Giudici onorari e avvocati saltano l’ostacolo dei quiz preselettivi


Un decreto legge per mettere fine alla valanga di
ricorsi alla giustizia amministrativa da parte di avvocati e magistrati onorari.
La decretazione d’urgenza arriverà subito dopo la tornata elettorale del
prossimo fine settimana e permetterà ad avvocati e magistrati onorari di
saltare le prove pre-selettive dei due concorsi in magistratura banditi da via
Arenula con i decreti del 28 febbraio 2004 e del 23 marzo 2004. A rassicurare
gli onorari è stata una nota del sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe
Valentino con la quale si specifica che gli uffici del ministero stanno
lavorando al testo che verrà presentato al Consiglio dei ministri dopo la metà
di giugno. Dopo che i decreti ministeriali avevano stabilito la possibilità di
“saltare” le prove pre-selettive solo ai diplomati delle Scuole di
specializzazione, gli esclusi avevano presentato una valanga di ricorsi. Alla
fine di maggio sono quindi arrivate le prime pronunce dei giudici amministrativi
(vedi in arretrati del 4 giugno 2004) che riconoscevano l’esonero ai ricorrenti
e accoglievano l’istanza di tutela cautelare fino alla decisione della Corte
costituzionale sulla questione di legittimità degli articoli 22, comma 3 della
legge 48/2001. Del resto sia via Arenula che Palazzo dei Marescialli non avevano
indicato la strada del concorso in maniera chiara, nel senso che
l’interpretazione della stessa legge poneva qualche dubbio ad entrambi: il
ministro chiedeva il parere di rito al Csm – che tanto di rito in questo caso
non era dal momento che avrebbe voluto una soluzione al quesito sulle categorie
da esonerare – ma l’organo di autogoverno dopo una serrata discussione interna
rimandava al mittente la questione (vedi in arretrati del 20 febbraio e del 3
marzo). Su tutto questo allora provvederà la decretazione d’urgenza che
stabilirà l’esonero dai test per avvocati e onorari prima di sentire il parere
della Consulta sulla legge che stabiliva i famosi mille giudici in più. «E’
stata la cronaca di un errore annunciato» ha detto Paolo Valerio, presidente
della Federazione nazionale magistrati onorari di tribunale (Federmot). Inutile
addossare colpe, secondo il rappresentante della federazione: «Credo che la
legge offrisse poche chances al ministro, perchè il bando in fondo non
è che la fotocopia della legge». «Ci sono già 290 onorari che beneficiano di
una cautelare al Tar Lazio ” ha continuato Valerio ” quindi non dovremmo
infoltire di molto le fila degli aspiranti magistrati; non stiamo parlando di
migliaia di persone, solo di qualche centinaia quindi non ci sarà l’orda che
qualcuno ha prospettato».
Parallelamente comunque, gli onorari attendono anche quella riforma organica
più volte promessa dall’attuale esecutivo e che dovrebbe materializzarsi in un
disegno di legge da presentare prima della pausa estiva. Durante il convegno di
Cagliari, svoltosi venerdi’ scorso (vedi tra gli arretrai del 4 giugno 2004) si
è ribadita la necessità di mettere mano alla famosa riforma «senza tenere
ulteriormente sulla corda la categoria che rappresento» ha aggiunto Valerio. Se
il Ddl infatti verrà presentato prima dell’estate, la discussione e
l’approvazione da parte di un ramo del Parlamento non arriverà prima
dell’autunno, mentre a dicembre si ripresenterà il problema della proroga dei
mille onorari. E anche su questo punto sembra che l’esecutivo abbia fornito agli
onorari garanzie sulla presentazione di una ulteriore proroga prima
dell’approvazione definitiva della riforma (anche un anno fa pero’ su queste
pagine scrivevamo più o meno la stessa cosa).
Il progetto, comunque, allo stato attuale sembrerebbe dividere in due anche la
magistratura onoraria: «la nomenclatura che si va delineando ” ha spiegato
Valerio ” comprende un giudice di complemento e un sostituto procuratore di
complemento, creando una figura di magistrato che non sarà più corretto
definire onorario e comunque soggetto in tutto e per tutto alle leggi, andando a
comporre l’ufficio del giudice». Dovrebbero cosi’ scomparire le sigle di Goa,
Got, Vpo e anche Gdp. Discorso ancora aperto poi sull’accesso: «nell’ottica
della stabilizzazione ” ha continuato il presidente Federmot ” l’accesso
dovrebbe avvenire per titoli ed esami, l’unica forma di accesso, secondo noi,
che possa offrire garanzie al cittadino. Potrebbe avvenire per titoli in una
prima fase transitoria stabilendo dei titoli ben precisi, vale a dire la pratica
della professione forense per un tot di anni e l’esercizio di funzioni
giudiziarie. A regime dovrebbe comunque essere pensato un concorso per titoli ed
esami». Ipotesi, quest’ultima che non sembra molto accreditata tra la
maggioranza che teme la creazione di un mostro burocratico. Ma la creazione di
una magistratura professionale complementare a quella togata sembra essere
vicina, almeno a detta dei diretti interessati che avrebbero ricevuto la
garanzia di un accordo tra maggioranza e opposizione all’interno della
commissione Giustizia di Montecitorio (vedi in arretrati del 4 giugno). A meno
che non si ripeti, anche quest’anno, la tiritera della riforma organica in vista
dell’ennesima scadenza del mandato per molti onorari.

 

Paola Alunni
Fonte:

www.dirittoegiustizia.it


 

https://www.litis.it

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