Bando uditori, specializzandi e avvocati esonerati dai test
Specializzandi e avvocati esonerati dalla selezione
informatica nel concorso per uditori giudiziari. Il Consiglio di stato mette un
primo punto fermo nella querelle che sta contrapponendo gli aspiranti giudici al
ministero della giustizia, in ordine ai due bandi da circa 700 magistrati,
indetti con decreti del 28 febbraio e del 23 marzo 2004.
Con oltre 30
ordinanze depositate ieri, la IV sezione di palazzo Spada ha dato ragione a
metà al Tar del Lazio, che da una parte aveva sospeso il primo bando nella
parte in cui prevedeva l’esonero per gli specializzandi (cioè coloro che
seguono le scuole di specializzazione forense, cosiddette Bassanini, e che
otterranno il diploma solo in data successiva alla scadenza del termine per le
domande di partecipazione al concorso) e dall’altra aveva esteso l’esonero dai
quiz agli avvocati.
Palazzo
Spada ha preferito, decidendo un giudizio cautelare sulla sospensione del Tar,
non escludere nessuno, ammettendo gli uni e gli altri con una motivazione che
sarà disponibile a breve.
A questo
punto, la situazione è chiara sotto il profilo giurisprudenziale. Molto meno
sotto il profilo delle determinazioni che dovrà prendere il ministero della
giustizia. Infatti, come minimo via Arenula dovrà ammettere con riserva agli
scritti tutti gli avvocati che hanno fatto ricorso contro l’esclusione
dell’esonero (qualche centinaio). Per poi attendere le determinazioni della
Corte costituzionale, investita del ricorso sull’illegittimità costituzionale
della legge 48/2001, quella che ha ampliato l’organico della magistratura di
mille unità dettando le regole per i concorsi. Ma non si puo’ escludere che il
ministero retto dal guardasigilli Roberto Castelli provveda a mettersi in riga
con un decreto legge oppure riscrivendo i bandi di concorso.
Per il
momento ha preso tempo, rimandando a metà settembre la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale del diario di esami che avrebbe dovuto essere pubblicato il 2
luglio. La decisione del Cds, a questo punto, farà giurisprudenza mentre sono
in attesa di decisione i ricorsi straordinari al capo dello stato, individuati
come ulteriore elemento di pressione su via Arenula.
L’effetto di
questa paralisi è quello di non dare corso a quei bandi, richiesti a gran voce
anche dal Consiglio superiore della magistratura, che avrebbero dovuto
assicurare nuove entrate nei ranghi della magistratura per contribuire al
rilancio del servizio giustizia.


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