Castelli: c’è il rischio di voto anticipato, la riforma va blindata

 «Ho
detto che voglio una riforma blindata non per un capriccio ma perchè la
possibilità che si vada a votare l’anno  venturo è realistica». All’indomani
del comizio di Pontida, il ministro leghista della Giustizia Roberto Castelli
ribadisce la volontà di blindare la riforma dell’ordinamento giudiziario, per
farla approvare in via definitiva dal Senato il prossimo autunno.

Di fronte alle
"fibrillazioni" della maggioranza e, soprattutto, alla possibilità che il
federalismo possa subire una nuova battuta d’arresto, il Guardasigilli ammette
che l’ipotesi di elezioni anticipate la prossima primavera è tutt’altro che 
emota. Di conseguenza, spiega, «se si va a votare l’anno venturo la riforma
della giustizia è già morta o quantomeno non si riuscirà a farla tutta. Se si
andrà a votare nel 2006 siamo in zona Cesarini, ergo il testo va approvato».

Inoltre, per Castelli
l’Associazione nazionale magistrati, che intende «affossare» la riforma, sa che
se riesce a guadagnare altri tre o quattro mesi ci riuscirà.

Le parole del ministro hanno
provocato l’immediata reazione dell’opposizione e della stessa Anm. Sia per il
Centro-sinstra che per il sindacato dei magistrati la riforma non puo’ essere
legata a scadenze elettorali: eventuali elezioni  anticipate «non possono essere
utilizzate come ricatto sul Parlamento per blindare e approvare la riforma
dell’ordinamento giudiziario».

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