È legge il patteggiamento allargato “plurimo”. La commissione Giustizia approva in sede legislativa.

La commissione
Giustizia approva in sede legislativa. In caso di più condanne si sposta a
cinque anni il tetto per applicare le norme sul concorso formale. Mentre slitta
il calendario sulla riforma della diffamazione a mezzo stampa

Con una accelerazione imprevista la commissione Giustizia della Camera ha
approvato definitivamente in sede legislativa la legge che, in caso di
patteggiamento di più condanne, sposta a cinque anni il tetto per chiedere
l’applicazione delle norme del concorso formale o del reato continuato.
Il provvedimento (Ddl 4834/C) era già stato approvato in sede referente e,
mercoledi’ scorso, avendo ottenuto la legislativa, è stato definitivamente
trasformato in legge (il testo è leggibile in calce).
La norma interviene sull’articolo 188 delle Disposizioni d’attuazione al codice
di procedura penale che consente a coloro che hanno patteggiato la pena in
procedimenti diversi di chiedere al giudice dell’esecuzione l’applicazione della
disciplina del concorso formale di reati o del reato continuato. Analoga
richiesta puo’ essere fatta dal Pm.
In entrambi i casi, pero’, è necessario che ci sia accordo sull’entità della
pena detentiva che non deve superare in concreto quella prevista dalla
disciplina ordinaria del patteggiamento.
La nuova disciplina dell’articolo 188 è conseguenza della legge sul cosiddetto
"patteggiamento allargato" cha ha elevato da due a cinque anni il tetto di pena
entro il quale si puo’ patteggiare.
In coerenza con quanto previsto dalla legge 134/03 si prevede anche in questo
caso una sorta di doppio binario, stabilendo che per nelle ipotesi indicate al
comma 1bis dell’articolo 444 Cpp (mafia, terrorismo e recidiva) il tetto massimo
di pena rimane quello originale dei due anni.
La diffamazione slitta a settembre. La Camera ha mostrato molta meno urgenza
nell’esaminare il disegno di legge sulla diffamazione a mezzo stampa. Il
provvedimento è stato approvato in commissione, in sede referente, martedi’
scorso (leggibile in arretrati del 21 luglio) e si riteneva che potesse essere
varato dall’Aula prima della pausa estiva. La Conferenza dei capigruppo di ieri,
pero’, ha deciso diversamente non inserendo il testo unificato dei Ddl 26/C ed
altri nel calendari dei lavori delle prossime settimane.
La proposta di legge, tra le altre cose, elimina la sanzione detentiva per i
giornalisti e prevede una norma transitoria che avrebbe tra i suoi effetti
quello di risparmiare gli arresti domiciari al senatore di Forza Italia, Lino
Jannuzzi: "Nel caso in cui la condanna a pena detentiva per i reati di
diffamazione o ingiuria modificati dalla presente legge – recita l’articolo 4
del Ddl – debba essere ancora eseguita prima della data di entrata in vigore
della presente legge, ovvero a tale data sia in corso di esecuzione, la pena
della reclusione è convertita in pena pecuniaria".

Legge
"Modifica dell’articolo 188 delle norme di attuazione, di coordinamento e
transitorie
del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.
271"
(Ddl 4834/C, definitivamente approvato in sede legislativa
dalla commissione Giustizia della Camera dei deputati – 21 luglio 2004)

Articolo 1
1. All’articolo 188 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie
del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.
271, le parole: ", sempre che quest’ultima non superi complessivamente due anni
di reclusione o di arresto, soli o congiunti a pena pecuniaria" sono sostituite
dalle seguenti: "detentiva, sempre che quest’ultima non superi complessivamente
cinque anni, soli o congiunti a pena pecuniaria, ovvero due anni, soli o
congiunti a pena pecuniaria, nei casi previsti nel comma 1bis dell’articolo 444
del codice".

Articolo 2
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

Fonte:

www.dirittoegiustizia.it


 

https://www.litis.it

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