Fallimento e condominio: i testi base che modificano le norme
Disciplina del fallimento e condominio: i comitati ristretti hanno presentato
ieri i due testi base alla commissione Giustizia del Senato. Delle novità sulla
disciplina del fallimento si è occupato direttamente il presidente Antonino
Caruso (An), relatore del provvedimento in commissione. Il progetto (clicca
qui per vederlo) andrà a modificare una normativa risalente al 1942,
disciplinando la materia in caso di fallimento dichiarato da tribunale
incompetente e di fallimento dell’imprenditore che ha cessato l’esercizio
dell’impresa, rinnovando completamente il regio decreto 267/42. Introdotta alla
normativa del 1942, un’intera sezione, la IVbis riguardante gli effetti
del fallimento sui rapporti fiscali e previdenziali. In attesa quindi che il
ministero della Giustizia presenti il documento elaborato dalla commissione
ministeriale presieduta da Sandro Trevisanato, Palazzo Madama fa un passo avanti
sulla disciplina. Le proposte di modifica al testo base dovranno essere
presentate entro le 20 di mercoledi’ 19 maggio.
Per quanto riguarda le modifiche al Codice civile in materia di condominio (il
testo è leggibile qui), molte le novità in arrivo. Le novità
riguarderanno sia le strutture ” stabilite le parti comuni dell’edificio ” che i
diritti «dei partecipanti sulle cose comuni». Nuova disciplina anche per le
innovazioni delle strutture, le opere dell’edificio, comprese quelle individuali
di interesse collettivo. E ancora nuove disposizioni per la nomina e la revoca
dell’amministratore, che dovrà essere nominato quanto i condomini saranno più
di quattro. Ci sarà tempo fino a lunedi’ 17 maggio per la presentazione di
emendamenti al nuovo testo.
Si è chiusa intanto mercoledi’ la discussione del provvedimento sulle procedure
riguardanti gli sfratti (il Ddl è leggibile tra i correlati). Il progetto,
presentato da Mario Cavallaro (Margherita), era stato illustrato dal relatore
Giuseppe Semararo (An) lo scorso 27 aprile e prevede l’estensione del
procedimento per convalida di sfratto anche per il comodato e l’occupazione
senza titolo di immobili. La riconsegna di immobili concessi in comodato, che
dovrebbe avvenire alla data di scadenza oppure su domanda del comodante, molto
spesso invece si trascina per diversi anni. Senza parlare delle case
abusivamente occupate. Il provvedimento prevede quindi procedure più veloci
applicando a questi casi la procedura dello sfratto. Approvato all’unanimità,
il Ddl potrebbe saltare l’appuntamento con l’Aula dal momento che il presidente
Antonino Caruso (An) ha avanzato la proposta di un’approvazione in sede
deliberante da parte della commissione Giustizia


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