Giustizia, Csm: Riforma incostituzionale e ingestibile
Il Csm ‘boccià per la terza volta la riforma
dell’ordinamento giudiziario. Il provvedimento che sta per riprendere il suo
iter in Senato è in molti punti incostituzionale e rischia di dar vita ad un
sistema ”ingestibilè’, come quello dei concorsi, sentenzia l’organo di
autogoverno della magistratura nel nuovo parere al ddl chiesto dal ministro
della Giustizia Roberto Castelli. Il documento è stato approvato dal plenum del
Csm a larghissima maggioranza, con 21 voti: tutti i togati e i laici di
centrosinistra Luigi Berlinguer e Gianfranco Schietroma, assieme al
vicepresidente Virginio Rognoni e ai vertici della Cassazione, il primo
presidente Nicola Marvulli e il procuratore generale Francesco Favara. Gli unici
voti contrari sono stati quelli dei cinque consiglieri laici della Cdl, i quali
hanno approvato invece il testo firmato dal collega Giorgio Spangher: seppure
evidenzino come ”le risposte siano discusse e perfettibili”, i rappresentanti
del centro-destra a Palazzo dei Marescialli concludono che ”la filosofia e la
strategià’ del ddl sono ”pienamente condivisibili”.


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