
Nel decreto veniva corretta la pena accessoria della perpetua interdizione dai
pubblici uffici
dei quattro imputati condannati, fra cui Gualano, in
quanto non applicabile a reato colposo. I legali dell’ex presidente Enav
chiedono che questa ordinanza venga annullata in quanto – come ha spiegato uno
dei difensori, Rosario Minniti –
non si tratta di errore
materiale ma di «errore sostanziale, cioè giuridico»
. La difesa ha
sottolineato di non essere stata invitata a partecipare alla camera di consiglio
dalla quale è uscita l’ordinanza di rettifica, alla quale invece «avevamo – ha
detto Minniti – la facoltà  di partecipare».

«LEGGE SBAGLIATA»
«Siamo scioccati,
traumatizzati, non è possibile una cosa del genere
. La legge è sbagliata,
è impossibile che non sia riconosciuta l’interdizione per le persone ritenute
responsabili di un reato così grave». Reagisce con amarezza
Paolo Pettinaroli,
presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime
del disastro
aereo di Linate, alla notizia della correzione della sentenza da parte dei
giudici che hanno condannato, il 16 aprile scorso, quattro imputati per disastro
colposo e omicidio plurimo colposo. «Nella nostra ignoranza legale non sapevamo
che la legge permette che i colpevoli di omicidio colposo rimangano al loro
posto. Rispettiamo la
legge ma non è possibile accettare una cosa del genere
. Abbiamo rispetto
per tutto e per tutti ma chiediamo a gran voce che la legge venga modificata per
il futuro». Pettinaroli si dice soddisfatto della nomina alla direzione
dell’aeroporto di Linate di un nuovo responsabile: «Ben venga questa decisione».
Sulla possibilità  che l’errore materiale possa inficiare la sentenza,
Pettinaroli dice: «se dovessero ricominciare daccapo questa cosa ci farebbe
impazzire. Sto ricevendo
telefonate da tutto il mondo
– spiega Pettinaroli -, ci sono stranieri
che inorridiscono al fatto che in Italia non ci sia neanche la possibilità  di
sospendere persone ritenute colpevoli di questo reato. Hanno creato il danno e
li lasciano ancora lì? Questo è contro tutti i cittadini e contro la giustizia».

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