Garante, più tutele su processo on line
Il garante chiede maggiori tutele per la privacy delle
persone coinvolte nel processo civile telematico: in particolare, ”rigorosa
individuazione dei soggetti che possono intervenire nel sistema processuale on
line, sia per gli aggiornamenti, sia per la consultazione e indicazione delle
loro competenze specifiche; rafforzamento delle misure di sicurezza;
conservazione dei dati solo per il tempo necessario a raggiungere gli scopi per
i quali sono stati raccolti”. Sono queste, infatti, le principali indicazioni
contenute nel parere reso dall’Ufficio del Garante al ministero della Giustizia,
che sta predisponendo un decreto ministeriale per rendere pienamente operativo
il processo civile telematico. In questo modo, avvocati, parti e personale
giudiziario, collegati in rete, potranno intervenire direttamente nel processo,
trasmettendo comunicazioni, notifiche, atti sottoscritti con firma digitale e
consultare lo stato del procedimento, senza recarsi necessariamente in
tribunale. Ma il Garante, ”in considerazione della delicatezza della tematica
trattata e della complessità del sistema informativo”, ha chiesto al ministero
di precisare, con una disposizione espressa da inserire nel decreto, che ”dati
e informazioni trattati dai vari soggetti pubblici coinvolti nel funzionamento
del Sici, il sistema informatico civile, possono essere usati solo per le
finalità legate allo svolgimento del processo civile on line e in base alle
rispettive funzioni e competenzè’.



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