Terrorismo, Mambro e Mantovani: ”Abbiamo commesso molti errorì’. Familiari vittime: ”Loro presenza al Meeting operazione indegnà’
”La nostra è stata una scelta senza uscità’. Cosi’
Francesca Mambro, uno dei capi
dei Nar insieme al marito Giusva Fioravanti, ha definito la sua esperienza di
terrorista. Lo ha fatto davanti alla platea del Meeting di Rimini dove più di
un migliaio di persone hanno salutato più volte con applausi il suo
intervento di ”pentimento” e ”misericordià’.
Mambro e Mantovani hanno posto come unica condizione per
partecipare al dibattito di non essere interrogate dai giornalisti su nessun
argomento di attualità. Francesca Mambro, che al termine del suo intervento
si è commossa, ha ammesso di ”aver commesso molti errori, di aver commesso
dei crimini e di aver distrutto la mia vita e quella di altri”.
”Ancora non capisco -ha aggiunto Mambro- come si possano
avere rancori e furori ideologici a 40 o 50 anni”. ”Ho subito sentenze
ingiuste, ma anche giustè’, ha detto poi ribadendo di accettare tutte le
condanne tranne quella per la strage di Bologna.
L’ex terrorista
Nadia Mantovani, che fece parte delle Brigate rosse fino al 1975, ha
dichiarato: ”Il mio presente oggi è molto lontano dal mio passato. Tuttavia
io non ho ancora finito di riflettere sulla mia vita. Volevo cambiare il mondo
e ho commesso parecchi errori; della mia storia salvo poco, ma qualcosa salvo,
come l’amore per la giustizia e la solidarietà”.
L’ex brigatista rossa, che ha scontato una pena di 22 anni
per reati di banda armata, ha poi confessato: ”Per fortuna mia non ho fatto
in tempo a commettere reati gravissimi. Ho partecipato alla costruzione delle
Br, ma non ho preso parte ad omicidi politici”.
Protesta per il dibattito tra le ex terroriste
Paolo Bolognesi, presidente
dell’Associazione vittime della strage di Bologna, che parla di ”operazione
indegnà’. Ma Robi Ronza,
portavoce del Meeting di Rimini, puntualizza: ”Abbiamo invitato al Meeting
Francesca Mambro e Nadia Mantovani perchè riteniamo che abbiano un’esperienza
umana da raccontarè’, ma cio’ ”non vuol dire che vogliamo assolvere
qualcuno, nè che partecipiamo a una posizione di perdono”.


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