Disconoscimento di paternità: dubbi sull’obbligo di dover provare l’infedeltà. La Cassazione solleva questione di costituzionalità dell’articolo 235 Cc. Corte di Cassazione, Sezione I, Ordinanza 10742 del 05/06/2004

Piazza Cavour
solleva questione di costituzionalità  dell’articolo 235 Cc: i tempi sono
cambiati e non è ragionevole impedire l’accesso diretto al test del Dna

Disconoscimento di paternità : sarà  la Consulta, su invito dei giudici del
Palazzaccio, a decidere se eliminare i paletti che attualmente consentono ad un
marito di avvalersi del test del Dna solo dopo aver provato il tradimento della
moglie nel periodo del concepimento del figlio che porta il suo cognome.
La I sezione civile della Cassazione, infatti, con l’ordinanza 10742/04 –
depositata il 5 giugno – ha ritenuto non infondata la questione di legittimità 
costituzionale dell’articolo 235, primo comma, n. 3 Cc, nella parte in cui
"ammette il marito a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o
del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre, se nel periodo
del concepimento la moglie ha commesso adulterio". Il contrasto sussisterebbe
con gli articolo 2 e 24 della Costituzione. Quindi sotto il profilo "della
limitazione del diritto di difesa e della ragionevolezza di tale limitazione".

A sostegno delle sue argomentazione Piazza Cavour ha sottolineato come, oramai,
i costumi sessuali sono cambiati. L’adulterio della moglie può consistere anche
in un unico atto di infedeltà  sessuale e, dunque, la prova del suo tradimento
"può costituire per il marito una circostanza la cui dimostrazione è di fatto
impossibile o estremamente difficile in un gran numero di casi". Di conseguenza,
conclude la Cassazione, "è dubbio che possa considerarsi ancora ragionevole una
previsione legislativa (articolo 235 Cc) che, ai fini del disconoscimento della
paternità , richiede la previa prova dell’adulterio della moglie, in presenza di
un progresso scientifico che consente di ottenere direttamente (e quindi senza
passare attraverso la dimostrazione dell’adulterio) una sicura esclusione di
paternità ". La parola ora passa alla Corte costituzionale.

Fonte:
www.dirittoegiustizia.it


 

https://www.litis.it

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