I cittadini possono criticare i magistrati. Un dissenso ‘asprò aiuta il pubblico potere a correggersi. Cassazione Penale, Sezione V, Sentenza 29232/2004
I cittadini possono criticare,
anche ‘aspramentè, l’operato dei giudici. Non solo per le sentenze emesse ma
anche ‘per i comportamenti assunti nell’esercizio della funzione giuridicà.
La Corte di Cassazione estende cosi’ il diritto di critica dei cittadini nei
confronti di chi esercita un potere pubblico, affermando che ‘la critica e le
conseguenti discussioni contribuiscono alla crescita della sensibilità
collettiva su questioni rilevanti ed aiutano chi esercita un pubblico potere a
correggersi’.
Nella sentenza 29232 si
sottolinea che ‘in un Paese democratico chi esercita la delicata funzione
giudiziaria che produce rilevanti effetti sulla vita dei consociati deve
astenersi dall’assumere atteggiamenti che possano essere interpretati come
improntati a pregiudizi’.
L’occasione per estendere il
diritto di critica ai cittadini è stata offerta dal caso di un avvocato
dell’Aquila, Franco M. (difensore di un uomo finito in carcere con l’accusa di
rapina) il quale ha voluto reagire alle esternazioni del sostituto procuratore
di Fermo, Gabriele C. In una telefonata fatta per ‘tastare il terreno’, il pm
aveva detto ”se fosse per me butterei la chiave della cellà’.
L’avvocato difensore aveva
replicato con una lettera ironica nella quale, dopo aver elogiato ‘il tono
pacato e lieve della risposta e sottolineato il senso di moderazionè usato
dal pm, affermava che ‘per terminologie come queste un giorno delinquenti alla
Previti potrebbero prevalere sui giudici onesti’.
Condannato dal Giudice di Pace
dell’Aquila a 500 euro di multa, oltre a rifondere il pm con 3 mila euro,
l’avvocato Franco M. si è rivolto alla Cassazione, sostenendo di aver
esercitato soltanto il diritto di critica. La Quinta sezione penale ha accolto
il ricorso, sottolineando che ‘l’ampia possibilità di critica dei
provvedimenti giudiziari deve essere riconosciuta a tutti i cittadini e non
soltanto ai cosiddetti addetti ai lavori’.
La sentenza trova d’accordo il
presidente dell’Anm, Edmondo Bruti Liberati. Per il numero uno del sindacato
delle toghe ”le critiche dell’opinione pubblica ai magistrati sono elementi
essenziali nella vita democratica del Paesè’.



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