Avvocati: serve l’esonero-privacy. Conunixato Stampa OUA
Gli avvocati
chiedono di essere esonerati dagli obblighi imposti dal Testo unico sulla
privacy. L’Oua, l’organismo unitario dell’avvocatura presieduto da Michelina
Grillo, propone di affidare la disciplina della materia a un codice di
autoregolamentazione approvato dal Consiglio nazionale forense. Un emendamento
in questo senso era stato presentato al decreto legge 158/04, approvato ieri
dall’Aula della Camera. La partita, a questo punto, si gioca al Senato, cui l’Oua
chiede di approvare un ordine del giorno che impegni il Governo a sottrarre gli
avvocati dalle procedure del decreto legislativo 196/03. Secondo l’Oua, il
Codice sulla privacy «riduce il livello di protezione dei dati sensibili perchè
si preoccupa solo di definire le procedure e non di garantire l’obiettivo della
riservatezza». D’altro canto, il professionista è soggetto «a una mole di
adempimenti formali, spesso illogici, incompatibili con l’organizzazione degli
studi e, soprattutto, inutili rispetto al fine concreto della protezione». Nel
merito, il diritto alla difesa di cui è depositario l’avvocato, deve prevalere
— in caso di conflitto — anche sul diritto alla riservatezza. «L’avvocatura —
conclude l’Oua — non ritiene quindi legittima nè opportuna, la vigilanza o il
controllo su di sè di organi terzi, estranei alla propria giurisdizione
interna, ritenendo che qualsiasi controllo o verifica non possa avvenire se non
nell’ambito dei meccanismi di autogoverno della professione legale».
Comunicato stampa
Privacy:
fuori gli avvocati dal codice della privacy
Michelina Grillo, presidente Oua: «Il governo
intervenga entro la fine dell’anno per escludere gli avvocati dall’applicazione
del codice della Privacy. Chiediamo al Senato che dovrà esaminare il decreto
legge approvato oggi dalla Camera di votare un ordine del giorno che impegni
l’esecutivo in questo senso».
La
Camera dei deputati ha approvato questa mattina, in prima lettura, il decreto
legge sulle proroghe. Tra gli altri, è stato prorogato al 31 dicembre il
termine per l’adeguamento da parte dei professionisti alla disciplina prevista
dal codice della Privacy (D.Lgs 196/03).
L’Organismo unitario dell’avvocatura ha presentato un emendamento che
stabiliva l’esclusione degli avvocati dall’ambito di vigenza delle nuove norme
sulla privacy. La proposta presentata dall’Oua è stata già fatta
propria da molti consigli dell’Ordine e dalla Camera penale di Como e Lecco
che ha invitato l’intera Unione delle camere penali a supportare l’Organismo
unitario in questa iniziativa.
La nostra proposta – contenuta nell’emendamento presentato –
prevede di affidare la disciplina della materia ad un
codice di autoregolamentazione approvato dal Consiglio nazionale forense.
La complessità e la specificità della professione
forense mal si presta ad un controllo esterno sul modello di quello previsto dal
decreto legislativo 196/03.
Il
codice sulla privacy, rispetto all’attività dell’avvocato, da un lato riduce il
livello di protezione dei dati sensibili, perchè si preoccupa solo di definire
le procedura e non di garantire l’obiettivo della riservatezza, dall’altro
impone al professionista una mole di incombenze ed adempimenti formali, spesso
illogici, incompatibili con l’organizzazione degli studi e, soprattutto, del
tutto inutili rispetto al fine concreto della protezione.
Roma, 14
luglio 2004



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