Videosorveglianza. Niente web cam indiscrete nei porti
Vacanze a prova di privacy anche nei porti: cambiatevi tranquillamente il
costume o baciatevi senza paura di essere visti. Per la gioia di velisti e
vacanzieri, il Garante per la Privacy mette i paletti all’installazione di
impianti di videosorveglianza da parte degli enti locali: si’ a telecamere ma
niente zoom indiscreti.
L’intervento dell’Autorità arriva a ridosso dell’estate e prende spunto
dall’installazione, da parte di un Comune adriatico, di un sistema di
videosorveglianza su un’ampia area portuale ma il monito vale anche per Porto
Cervo e per tutti i porti di mare meta di vip, e non, e barche di ogni tipo.
In questi posti, evidenzia il Garante, il pericolo per la privacy non sono più
solo i paparazzi. Porti e spiagge vengono sempre più costantemente monitorati,
anche per verificare le condizioni meteorologiche, da web cam, talvolta dotate
di zoom, che riprendono ignari cittadini e villeggianti e poi riversano le
immagini sul sito web dell’ente locale.
L’Autorità, presieduta da Stefano Rodotà e composta da Giuseppe Santaniello,
Gaetano Rasi e Mauro Paissan, ha avviato nel caso del comune adriatico
accertamenti per verificare la conformità della raccolta e dell’uso dei dati
personali, effettuati attraverso telecamere e diffusi in Internet, al Codice
della privacy e al recente provvedimento generale in materia di
videosorveglianza.
Gli interrogativi del Garante riguardano l’utilizzazione di telecamere che
spazierebbero dal porto alla spiaggia fino al mare aperto, con un ampio angolo
di visuale. Le immagini poi, riprese 24 ore su 24, sarebbero visibili e anche
trattabili con ingrandimenti dal computer di casa collegandosi al sito del
Comune.
E, al termine della verifica, il verdetto dell’Autorità è stato univoco: le
telecamere devono avere una bassa risoluzione, essere fisse e prive di zoom e
posizionate lontano dalla zona di ripresa. E soprattutto vanno installate solo
nei casi previsti dalla legge e non per motivi turistici o indebitamente per
pubblica sicurezza.
L’amministrazione pubblica ”deve fornire – sottolinea l’Autorità – puntuali
informazioni sulle misure adottate per rispettare la privacy delle persone
ripresè’. Assoluto è poi il divieto, pena sanzioni amministrative e penali,
all’utilizzo delle immagini raccolte. In particolare, il Garante ha constatato
che ”spesso le amministrazioni comunali indicano indebitamente, come scopo
della sorveglianza, finalità di sicurezza pubblica, prevenzione e accertamento
dei reati che competono solo ad organi giudiziari o a forze armate o di polizià’.
E non è la prima volta che l’ufficio di Rodotà sottolinea che non è in ogni
caso giustificata un’attività di rilevazione a fini promozionali, turistici o
pubblicitari, attraverso web cam o cameras-on-line che rendano identificabili i
soggetti ripresi, magari con un mega-zoom in grado di riprendere anche i
dettagli.
Il Garante ha, infine, raccomandato i Comuni marittimi a informare i cittadini
della presenza di telecamere attraverso appositi cartelli.



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