Legali: indagine sulla pubblicità. Il Cnf è pronto a incontrare l’Antitrust

Gli avvocati
"ripartono" dalle regole di pubblicità stabilite dal codice deontologico. Ma
sono pronti a svolgere un’indagine all’interno della categoria (per capirne le
aspettative) e all’estero per poi confrontarsi con l’Antitrust che ha chiesto un
faccia a faccia finalizzato a capire se e come le regole attuali siano
compatibili con il diritto comunitario. La categoria punta, poi, a ottenere una
riduzione degli oneri che deriverebbero dalle nuove discipline su privacy e
anti-riciclaggio. Sabato scorso si è svolta a Roma, al Consiglio nazionale
forense, una riunione, convocata dal neo-presidente, Guido Alpa, che ha visto il
confronto fra i presidenti degli Ordini di tutta Italia. Un incontro (che
dovrebbe ripetersi a cadenza periodica) che ha consentito di prendere in esame
molti dei problemi che gli avvocati italiani si trovano a fronteggiare in questi
mesi. Pubblicità e Antitrust. Gli avvocati prendono, dunque, come punto di
partenza il codice deontologico della categoria. Il Cnf svolgerà un’indagine
sul "territorio" che consentirà di cogliere differenti sensibilità. Alcuni
Ordini sono, infatti, più propensi a cambiare, mentre altri appaiono più
"conservatori". All’indagine, che verrà condotta anche studiando modelli
esteri, seguirà un "tavolo" con l’Autorità di vigilanza. Nessun rifiuto del
confronto, dunque, ma la volontà di indicare quelle che, per gli avvocati,
devono essere le regole di base. Va ricordato, infatti, che il codice
deontologico prevede una pubblicità di tipo informativo, con divieto di dare
conto delle specializzazioni, se non quelle previste dalla legge, dei prezzi
delle prestazioni, delle percentuali delle cause vinte, dei nomi dei propri
clienti. Una "formula" che non è considerata sufficiente dall’Antitrust che ha
sollecitato la categoria ad aprire il confronto. La disponibilità degli
avvocati al confronto potrebbe passare anche da una modifica al codice
deontologico che, tenendo fermi i principi di base, perfezionasse le regole,
tipizzando le condotte che possono essere poste in essere dal singolo
professionista. Privacy. Gli avvocati si trovano a fronteggiare nuovi obblighi,
che non sempre sono sentiti dalla categoria. Su questo fronte, sabato si è
svolto un confronto diretto con l’Autorità garante. E dall’Autorità sarebbe
arrivata un’apertura diretta: ci dovrebbe essere spazio per una semplificazione
degli adempimenti che sono stati posti a carico della categoria. Resta, preo’,
rilevante il problema delle sanzioni penali che possono colpire l’avvocato.
Antiriciclaggio. Gli avvocati sono stati sottoposti dalla nuova disciplina
derivante dalla direttiva comunitaria a una serie di obblighi che non si possono
eludere. Il problema diventa, a questo punto, quello di temperare, attraverso le
disposizioni attuative, il carico degli adempimenti che la categoria sarà
chiamata ad affrontare. Tanto più che gli avvocati devono fare i conti con un
problema esplosivo: quello del rapporto fra segreto professionale e obblighi di
segnalazione.

JEAN MARIE DEL BO
www.ilsole24ore.com


 

https://www.litis.it

Commento all'articolo

You May Have Missed