Privacy: Rodotà, seza tutela in pericolo libertà personale
Il Presidente dell’Autorità Garante, Stefano Rodotà, ha
concluso oggi la Conferenza mondiale sulla privacy, che si è tenuta a Wroclaw,
in Polonia. Rodotà ha messo in evidenza il legame sempre più stretto tra
privacy, libertà e dignità. Senza una forte tutela dei loro dati, le persone
rischiano sempre di più, secondo il Garante, di essere discriminate per le loro
convinzioni, credenze religiose, condizioni di salute: la privacy, dunque, non
è più riducibile al diritto d’essere lasciato solo, ma è ormai diventata un
elemento essenziale della società dell’eguaglianza. ”Senza una forte tutela
delle opinioni politiche, dell’appartenenza partitica, sindacale, associativa, i
cittadini rischiano di essere esclusi dal processo democratico: la privacy si
presenta cosi’ come componente della società della partecipazione. Senza una
forte tutela del ‘corpo elettronico’, dell’insieme delle informazioni raccolte
su ciascuno di noi, la stessa libertà personale viene messa in pericolo -ha
avvertito Rodotà- la privacy si precisa cosi’ come una condizione ineliminabile
della società della libertà, come uno strumento indispensabile per contrastare
le spinte verso una società della classificazione, della sorveglianza, della
selezione socialè’.



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