Fiat, è morto Umberto Agnelli


Si
è spento nella tarda serata di ieri nella sua casa torinese di La Mandria il
presidente della Fiat, Umberto Agnelli. Aveva 69 anni. Il presidente del
Lingotto soffriva di un tumore. Accanto a lui la moglie Allegra e i figli
Andrea e Anna.
L’ultima uscita pubblica di Umberto Agnelli era
stata lo scorso 26 aprile quando l’Università di Torino aveva conferito alla
moglie una laurea ad honorem in Veterinaria. Il ‘Dottorè, come era
soprannominato, nonostante mostrasse già i segni della malattia, non aveva
voluto mancare alla cerimonia.
La notizia della sua malattia per la prima volta
era circolata 8 maggio scorso pubblicata dal ‘Financial Times’. Tre giorni
dopo, l’11 maggio, il presidente della Fiat aveva disertato l’assemblea degli
azionisti, ma aveva comunque presieduto in teleconferenza il Cda che aveva
approvato il bilancio 2003. Umberto Agnelli aveva assunto la guida della Fiat
il 28 febbraio 2003. Un mese prima, il 24 gennaio, giorno della scomparsa del
fratello Giovanni, aveva assunto la presidenza della Giovanni Agnelli e C, la
società in accomandita, cassaforte della famiglia.
E’ cominciato a La Mandria, il mesto
pellegrinaggio dei collaboratori più vicini al ‘Dottorè. Dopo l’ad della
Fiat, Giuseppe Morchio, sono arrivati il presidente dell’Ifil, Gianluigi
Gabetti e il presidente della Juventus, Franzo Grande Stevens. A rendere
omaggio ad Agnelli anche il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.
La salma di Umberto Agnelli resterà l’intera
giornata a casa dove riceverà le visite private. Domani il feretro sarà
trasferito al Centro Storico Fiat dove dalle 9 alle 17 sarà allestita la
camera ardente. Alle 18, poi, si svolgeranno le esequie in forma privata a
Villar Perosa.
Era nato in Svizzera, a Losanna, il 1 novembre
del 1934 Umberto Agnelli, il più giovane dei sette fratelli della dinastia
torinese che in molti ricordano per la sua signorilità e il tratto di
gentiluomo ‘vecchio stampo’. Laureato in legge all’Università di Torino nel
1959, aveva iniziato la sua carriera in varie società in Italia e all’estero
prima di entrare nell’azienda di famiglia, nella Fiat France che ha guidato
per tre anni. Quattro anni prima, il giovane Umberto era stato designato al
vertice della Juventus, la squadra di famiglia.
Nel 1968 Umberto Agnelli torna in Italia e assume
la guida degli affari internazionali del gruppo Fiat dove coordina lo sviluppo
delle attività commerciali e industriali sui mercati mondiali. Per dieci
anni, dal 1970 al 1980 è direttore generale della Fiat di cui diventa
vicepresidente nel 1976.
Di quegli anni l’impegno nella politica per la
Democrazia Cristiana nelle cui fila viene eletto come Senatore, nel collegio
di Roma. Presidente della Piaggio e, dal 1990, di Fiat Auto e della Toro
Assicurazioni, il gruppo assicurativo che fa capo al gruppo torinese, Agnelli
è stato anche vicepresidente e direttore generale dell’Ifi, la ‘cassafortè
di famiglia e presidente dell’Ifil, la finanziaria di famiglia che ha in mano
il portafoglio di azioni della Fiat. Fra l’altro, Umberto Agnelli, è stato
presidente della Fondazione Giovanni Agnelli e ha ricoperto incarichi nei
consigli di amministrazione della Banca di Roma e la presidenza onoraria della
Juventus. Nel gennaio del 2003, dopo la morte del fratello Gianni, Umberto
prende le redini dell’azienda come presidente dell’azienda in un momento di
grave crisi finanziaria e produttiva.
A capo della famiglia, sceglie di concentrare
l’impegno del Gruppo nel tradizionale core business dell’auto, mettendo mano,
con il nuovo amministratore delegato Giuseppe Morchio, da lui scelto per
guidare la Fiat, alla riorganizzazione e al rilancio dell’azienda che -in
questi ultimi mesi- ha mostrato cenni di un risveglio e di una riconquista di
quote di mercato. A Umberto Agnelli sono stati assegnati riconoscimenti
prestigiosi fra i quali la Legion d’Onore e l’Ordine al Merito della
Repubblica. Sposato con Antonella Piaggio, prima e poi con Allegra Caracciolo
di Castagneto, Umberto Agnelli ha avuto tre figli, Giovanni Alberto,
tragicamente scomparso dopo una lunga malattia, Anna e Andrea.

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