Le nuove norme italiane sul falso in bilancio sono giunte al vaglio della Corte di giustizia


Lussemburgo, 13 Lug. – Le nuove norme italiane sul falso in
bilancio sono giunte al vaglio della Corte di giustizia delle Comunità europee.
Si è tenuta oggi, dinanzi alla Corte, l’udienza per la discussione delle cause
promosse dal Tribunale di Milano e dalla Corte d’appello di Lecce nei processi
penali pendenti contro Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri ed altri per
ipotesi di falso in bilancio.
   Va ricordato che il 26 maggio scorso la Corte costituzionale ha giudicato
inammissibili le questioni sollevate sulle suddette norme. Il richiesto
intervento sulle soglie di punibilità previste dalla normativa – disse la Corte
costituzionale – esorbiterebbe i poteri della Consulta ed invaderebbe il campo
riservato dalla Costituzione al legislatore.
   All’organismo europeo è stato invece chiesto di pronunciarsi sulla "compatibilità"
della nostra disciplina nella materia con la normativa comunitaria.
   Il Governo italiano, rappresentato dal Vice Avvocato Generale dello Stato,
Oscar Fiumara, ha sostenuto che non è configurabile alcuna incompatibilità. La
norma comunitaria di riferimento invocata dai giudici italiani (l’art. 6 della
prima direttiva comunitaria sulle società, intesa a coordinare le garanzie
richieste negli Stati membri alle società per proteggere gli interessi dei soci
e dei terzi), "si riferisce specificamente ed esclusivamente – ha sostenuto
Fiumara – alla pubblicità di alcuni atti societari, interessandosi solo della
loro ostensività obiettiva al fine di consentire la conoscenza e il controllo
anche da parte dei terzi". "Solo per tale mancanza di pubblicità – ha
proseguito il legale – la direttiva impone agli Stati di stabilire sanzioni
adeguate, nel senso che esse debbono essere effettive, proporzionali e
sufficientemente dissuasive".

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