Il consumatore “non può essere costretto ad una serie infinita di riparazioni o sostituzioni del prodotto difettoso”, ma va rimborsato. Sentenza Giudice di Pace di Macerata
Il consumatore "non può essere
costretto ad una serie infinita di riparazioni o sostituzioni del prodotto
difettoso", ma va rimborsato. Con questa sentenza innovativa il giudice di pace
di Macerata Ubaldo Tantalocco ha condannato il produttore di un cellulare (e non
il venditore come accade generalmente), la Nokia Italia spa, a rimborsare 981,27
euro ad un avvocato, Luciano Pacioni, che nel 2001 aveva acquistato un cellulare
Nokia da 929,62 euro.
Fin dai primi giorni il telefono aveva dato problemi di funzionamento. Il
legale, difeso dalla collega Barbara Arzilli, per quattro volte aveva inviato il
telefonino ai centri assistenza della Nokia per farlo riparare, ma l’apparecchio
continuava a funzionare male. Dopo il quarto tentativo, il cellulare era stato
sostituito, ma anche quello nuovo presentava difetti di funzionamento, e a quel
punto l’ avvocato Pacioni ha citato in giudizio l’ azienda produttrice. La Nokia
si era dichiarata disponibile a sostituire di nuovo l’ apparecchio ma non a
rimborsarlo.
Il giudice è stato di diverso avviso, riconoscendo che il consumatore,
utilizzatore finale del prodotto, oltre ad essere tutelato su ogni difetto, deve
anche essere garantito sulla funzionalità e le performance del prodotto
descritte nei depliant, nei cataloghi e nelle illustrazioni. Inoltre, è la
società costruttrice, e non il rivenditore, la “vera responsabile delle
disfunzioni del telefono”, in base alle recenti disposizioni comunitarie che
escludono che il produttore possa esimersi dalle proprie responsabilità
dimostrando che l’ evento dannoso si è verificato per circostanze da lui
indipendenti (sentenza n. 1543 del 28 gennaio 2004 emessa dalla II sezione della
Cassazione civile). Il giudice di pace non ha però accolto la richiesta di
risarcimento danni avanzata dal cliente.



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