“Carte d’identità digitali a rilento: colpa dei Comuni”. Il ministro Stanca al convegno del Garante: “Solo un milione e mezzo in circolazione contro i 7 milioni previsti”


di Nicoletta Cottone e
Roberto Giuliante 

La carta d’identità
digitale naviga in cattive acque. Secondo il ministro dell’Innovazione Lucio
Stanca la sua rapida diffusione sarebbe sinonimo di pieno successo dell’e-government.
Il documento, valido ai fini di riconoscimento e di polizia, rappresenta anche
una chiave di accesso agli sportelli telematici della pubblica amministrazione.

In base alle previsioni entro la fine del 2005 saranno emesse al massimo un
milione e mezzo di card, contro le 7 milioni previste inizialmente. Una prima
fase di sperimentazione ha portato in 83 Comuni circa 100mila carte
elettroniche, mentre la seconda tranche coinvolgerà altri 56 Comuni con la
distribuzione di 600mila card.
Semplificando il progetto, attualmente estremamente costoso, il costo della
singola carta potrebbe scendere da 20 a 8 euro, anche allungando la validità
delle carte fino a 10 anni. Si potrebbero rilasciare 40 milioni di carte in sei
anni. La proposta trova, pero’, un po’ di resistenza nei Comuni che vogliono
mantenere la titolarità del servizio.
“Per la complessità del progetto sia dal punto di vista organizzativo sia
tecnologico e dei suoi costi – spiega il ministro per l’Innovazione Lucio Stanca
– purtroppo si sta andando a rilento ed è necessaria una semplificazione. E’
fondamentale che i Comuni continuino a mantenere il proprio ruolo nelle fasi di
richiesta e di rilascio del documento, mentre la realizzazione materiale della
carta sarebbe affidata a centri di servizi. Evitare la consegna a vista,
infatti, abbatte i costi. D’altra parte qualsiasi carta di credito, patente o
passaporto non viene rilasciata immediatamente‿.
La card contiene i dati identificativi e di residenza, la foto e il codice
fiscale del titolare. Inoltre, nel documento sono rilevabili solo con un chip
dati sul Servizio sanitario nazionale, quelli necessari per la firma digitale e
quelli biometrici, per esempio riferiti alle impronte digitali che
permetteranno, in futuro, per esempio, il voto elettronico. Ovviamente, come
impone il Codice della privacy, per l’utilizzo di dati biometrici e personali è
necessario il consenso preventivo del titolare della card. "E’ necessario
garantire al cittadino- sottolinea Stefano Rodotà, Garante della Privacy- la
possibilità di non inserire nella carta d’identità elettronica alcuni dati
sensibili, come quelli sanitari". In arrivo anche il permesso di soggiorno
elettronico per gli extracomunitari che lavorano nel nostro Paese.
La Commissione europea ha, intanto, adottato una proposta di regolamento che
autorizza i Paesi Ue a introdurre nel passaporto europeo, accanto alla foto,
anche le impronte digitali. Lo scopo è quello di rendere più sicuri i
passaporti.
Novità elettroniche anche per i viaggiatori verso gli States. Dal 30 settembre
per i turisti di 27 nuovi Paesi, fra cui l’Italia, scatta un nuovo piano di
controlli che impone ai cittadini stranieri di essere fotografati e di
rilasciare le impronte digitali all’arrivo nei 115 aeroporti americani e nei 14
porti del Paese. Dalla lista dei controllati sono esclusi messicani e canadesi.
L’anticipo di questa iniziativa, legata agli interventi antiterrorismo, che
doveva scattare dal 26 ottobre 2004 sarebbe legata alla richiesta Ue di rinviare
di due anni lo sbarco dei passaporti biometrici, con impronte digitali e iride.

Fonte:
www.ilsole24ore.it


 

 

 

 

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